Fu uno dei due insegnanti di Ildegarda di Bingen durante i suoi primi anni, l'altro fu Jutta. Fu anche scriba e assistente di Ildegarda.

Sin dalla giovane età, Ildegarda cominciò ad avere visioni; essendone spaventata si chiuse in un doloroso silenzio, che ruppe parlandone con Jutta, la quale ne parlò a Volmar. Volmar, a sua volta, fu la prima autorità ecclesiastica a convalidare le visioni di Ildegarda. Fu mentore suo e di suo fratello Bruno per un periodo, inoltre la esortò a seguire il comando di Dio di scrivere le sue visioni quando i dubbi su se stessa la tormentavano. Volmar riconobbe i rari talenti spirituali di Ildegarda e in seguito alla morte di Jutta, divenne il suo segretario e caro amico. Rimasero in contatto per oltre sessant'anni e, quando lui morì nel 1173, Ildegarda ne fu addolorata.

Nell'innovativo dramma allegorico di Ildegarda, Ordo Virtutum, in cui il Diavolo insegue, seduce e alla fine perde l'anima, Volmar si pensa potrebbe aver dato voce a questa parte diabolica. Non si sarebbe trattato di un canto, quanto di un urlo, dato che il Diavolo è l'unico personaggio di questa commedia che non canta: si è separato da ogni armonia celeste.

Volmar è anche stato anche il miglior curatore delle opere di Ildegarda di Bingen, come lei stessa ha riconosciuto in questa sezione tratta dal suo Libro delle opere divine

Note