La Coppa del Mondo di rugby femminile 2025 () fu la 10ª edizione della Coppa del Mondo, massima competizione internazionale di rugby a 15 femminile organizzata da World Rugby.

Si tenne in Inghilterra dal al tra 16 squadre nazionali e fu vinta dalla formazione ospite, al suo terzo titolo dopo quelli del 1994 e 2014.

Delle 16 partecipanti, 4 erano automaticamente qualificate grazie al risultato ottenuto nell'edizione precedente, e 12 passarono attraverso un percorso di qualificazione tenutosi attraverso diversi tornei e spareggi continentali e trans-continentali nell'arco del 2024.

La finale, tenutasi allo stadio di Twickenham, ha registrato la massima affluenza di sempre a un incontro di rugby femminile.

Il torneo si tenne in otto impianti su altrettante città: a parte Londra, le sedi coinvolte furono Brighton & Hove, Bristol, Exeter, Manchester, Northampton, Sunderland e York.

Storia Lorganizzazione Nel 2020 World Rugby annunciò listituzione di una procedura unificata di assegnazione delle Coppe del Mondo maschili 2027 e 2031 e di quelle femminili 2025 e 2029. La fase formale di presentazione delle candidature a ospitare la manifestazione durò nove mesi, da maggio 2021 a gennaio 2022, e l'assegnazione avvenne a maggio 2022 dopo un ulteriore periodo di valutazione di tre mesi.

A ottobre 2021 la federazione inglese (RFU) espresse la propria dichiarazione d'interesse a ospitare l'edizione 2025, mentre il mese successivo World Rugby istituì la figura di «candidato preferito», ovvero una federazione designata a priori come prima scelta con la quale negoziare l'organizzazione della Coppa; per l'edizione femminile 2025 e quella maschile 2027 furono designate come federazioni privilegiate rispettivamente l'Inghilterra e l'Australia. Il all'Inghilterra fu assegnata l'organizzazione della Coppa del Mondo femminile 2025 e all'Australia quella maschile del 2027 e femminile del 2029.

A gennaio 2023 il comitato organizzatore della Coppa del Mondo designò a proprio presidente Gill Whitehead, dirigente specializzata in governo d'impresa e membro consultivo del consiglio del comitato olimpico britannico. Nell'agosto successivo fu comunicata la lista delle sedi prescelte per ospitare la competizione. Delle otto città designate quale ospiti della competizione, tre non avevano mai ricoperto analogo ruolo in occasione del corrispondente torneo maschile (Northampton, Sunderland e York); altre quattro (Brighton & Hove, Bristol, Exeter e Londra) avevano già visto gare di torneo nello stesso impianto, mentre Manchester aveva contribuito con uno stadio differente. La novità fu nella gara per il titolo: come nella , anch'essa organizzata dall'Inghilterra, si tenne a Londra, ma lo stadio scelto fu quello di Twickenham, che così divenne il secondo impianto, dopo Eden Park ad Auckland, ad accogliere la finale di entrambe le classi di competizione della Coppa, dopo quelle maschili del 1991 e del 2015.

Infine, il sorteggio dei gironi si tenne il a Londra durante una diretta televisiva negli studi BBC alla presenza di ex giocatrici internazionali di rilievo come Maggie Alphonsi, campionessa mondiale nel 2014 con l'.

Il torneo La fase a gironi La partita inaugurale del torneo si tenne allo Stadium of Light di Sunderland, nel nord-est del Paese, e vide di scena la formazione di casa dell' che batté 69-7 gli . Nel corso della cerimonia d'apertura della competizione fi fu un'esibizione canora dell'artista inglese Anne-Marie davanti a spettatori, massima affluenza fino ad allora per una gara di Coppa del Mondo femminile.

La fase a gironi del torneo rispettò, fondamentalmente, i valori del ranking mondiale: le due maggiori candidate al titolo, l' squadra di casa e la campione uscente vinsero i propri gironi a punteggio pieno e con un punto di bonus a incontro. Per quanto riguarda il girone inglese, la lotta per il secondo posto, ristretta ad e , fu appannaggio delle prime anche grazie al pareggio 31-31 tra le due nella seconda giornata che impedì alle americane di prendere il vantaggio decisivo in classifica: le due squadre terminarono in parità e la qualificazione andò alle Wallaroos per migliore differenza punti (+32 contro -2); nessuna sorpresa invece per l', qualificata dopo due incontri e relegata al secondo posto del girone dopo la sconfitta preventivabile all'ultima giornata contro le Black Ferns.

Nessuna sorpresa neppure dal girone B, che vide il primeggiare anch'esso a punteggio pieno e avere la meglio su , e ; la stessa Scozia, battuta dalle canadesi nell'ultima giornata, aveva guadagnato la qualificazione a spese di Galles, relegato all'ultimo posto del girone, e Figi.

L'unico risultato che andò contro il pronostico suggerito dal ranking provenne dal girone D, dove le due europee e erano accreditate dei favori del pronostico: laddove le francesi rispettarono le attese, pur essendo l'unica delle quattro vincitrici a non aver conquistato tutti e tre i punti di bonus, essendo loro stato impedito dall'Italia, sconfitta 24-0 con tre mete, la stessa Italia mancò la qualificazione perdendo di misura la seconda partita del girone contro il , avversaria fino a quel momento sempre battuta dalle Azzurre: a fronte di un'Italia che mostrò più tecnica, benché a sprazzi, le sudafricane misero in campo più continuità e forza fisica, costringendo le avversarie a rincorrere sempre (l'Italia riprese il risultato due volte, prima 17-17 partendo da -12, poi 24-24 a pochi minuti dalla fine) e alfine colpendole nei minuti terminali di gara grazie al vantaggio nelle mischie e nei raggruppamenti. Il si qualificò quindi insieme alla Francia e tale risultato fuori pronostico causò una spaccatura geografica del torneo nella fase eliminatoria: nella parte bassa del tabellone finirono quattro squadre europee del Sei Nazioni: , , e , mentre nella parte alta finì il resto del mondo (, , e ), circostanza che assicurò, a prescindere dai risultati dei play-off, una finale tra squadre di due continenti diversi.

I play-off Sostanzialmente rispettato il pronostico dei quarti: l'exploit del , inaspettatamente qualificatosi ai danni dell', non ebbe un seguito e la nazionale delle Springbok fu eliminata dalla , sia pur con una sconfitta tutto sommato onorevole contro le campionesse uscenti che non dilagarono contro una squadra molto al di sotto del loro ranking mondiale: la vittoria fu un - tutto sommato - contenuto 46-17 al termine di un incontro chiuso in parità 10-10 al primo tempo. Preventivabile anche la vittoria canadese sull', giunta con un perentorio 46-5 al termine di un incontro in bilico solo nei primi dieci minuti di gioco, quando le Wallaroos pareggiarono la prima delle sette mete delle nordamericane, le quali nella prosecuzione dell'incontro non concessero più nulla. Sorpresa sfiorata, invece, per l', avanti 13-0 al primo tempo del proprio quarto di finale contro la e speranzosa di disputare la sua seconda semifinale mondiale di sempre dopo quella del 2014; il ritorno francese, invece, con 18 punti a zero nella ripresa, diede alle atlete transalpine la loro settima semifinale consecutiva, nonché nona di sempre su dieci edizioni. Netta, infine, anche se non strabordante, la vittoria inglese sulle eterne rivali scozzesi per 40-8, punteggio che fino alla meta finale di Lloyd a tempo scaduto era 40-3 e mai in discussione: nel dopo partita il CT delle inglesi Mitchell, nonostante la vittoria, parlò di squadra scesa in campo «con il freno a mano tirato» e incapace di esprimersi al meglio.

La sorpresa mancata dall'Irlanda nei quarti fu invece centrata dal in semifinale contro la : l'équipe della foglia d'acero si portò 12-0 nei primi minuti e resistette al ritorno delle Black Ferns, autrici di una sola meta nel primo tempo, con Kalounivale; sul 24-7 all'intervallo, le nordamericane andarono subito in meta all'inizio della ripresa e contennero le campionesse uscenti, capaci solo di dimezzare il proprio passivo fino al 19-31, quando un piazzato di Sophie de Goede a sei minuti dalla fine mise il Canada oltre il doppio break e virtualmente in finale, estromettendo così le neozelandesi dalla gara per il titolo per la seconda volta nelle ultime 4 edizioni e, più in generale, per la terza in 9 partecipazioni. Nella propria semifinale, altresì, un' dai due volti ebbe la meglio su una a cui fu ascritto il merito di non essersi mai arresa: sotto di 5-7 all'intervallo, colpita a freddo dalla meta in apertura di Ellie Kildunne, resistette anche quando Amy Cokayne portò le inglesi a 14, ritornando sotto di due nel punteggio al 52' con Kelly Arbey. Tuttavia Abby Ward e di nuovo Kildunne riportarono le britanniche sul +16 a dieci minuti dalla fine, e solo per valore statistico giunsero la meta francese e quella, corredata dalla trasformazione, delle inglesi per il 35-17 che mandò le Red Roses in finale per la settima volta consecutiva e nona assoluta, per una riedizione della gara per il titolo contro il Canada già vista nella a Parigi.

La finale, di scena a Twickenham nel pomeriggio di sabato a seguire della gara di consolazione per il terzo posto vinta dalle Black Ferns sulla , fu affidata alla scozzese Hollie Davidson, già fischietto della finale di tre anni prima ad Auckland. La partita, se intesa come confronto tra le due squadre, ebbe vita breve: dopo un iniziale vantaggio canadese di Asia Hogan-Rochester durato appena tre minuti, l' dilagò con Ellie Kildunne che affondò nella difesa delle nordamericane pareggiando le sorti dell'incontro e, successivamente, con Amy Cokayne e Alex Matthews che portarono il punteggio sul 21-8 alla metà gara; nella ripresa anche Abbie Ward si iscrisse a referto con la quarta meta inglese prima che Hogan-Rochester, una tra le ultime ad arrendersi delle sue compagne di squadra, mandasse il in doppia cifra nel tabellino, 26-13; a dieci minuti dalla fine la seconda meta personale di Alex Matthews fissò il risultato sul 33-13 con cui le inglesi riscattarono la finale persa tre anni prima in Nuova Zelanda e si aggiudicarono il loro terzo titolo mondiale, a 11 anni di distanza dal precedente, ottenuto a Parigi nel 2014 sempre contro il Canada, a propria volta sconfitto due volte in altrettante finali. L'affluenza allo stadio di Twickenham per la finale fu di spettatori paganti, di gran lunga nuovo record assoluto per gare di rugby femminile.

Impianti Area Impianto Capacità Incontri Brighton & Hove Falmer Stadium 2 Bristol Ashton Gate Stadium 4 Exeter Sandy Park 7 Londra Twickenham 2 Manchester Salford City Stadium 4 Northampton Franklin's Gardens 6 Sunderland Stadium of Light 1 York York Community Stadium 6

Squadre qualificate

Fase Africa Americhe Asia Europa Oceania Qualificate d'ufficio (4ª class. CdM 2021) (3ª class. CdM 2021) (finalista CdM 2021) (campione uscente) Schema qualificazioni (Africa 1) (Pacific Four 1) (Americhe 1) (Asia 1) (Europa 1) (WXV 2 2024 2) (WXV 2 2024 3) (WXV 2 2024 4) (WXV 3 2024 1) (WXV 2 2024 1) (Oceania 1) (WXV 3 2024 2)

Formula Le 16 squadre furono ripartite in 4 gruppi da 4 squadre ciascuna, nominati rispettivamente dalla lettera A alla lettera D; in ciascun gruppo le quattro squadre si affrontarono con il meccanismo del girone all'italiana e classifica stilata secondo il sistema dell'Emisfero Sud (4 punti a vittoria, 2 a pareggio, 0 a sconfitta più il bonus sconfitta di un punto per scarti in gara inferiori o uguali a 7 punti, e altro eventuale bonus di un punto per la squadra che realizzi 4 o più mete in un incontro). Le prime due classificate di ciascun girone si qualificarono ai quarti di finale.

I quarti di finale si svolsero secondo il seguente schema (la lettera rappresenta il girone, il numero la posizione): squadra A1 – squadra B2 squadra B1 – squadra A2 squadra C1 – squadra D2 squadra D1 – squadra C2 e le successive semifinali videro i seguenti accoppiamenti: vincitore incontro 1 – vincitore incontro 4 vincitore incontro 2 – vincitore incontro 3