Le elezioni presidenziali in Romania del 2025 si sono tenute il 4 maggio (I turno) per il rinnovo della Presidenza del Paese.
Esse sono state indette, con un provvedimento del governo, dopo l'annullamento della tornata elettorale precedente da parte della Corte costituzionale per interferenze da parte di Stati esteri (specificatamente dalla Russia) nel suddetto procedimento.
Poiché, tuttavia, nessuno dei candidati ha ottenuto la maggioranza assoluta al primo turno, un ulteriore turno di votazioni si è tenuto il 18 maggio, da cui è emerso vincitore, con il 53,60% delle preferenze, Nicușor Dan, giunto precedentemente secondo.
Sistema elettorale Per le elezioni presidenziali, la legge elettorale romena (definita dalla Costituzione della Romania, principalmente dall’Art. 81, e dalla L. 370/2003) prevede l’applicazione di un sistema maggioritario a doppio turno: in tal senso dunque, per essere immediatamente eletto, un candidato deve ottenere la maggioranza assoluta (50%+1) delle preferenze tra gli iscritti alle liste elettorali (Art. 81, § (2), Cost.).
Tuttavia, qualora ciò non avvenga, è prevista l’indizione di un ulteriore turno di votazioni, ove risulta eletto il candidato che ottenga il maggior numero di voti (Art. 81, § (3), Cost.).
In aggiunta, la legge prevede una serie di requisiti ulteriori per registrarsi validamente come candidato. Nello specifico si richiede: di essere un cittadino rumeno ed essere domiciliato in Romania (Art. 16, § (3), Cost.); di avere almeno 35 anni al momento della deposizione degli atti per la candidatura (Art. 37, § (2), Cost.); di aver depositato presso il Biroul Electoral Central (Ufficio elettorale centrale) almeno 200 000 firme tra gli aventi diritto al voto, entro una data prestabilita di volta in volta (Art. 4, § (2), L. 370/2003).
Sono tuttavia esclusi dall'elettorato passivo, secondo la legge fondamentale, i seguenti soggetti (Art. 40, § (3), Cost.): i giudici della Corte costituzionale; l'avvocato del popolo; ogni tipo di magistrati; i membri attivi delle forze armate ed i poliziotti; ogni altro dipendente pubblico afflitto da un vizio di incandidabilità previsto dalla legge.
Data La data ufficiale delle elezioni è stata comunicata dal Governo il 16 gennaio 2025, a seguito di una serie di provvedimenti adottati dal Consiglio dei ministri.
Il voto è svolto, per il primo turno, tra le ore 7:00 e le ore 21:00 locali. Gli elettori che si trovavano in coda alla chiusura dei seggi, tuttavia, hanno avuto la possibilità di votare entro le 23:59.
Nelle sezioni estere il voto si è svolto nell’arco di 3 giorni: venerdì 2 e sabato 3 maggio le urne sono rimaste aperte dalle ore 7:00 alle ore 21:00 locali, mentre domenica 4 maggio è stato possibile votare allo stesso modo, ma in ogni caso mai più tardi delle ore 21:00 del fuso orario di Bucarest (UTC+3, a causa dell’ora legale), con una limitazione dei tempi di apertura delle sezioni nei paesi che si trovano ad ovest della Romania, al fine di allineare la chiusura dei seggi a livello globale.
Calendario elettorale Nei riguardi del calendario, il governo ha stabilito le seguenti scadenze. DataEvento20 febbraio 2025Vengono designati tramite sorteggio i cinque giudici dell'Alta corte di cassazione e giustizia che fanno parte dell'Ufficio Elettorale Centrale (BEC) 21 febbraio 2025I magistrati eleggono il presidente e il vicepresidente del BEC22 febbraio 2025Si aggiungono ai componenti del BEC il presidente e i vicepresidenti dell'Autorità Elettorale Permanente (AEP) e un rappresentante indicato da ogni partito politico parlamentare23 febbraio 2025Data limite per la presentazione delle domande di registrazione delle alleanze elettorali27 febbraio 2025Il Consiglio Nazionale degli Audiovisivi (CNA) stabilisce le regole per la campagna elettorale15 marzo 2025Data limite per la presentazione delle candidature17 marzo 2025Data limite per la registrazione o il respingimento delle candidature da parte del BEC18 marzo 2025Data limite per la presentazione delle contestazioni alla Corte costituzionale sulla registrazione o il respingimento delle candidature20 marzo 2025Le candidature diventano definitive22 marzo 2025Si stabilisce l'ordine dei candidati sulle schede di voto4 aprile 2025Si apre la campagna elettorale per il primo turno3 maggio 2025Si chiude la campagna elettorale per il primo turno 4 maggio 2025 Scrutinio del primo turno 5 maggio 2025Si apre la campagna elettorale per il secondo turno17 maggio 2025Si chiude la campagna elettorale per il secondo turno 18 maggio 2025 Scrutinio del secondo turno
Quadro politico Il presidente uscente Klaus Iohannis, ex esponente e leader del Partito Nazionale Liberale,Per la legge rumena, il Presidente non può far parte di un partito, ma può riceverne il sostegno ed esserne membro fino al momento della sua elezione.. essendo giunto al limite costituzionale del doppio mandato, non può ricandidarsi alle elezioni.. Iohannis, infatti, vinse nelle tornate del 2014 e del 2019, in entrambi i casi contro un candidato del Partito Social Democratico (Victor Ponta nel 2014 e Viorica Dăncilă nel 2019).
Queste elezioni sono state indette dal governo Ciolacu II — presieduto dal leader del PSD e sostenuto, oltre che dai socialdemocratici, dalla cosiddetta "Coalizione europeista", che comprende anche il PNL e l’UDMR — a seguito dell’annullamento della tornata elettorale precedente, che si era svolta alla fine del 2024. Dette elezioni sono state invalidate dalla Corte costituzionale rumena il 6 dicembre 2024, a seguito di possibili riscontri di irregolarità nella campagna elettorale. La stessa Corte, il precedente 2 dicembre, aveva inizialmente validato il primo turno (tenutosi regolarmente il 24 novembre) dopo aver chiesto un riconteggio dei voti, avendo ammesso al ballottaggio i due candidati che avevano ottenuto il maggior numero di voti: l’indipendente sovranista Călin Georgescu e la liberale e leader dell’USR Elena Lasconi.
Tuttavia, in seguito alla pubblicazione di dati — inizialmente riservati — da parte dei servizi segreti interni, esteri e del Consiglio Supremo di Difesa, secondo i quali la Russia avrebbe coordinato una campagna online — tramite la piattaforma TikTok — per promuovere Călin Georgescu, è arrivata l’ordinanza di annullamento dell’intero processo elettorale. In seguito sono state anche avviate delle indagini specificatamente sulla campagna elettorale di Georgescu, che è stato ufficialmente indagato dalla procura il 26 febbraio 2025. Il successivo 21 dicembre 2024 il quotidiano Politico, basandosi su un rapporto di Snoop.ro, aveva rivelato che il PNL aveva finanziato una campagna elettorale su TikTok per promuovere il suo candidato, Nicolae Ciucă. Tuttavia, questa è stata poi clonata o dirottata — inavvertitamente per il partito — in favore di Călin Georgescu. La società che si è occupata della campagna, la Kensington Communication, ha poi chiesto agli organi competenti di verificare se la loro campagna fosse stata effettivamente clonata o dirottata ed eventualmente di adottare le misure legali necessarie.
In seguito, anche la Commissione europea ha avviato un’indagine, nel quadro del regolamento UE 2022/2065 (meglio noto come Digital Services Act), per verificare come TikTok gestisce i rischi di interferenze elettorali.
Nei mesi successivi i partiti sovranisti Alleanza per l'Unione dei Romeni (AUR) e Partidul Oamenilor Tineri (POT), sostenitori di Georgescu, hanno organizzato numerose manifestazioni di protesta in tutto il paese a favore della normale celebrazione del turno di ballottaggio delle elezioni del 2024 (una formula riassunta dallo slogan «Turul doi înapoi» - «Torniamo al ballottaggio»).
Nel gennaio 2025 inoltre AUR e POT, al fianco di S.O.S. Romania, hanno avviato le procedure parlamentari per la sospensione del presidente della Romania Klaus Iohannis che, sulla base di un'interpretazione della Corte costituzionale, era rimasto in carica oltre la data di termine del suo mandato originariamente prevista per il 21 dicembre 2024 — situazione eccezionale che era diventata argomento di dibattito politico e giuridico. Il capo di Stato ha però rassegnato le proprie dimissioni il 10 febbraio, prima di ogni dibattito parlamentare riguardante la sua sospensione, motivando di non voler acuire la crisi istituzionale del paese. Il 12 febbraio 2025 il presidente del Senato, Ilie Bolojan, ne ha preso il posto ad interim, ai sensi dell’Art. 98, § (1) della Costituzione della Romania, riguardante la supplenza del presidente della Romania.
Candidati Crin Antonescu (PNL-PSD-UDMR-Minoranze) I partiti della maggioranza che sosteneva il secondo governo di Marcel Ciolacu — il Partito Nazionale Liberale, il Partito Social Democratico, l'Unione Democratica Magiara di Romania e le minoranze etniche — hanno trovato un accordo, il 23 dicembre 2024, per sostenere un candidato unitario alle elezioni presidenziali. La scelta è ricaduta su Crin Antonescu, Presidente ad interim nel 2012, ex Presidente del Senato rumeno e deputato, nonché Presidente del PNL tra il 2009 e il 2014. Ogni partito ha poi convalidato internamente la candidatura: il consiglio nazionale del PNL il 26 gennaio 2025, il consiglio dei rappresentanti dell'UDMR il 29 gennaio 2025 e il congresso del PSD il 2 febbraio 2025.
A suo sostegno il 22 febbraio 2025 i contraenti hanno registrato presso le autorità elettorali l'alleanza România Înainte (abbreviato A.Ro). Tra gli obiettivi della coalizione, il documento di fondazione enumerava il rigetto del radicalismo violento e dell'estremismo e la promozione dei valori comuni promossi da Unione europea e NATO.
Antonescu ha presentato la candidatura all'ufficio elettorale il 9 marzo 2025.
Nicușor Dan (Ind.) Nicușor Dan, sindaco della capitale Bucarest dal 2020, ha annunciato la propria intenzione di candidarsi come indipendente il 16 dicembre 2024. In precedenza è stato fondatore e Presidente dell’USR. Il 18 dicembre ha ricevuto l'appoggio anche del partito DREPT. Il 1º febbraio 2025 lo hanno seguito Partito del Movimento Popolare e Forza della Destra. Tra le altre formazioni politiche era sostenuto anche da REPER, Partito Diaspora Unita, Partito Nazionale Contadino Maniu-Mihalache e Partito Verde.
Ha presentato la candidatura all'ufficio elettorale il 7 marzo 2025.
Elena Lasconi (USR) La candidata e leader dell'Unione Salvate la Romania Elena Lasconi, di stampo liberale ed europeista, aveva annunciato di volersi candidare alle elezioni dopo l'annullamento della tornata dell'anno precedente. In quel caso, Lasconi si era qualificata al ballottaggio con il 19,17%, ovvero circa voti di scarto sul candidato socialdemocratico Marcel Ciolacu (19,14%), contro l'indipendente Călin Georgescu. Ha presentato la registrazione all'ufficio elettorale il 13 marzo 2025.
Victor Ponta (Ind.) L'ex primo ministro (2012-2015) ed ex presidente del PSD (2010-2015), Victor Ponta, era tornato a far parte del partito prima delle elezioni parlamentari del 2024, conseguendo la nomina a deputato. Il 28 febbraio 2025 si è autosospeso dal PSD perché contrario alla scelta della dirigenza di sostenere Antonescu alle presidenziali. Dopo varie dichiarazioni in cui esponeva la possibilità di candidarsi, il 3 marzo ha annunciato di aver completato la raccolta firme e il 7 marzo ha presentato l'agenda politica presidenziale fino al 2030.
Il 12 marzo ha registrato la candidatura all'ufficio elettorale. Contestualmente il PSD ha deciso di espellerlo dal partito.
George Simion (AUR)
Nel periodo precedente la campagna elettorale, il presidente dell'Alleanza per l'Unione dei Romeni, George Simion, ha più volte ribadito di non essere interessato alla candidatura e che il suo partito sosteneva Călin Georgescu. In seguito alla bocciatura di Georgescu da parte dell'ufficio elettorale, tuttavia, l'AUR ha vagliato diversi nomi per sostituirlo.