Fu il primo di una famiglia che ampliò la propria attività dal Veneto all’Emilia Romagna, dalla Toscana al Friuli Venezia Giulia, occupandosi di pittura e di fotografia.

Biografia

Era il nipote dell'incisore e miniaturista Antonio Maria. Fu allievo del pittore Vincenzo Gazzotto. Aprì il suo studio a Padova ma, dopo aver ricevuto il premio all'Esposizione industriale veneta, decise di trasferirsi a Venezia nel 1856, dedicandosi in particolare alla ritrattistica. Apprezzato non solo per le sue non comuni conoscenze tecniche ma anche per la qualità artistica delle sue stampe, Sorgato venne più volte premiato in mostre nazionali e internazionali: Padova (1858 e 1869), Firenze (1861), Vicenza (1871), Trieste (1871), Treviso (1872), Vienna (1873), ma soprattutto una medaglia d'argento all'Esposizione universale di Parigi del 1867, dove espose trenta opere e il conferimento della medaglia d’oro del re Vittorio Emanuele II di Savoia, fotografato, nel 1878, in abiti borghesi.

Sull'onda di questi successi, il fratello Angelo (1830-1894) aprì degli atelier anche a Bologna nel 1864, Modena e Reggio Emilia nel 1872 con la denominazione "Fratelli Sorgato". A Udine invece nel 1877 Antonio subentrò nello studio a Giovanni Nascimbeni (1835-1903), dove si associò a Sennen Brusadini (1843-1884) che svolgeva anche la funzione di direttore. Brusadini era proprietario anche di un altro studio che aveva lasciato nel 1982 e che passò a Antonio Eram. Sorgato morì nel 1885, dopo il 1890 lo studio di Venezia fu rilevato da Giovanni Jankovich e dal figlio Francesco. Fu amico di Carlo Naya e di Carlo Ponti. A proposito di quest'ultimo non c'è certezza se nelle sole due foto ritenute possibili nelle quali compare un uomo, se possa essere Ponti o uno sconosciuto, tenuto conto che di Ponti sembra non esistano ritratti.

Sul decesso ci sono fonti che riportano la data del 4 novembre. Dopo la morte di Antonio, appare alquanto difficile stabilire le varie diramazioni dei fratelli, figli e nipoti, ma si può affermare che a Bologna nel 1889 il figlio di Angelo, Bruto, era già entrato in società con Alfonso Belvederi (1857-1920), mutando la denominazione in "Sorgato & Belvederi", però già dall'anno successivo Belvederi ne divenne proprietario unico, il quale utilizzò negli anni successivi la denominazione "Stabilimento Fotografico Belvederi successore a Sorgato" fino alla chiusura definitiva nel 1908.

La filiera di atelier fotografici intrapresa da Antonio e supportata dai fratelli, Angelo (1830-1894), soprattutto, e da Gaetano (1838-1915), risulta poco chiara a livello documentale: non si sa infatti se furono loro o i figli ad ingrandire ulteriormente l'attività aprendo studi anche a Carpi, Parma e Firenze verso la fine del XIX secolo, come viene citato dalle fonti. La generazione successiva proseguì l'imprenditoria fotografica degli avi con i nipoti Ferruccio e Angelo Fortunato.

Note

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