L'uomo di Neandertal è originario dell'Europa occidentale e centrale, poi emigrato sulla via del Medio Oriente, sugli attuali territori di Iraq, Siria e d'Israele, con pochi individui fino in Asia centrale (Uzbekistan) e in Siberia.
Sono oltre 100 i siti archeologici che hanno dato evidenza della loro presenza, la maggior parte dei quali si trovano in Europa.
Di seguito sono elencati per area geografica di rinvenimento i siti dove sono stati rinvenuti reperti neanderthaliani.
Asia Armenia Grotte di Azokh. Le grotte sono un complesso di cavità sotterranee ubicato nella regione Nagorno Karabakh nella città di Hadrut, nei pressi del villaggio di Togh. La grotta è un importante sito preistorico, che è stato a lungo occupato da diversi gruppi umani. I più antichi strati del Paleolitico medio hanno restituito resti fossili di Neanderthal, che si ipotizza risalgano a circa anni fa. Iran Grotta Wezmeh, è un sito paleontologico e archeologico in una grotta nei pressi di Islamabad Gharb in provincia di Kermanshah, scoperto nel 1999, dove oltre a resti animali, è stato ritrovato un dente umano, di un bambino di circa 8 anni noto come Wezmeh 1, che recenti analisi hanno determinato riferibili a un bambino neandeterliano.
Iraq Grotta di Shanidar; nella grotta, sui monti Zagros nel Kurdistan iracheno, sono stati scoperti almeno 10 scheletri di uomini di Neandertal, risalenti a un periodo compreso tra i 70 e i anni fa, che mostrando evidenze di comportamenti complessi, come la cura degli individui feriti e possibili pratiche legate alla gestione dei morti. Israele Grotta di Amud, un sito archeologico nella regione dell'Alta Galilea in Israele, scoperta nel 1961, quando fu ritrovato il cranio di un Homo neanderthalensis di circa 25 anni, poi chiamato Amud 1, datato a - anni fa. Grotta di Kebara. Nel 1951 vicino a Cesarea nel distretto di Haifa, fu scoperto il sito archeologico della grotta di Kebara, dove furono ritrovati i fossili di due neandertaliani; il primo, denominato Kebara 1, era un bambino, mentre il secondo, Kebara 2, era un adulto. Quest'ultimo presentava un osso ioide - utilizzato nel processo di fonazione, che ha portato a ipotizzare che i Neanderthal fossero in grado di parlare.
Uzbekistan La Grotta di Teshik-Tash è un sito archeologico nei pressi di Boysun nella regione di Surxondaryo, dove nel 1938 sono stati ritrovati i resti di un ominide, denominato Teshik-Tash 1, che, grazie all'analisi dei denti, è stato attribuito a un bambino tra gli 8 e 11 anni appartenente alla specie dei Neandertal.
Europa Belgio Grotte di Schmerling, anche note come Grottes d'Engis. Nel 1829, in queste grotte, nel territorio di Flémalle in Vallonia, furono trovati i resti di un bambino chiamati Engis 2, di quello che, riconosciuto come tale solo a posteriori, è il primo ritrovamento di Homo neanderthalensis. Grotta di Spy. Nel 1886, in questa grotta del territorio di Jemeppe-sur-Sambre della Vallonia, furono scoperti fossili di Homo neanderthalensis ben conservati che contribuirono alla condivisione, all'interno della comunità scientifica, dell'ipotesi che questa si trattasse di una specie umana distinta da quella moderna.
Bulgaria
Kozarnika, sui monti Balcani vicino la città di Belogradchik, nella Bulgaria nord-occidentale, dove nel 2017 è stato rinvenuto un fossile di un radio in dei livelli archeologici riferibili al Paleolitico medio ed è associato a un insieme litico di carattere musteriano.
Croazia Grotta di Vindija. La grotta, scoperta a circa 20 chilmetri dall'abitato di Donja Voća nella regione di Varaždin, è un sito archeologico associato all'uomo di Neanderthal e all'uomo moderno, di rilevante importanza, in quanto dimostrerebbero la compresenza delle due specie. Tre di questi uomini di Neanderthal sono stati selezionati come fonti primarie per il progetto di studio del genoma dei Neanderthal. Sito archeologico di Krapina. Nel 1899 l'archeologo e paleontologo Dragutin Gorjanović-Kramberger, scoprì sulla collina di Hušnjak, nei dintorni occidentali della città di Krapina nella regione di Krapina e dello Zagorje, fino a 900 fossili di uomini di Neanderthal, alcuni dei quali risalenti a 125 000 anni fa.
Francia Biache-Saint-Vaast. Un sito archeologico del paleolitico di circa 180 000 anni fa, fu scoperto nel 1976 nel paese di Biache-Saint-Vaast nell'Alta Francia durante la costruzione di uno stabilimento metallurgico Usinor. Le operazioni di scavo, dirette dal paleontologo Alain Tuffreau, continuarono fino al 1982 e permisero di scoprire i resti di due esemplari di Uomo di Neanderthal, tra cui due crani incompleti. Il sito conteneva anche numerose ossa di animali e vari utensili in pietra tutti in buono stato di conservazione. Bouffia Bonneval. In questa grotta vicino al paese di La Chapelle-aux-Saints nella Nuova Aquitania, nel 1908 un team di ricercatori composto Jean and Amédée Bouyssonie e L. Bardon, ritrovò uno scheletro (catalogato con il nome di La Chapelle-aux-Saints 1) quasi completo di Homo neanderthalensis, deposto in quella che si è rivelata essere una sepoltura. Grotta de la Chaise. E' un sito archeologico che si trova in località La Chaise-de-Vouthon vicino a Vouthon nella Nuova Aquitania, sulla riva sinistra del fiume Tardoir; qui a partire dal 1850, sono stati ritrovari resti dell'Homo neanderthalensis, oltre che a resti di quanto è stato interpretato come loro sepolture. Grotta di Fontéchevade: una grotta vicino a Orgedeuil nella Nuova Aquitania, nota per la scoperta nel 1947 di antichi resti umani e strumenti risalenti a un periodo compreso tra e anni fa. I fossili sono costituiti da due frammenti di cranio. La Ferrassie è un sito archeologico, situato vicino al paese di Savignac-de-Miremont nella Nuova Acquitania, costituito da un'ampia e profonda grotta fiancheggiata da due ripari rocciosi, all'interno di una rupe calcarea. Indagato a partire dal 1909, ha portato alla luce i resti di otto individui, tra i quali quelli relativi all'uomo denominato La Ferrassie 1, di notevole interesse per l'ottimo stato di conservazione del teschio. La Quina è un sito archeologico del Paleolitico medio e primo superiore, vicino al paese di Gardes-le-Pontaroux nella Nuova Aquitania, scoperto nel 1872 e classificato come monumento storico francese nel 1984, dove sono stati ritrovati reperti riferibili a 27 individui neandertaliani. La Roche à Pierrot. È un sito archeologico vicino al paese di Saint-Césaire nella Nuova Aquitania, dove nel 1979 furono ritrovati i resti di un giovane Neanderthalensis sepolto in una piccola fossa. Il ritrovamento è rilevante perché associato a utensili e altri manufatti, precedentemente riferiti solo all'homo sapiens. Le Moustier. Le Moustier è un sito archeologico, costituito da due ripari rocciosi, vicino al villaggio di Peyzac-le-Moustier nella Nuova Aquitania, scavato per la prima volta nel 1863 dall'inglese Henry Christy e dal francese Édouard Lartet, noto per avere dato il nome al periodo archeologico musteriano. Qui sono stati ritrovati due scheletri di ominidi della specie Homo neanderthalensis. Riparo Aubesier, un riparo roccioso vicino a Monieux nel sud della Francia, dove oltre a denti neanderthaliani studiati per le patologie dentarie, è stato rinvenuta una produzione intenzionale di lamelle particolarmente importante perché anticipa a circa 115.000–105.000 anni fa le prime attestazioni europee di questo tipo di produzione litica, precedentemente attestata tra circa 60.000 e 30.000 anni fa, e più raramente tra circa 71.000 e 57.000 anni fa.
Germania Grotta Kleine Feldhofer nella valle di Neander, nel territorio di Mettmann in Renania Settentrionale-Vestfalia; in questa grotta nel 1856 furono trovati i resti, che consistevano nella parte superiore del cranio, alcune ossa, parte dell'osso pelvico, alcune costole e ossa del braccio e della spalla, di quello che fu identificato come il primo rinvenimento relativo all'Homo neanderthalensis. Sito archeologico di Salzgitter-Lebenstedt. Il sito paleontologico Salzgitter-Lebensted, scoperto nel 1953 nella città della Bassa Sassonia di Salzgitter rappresenta (al 2023) il sito più settentrionale che testimonia la presenza di Neadertaliani. Il sito ha dato alla luce anche numerosi resti di animali, offrendo rilevanti informazioni sulle abitudini di caccia dei nehadertaliani.
Gibilterra Cava di Forbes. Nel 1848 in questa cava di calcare, sita nel nord di Gibilterra, fu scoperto un fossile noto come Gibraltar 1, che fu descritto scientificamente per la prima volta da George Busk solo nel luglio 1864. Il teschio era così simile al teschio fossile Neanderthal 1, scoperto nel 1856 nella grotta Kleine Feldhofer in Germania, che Busk considerò il cranio di Gibilterra come seconda prova indipendente dell'esistenza della specie dellHomo neanderthalensis. Spagna Grotta del Boquete: in questa grotta di Zafarraya in Andalusia, nel 1983 è stata ritrovata una mandibola di uomo di Neandertal da Cecilio Barroso e Paqui Medina. La mandibola è stata datata a anni, uno dei ritrovamenti più recenti riferiti alla specie. Vicino alla mandibola sono stati trovati strumenti del periodo musteriano datati a anni fa. La scoperta è stata una delle prime prove certe della contemporanea presenza in Europa, per un periodo significativo di anni, di neandertaliani e homo sapiens. Grotta di Arbreda in Catalogna, che testimonia una lunga continuità di occupazione umana documentata al suo interno: la grotta fu infatti abitata dai Neanderthal tra circa 140.000 e 39.000 anni fa, mentre in seguito fu frequentata anche da gruppi di Homo sapiens, tra circa 39.000 e 16.000 anni fa. Grotta di Sidrón, nelle Asturie, nel nord-ovest della Spagna, dove sono stati ritrovati oltre 2.500 elementi fossili neanderthaliani, riferibili ad almeno 13 individui appartenenti a un gruppo composto da adulti, adolescenti e bambini, vissuti circa 49.000 anni fa, studiati anche in relazione all'ipotesi di episodi di cannibalismo tra i Neanderthal. Sima de las Palomas è un sito archeologico nel territorio di Torre-Pacheco nella Murcia, dove sono stati ritrovati i resti di circa 100 fossili umani, alcuni dei quali, per alcuni studiosi, presentano segni di sepoltura. Tra questi reperti, nel 2007 è stato ritrovato lo scheletro di una giovane donna neandertaliana, denominata Palomas 96. Sima de los Huesos è un sito archeologico nel territorio di Atapuerca nella comunità autonoma di Castiglia e León, di notevole rilevanza poiché ha permesso di recuperare una grande quantità di fossili appartenenti ad almeno 29 individui, inizialmente identificati come appartenenti allHomo heidelbergensis, che ora invece si ritiene rappresentino l'antenato comune dei Denisoviani e dei Neanderthal.
Russia La grotta di Mezmaiskaya è un sito archeologico nel Caucaso settentrionale della repubblica di Adighezia, dove gli scavi, iniziati nel 1993, hanno permesso di individuare tre scheletri di Neanderthaliani. La grotta di Denisova, un sito archeologico che si trova sui Monti Altaj, nella Siberia russa, nota per essere il luogo dove sono stati ritrovati i resti fossili di una nuova specie di ominidi, Homo di Denisova, dove sono stati trovati anche fossili di Neanderthaliani, sulla base dei quali sono state formulate teorie sulla possibile ibridazione tra le due specie.
Italia Sino al 2020 si riteneva che i resti portati alla luce in Italia fossero scarsi rispetto all'Europa continentale. Ulteriori indagini sui resti di una comunità neandertaliana presente nella Grotta Guattari a San Felice Circeo, condotte dalla Soprintendenza per Frosinone e Latina unitamente all'Università di Tor Vergata, hanno definito la probabile datazione tra e anni. Il Ministero della cultura pone questo sito tra i più importanti del mondo riferiti agli ultimi Neanderthal.
Abruzzo