La stele di Castignano, o cippo di Castignano, è una stele risalente al VI-VII secolo a.C. rinvenuta nel 1890 in località Montecalvo, comune di Castignano (provincia di Ascoli Piceno): attualmente la stele, registrata con la sigla AP2 (lato A e lato B), si trova nel Museo Archeologico di Ascoli Piceno. La stele reca inciso un testo scritto in Lingua picena ed è il più antico documento di questa lingua italica. Ne esiste una copia fedele nel centro di Castignano.
Descrizione
La stele di Castignano è un cippo di "tufo" (nome locale dell'arenariaNon si tratta, dunque del tufo di origine vulcanica, pietra assente nelle Marche.) con funzione di stele funeraria recante su due facce un'iscrizione bustrofedica.
Forma e dimensioni
La stele ha una forma approssimativamente di una piramide tronca a quattro lati: le sue dimensioni sono: altezza 1,36 metri, spessore 22 centimetri, larghezza 30 centimetri alla base e 15 centimetri in cima. Le superfici sono spianate ad eccezione delle parti inferiori dove doveva essere interrata nel suolo.
Iscrizioni
La stele di Castignano presenta su due delle sue facce iscrizioni bustrofediche: le singole parole sono separate mediante l’uso da segni di interpunzione (3 punti verticali): il testo presenta nella parte inferiore una freccia che forse indicava il verso della scrittura. Il testo della stele è scritto col più antico alfabeto italico conosciuto ad oggi nella lingua picena meridionale, una lingua osco-umbra appartenente alla famiglia delle lingue italiche, lingua parlata nel I millennio a.C. nell'area abitata dall'antico popolo italico dei Piceni.
Trascrizione
La trascrizione dell'iscrizione dai caratteri dell'alfabeto piceno ai caratteri latini presenta differenze tra i diversi ricercatori, di seguito vengono riportate tre versioni:
Faccia A: matereíh patereíh qolofítúr qupíríh arítih ímih puíh Faccia B: púpúnum estufk apaiús adstaíúh súaís manus meitimúm Faccia A: .matereíô.patereíô.qolofítúr.qupíríô .arítiô.ímiô.puiô Faccia B: púpúnum.estufk.apaiús.adstaíúô.súaís.manus .meitimúm Faccia A: matere patere u: túd: ,ap r ar ti mi pu Faccia B: púpúnum estu k apaiús adsta ú sua s manus meitimúm
Traduzione
Non esiste ancora una traduzione certa ed accettata da una maggioranza di studiosi, qui di seguito sono riportate alcune di esse:
Faccia A: Alla madre (e) al padre è elevata/dedicata la bella opera, a questi per i quali Faccia B: gli apaio- dei púpún- eressero ai loro Mani ( o "con le loro mani") il cippo Faccia A: materna (ac) paterna lustra(bi)tur bona ritu emio terra Faccia B: Picenorum hic equites posuerunt suis manibus metam; Facce B e A: Questa difesa innalzarono gli Appaei ai loro mani, se qualcuno osa profanare questo luogo del padre e della madre commette sacrilegio
Note
Voci correlate
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