San Marino (in Romagnolo sammarinese: San Marèin o San Maroin), ufficialmente Repubblica di San Marino, è uno stato dell'Europa meridionale, situato nel centro-nord della penisola italiana, al confine tra le regioni Emilia-Romagna e Marche, e costituisce un'enclave all'interno della Repubblica Italiana.
Con un'estensione di e residenti, è uno dei meno popolosi fra gli Stati membri del Consiglio d'Europa e delle Nazioni Unite; è inoltre il quinto Stato più piccolo del mondo per superficie e fa parte dei cosiddetti microstati europei. La capitale è la Città di San Marino, il castello più popoloso è Serravalle ( abitanti), il meno popoloso è quello di Montegiardino (992 abitanti). La lingua ufficiale è l'italiano ed è parlato anche il Romagnolo nella variante locale. Gli abitanti sono chiamati sammarinesi.
Geografia fisica
Territorio
San Marino è il terzo stato più piccolo d'Europa, senza sbocco al mare. Si trova all'interno dell'Italia, tra la provincia di Rimini a ovest, a nord e a est e la provincia di Pesaro e Urbino a sud. Il territorio ha la forma di un quadrilatero irregolare con rilievo prevalentemente collinare, ad eccezione del monte Titano (noto anche come Monte Brugola), alto e costituito da una massiccia placca di calcari arenari risalenti al MioceneDizionario enciclopedico universale, 1997.
La Repubblica di San Marino comprende l'alta valle dell'Ausa, la parte sinistra dell'alta valle del Marano e quasi tutta la valle del rio San Marino, tributario del Marecchia.
Clima Secondo la classificazione dei climi di Köppen, il clima è di tipo temperato con mancanza di una stagione asciutta e con estate molto calda (Cfa). Con il sistema dei climogrammi di Walter e Lieth si mette in rilievo, invece, un periodo di subaridità estiva di due mesi (luglio e agosto), tipico dei climi submediterranei. Il clima è continentale, con estati calde e inverni freddi ma non rigidi. Nelle zone di minore altitudine le precipitazioni nevose si registrano raramente, mentre in quelle più elevate sono comuni a ogni inverno, in alcuni casi anche abbondanti. Le temperature in estate sono comprese in media tra e , con punte di , in inverno ci sono notevoli escursioni termiche tra le notti (spesso sotto zero) e il giorno.
Storia
Preistoria La preistoria di San Marino abbraccia un periodo che parte dal Neolitico. Infatti, il più antico reperto è un'ascia-martello in pietra risalente al 5000-4000 a.C. secondo le datazioni al radiocarbonio, ritrovata a San Giovanni sotto le Penne, curazia di Borgo Maggiore. All'età del bronzo (2000 a.C.) risale un'ascia bronzea trovata a Casole, curazia di città di San Marino. Alla cultura villanoviana risalgono molti resti ritrovati in Repubblica, a Castellaro di Città sono state trovate urne cinerarie e resti di vasi di terracotta. Purtroppo, durante la costruzione della torre che ha dato nome alla curazia, il vasellame venne gettato nel torrente rio San Marino.
L'indipendenza tradizionale e l'Alto Medioevo
L'indipendenza della Repubblica ha origini antichissime, tanto che San Marino è ritenuta la più antica repubblica del mondo tuttora esistente.La leggenda di San Marino, leggenda sammarinese, origini San Marino
La tradizione fa risalire la fondazione della Comunità al 3 settembre 301 d.C., quando san Marino, un tagliapietre dalmata dell'isola di Arbe, fuggito dalle persecuzioni contro i cristiani dell'imperatore romano Diocleziano, stabilì una piccola comunità cristiana sul monte Titano, il più alto dei sette colli su cui sorge la Repubblica. La proprietaria della zona, una ricca donna di Rimini, Donna Felicissima, donò il territorio del monte Titano alla piccola comunità che a memoria del fondatore lo chiamò "Terra di San Marino". Prima di morire, secondo la leggenda, san Marino avrebbe pronunciato ai suoi seguaci la seguente frase:
ovvero "Vi lascio liberi dall'Imperatore e dal Papa", sovrano dell'Impero l'uno, guida della Chiesa l'altro. Queste parole sono il fondamento dell'indipendenza della Comunità, poi Repubblica, come testimoniato da un documento di un processo per la mancata riscossione dei tributi tenutosi nel 1296 (circa mille anni dopo la morte del santo) presso il convento di valle Sant'Anastasio:
In questo documento, rinvenuto presso un convento francescano di frati minori a Sant'Igne, si attesta che San Marino è, alla stregua di San Leo, Talamello e Maiolo, esente da tassazioni, con la differenza che nelle ultime tre località comanda un signore che postula l'esenzione dai tributi come privilegio, mentre a San Marino è la comunità a rivendicare l'esenzione come diritto proveniente dal comandamento di san Marino.
Basso Medioevo e Rinascimento
La Comunità rimase poi inglobata nell'Esarcato bizantino di Ravenna, finché questo cadde, invaso dal re longobardo Astolfo nel 751. Il duplice intervento del re franco Pipino, subito chiamato da papa Stefano II, indusse Astolfo a restituire tutto l'Esarcato al papa romano (patriarca d'Occidente), quale successore dell'esarca bizantino, con tutte le città compresa San Marino.
Nel 962, con il Privilegium Othonis, l'imperatore Ottone I riconferma alla Chiesa di Roma il possesso dei territori del Patrimonio di san Pietro, ma stabilisce che tali domini restino sotto la rigida tutela imperiale. Tra questi territori c'è proprio il castello di San Marino concesso al conte di Carpegna, Ulderico il Sassone, capostipite dell'omonima casata.
A partire dall'anno 1000, il governo era affidato all'assemblea di tutti i capi famiglia, chiamata arengo. L'arengo deteneva tutti i poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario, in precedenza concentrati nelle mani dell'abate feudatario i cui diritti passarono in seguito al vescovo della diocesi di Montefeltro. Tuttavia, la crescita delle dimensioni della comunità rendeva ingestibile un organo decisionale così ampio; così nel XIII secolo vennero create assemblee politiche (il Consiglio dei LX e il Consiglio dei XII).
Le istituzioni comunali a San Marino si svilupparono tra il secolo XII e XIII, qualche decennio dopo rispetto ai simili comuni di Rimini, Faenza, Imola, Cesena. La prima menzione di consoli (titolo che diverrà poi quello dei Capitani Reggenti), si ha in un documento datato 12 dicembre 1244 (talora indicato come 12 dicembre 1243), con ulteriore menzioni negli anni 1253 e 1254. Il governo non era ancora completamente autonomo, e operava ancora sotto il controllo del vescovo di Montefeltro.F.V. Lombardi, San Marino nell’età medioevale: I rapporti fra il comune e i vescovi di Montefeltro, in Storia e ordinamento della Repubblica di San Marino, San Marino, Cassa rurale depositi e prestiti di Faetano, 1983, pp. 38–61 Tra il '200 ed il '300, l'autonomia e l'indipendenza di San Marino rispetto agli enti limitrofi si rafforza.
Nel 1291 i sammarinesi fecero ricorso al vescovo di Arezzo, Ildebrandino Guidi di Romena, contro le pretese di contributi del Vicario del Montefeltro. A decidere la lite fu chiamato il giurista Palamede di Rimini, che decise a favore di San Marino e ne riconobbe l'esenzione dai tributi del Montefeltro. Nel 1296, quando il governatore di Romagna era Guglielmo Durante, i Sammarinesi fecero ricorso a papa Bonifacio VIII contro le continue pretese di tributi da parte dei podestà feretrani. La Curia incaricò l'abate Ranieri di Sant'Anastasio di decidere la questione. Seguì un lungo processo con rappresentanti del comune e testimoni, indagando la questione della libertà ed esenzione di San Marino rispetto a tributi di Montefeltro. La causa fu molto probabilmente giudicata a favore di San Marino.
Nel 1320 aderì a essa il castello di Chiesanuova. Nel 1351, dopo che il vescovo di San Leo e del Montefeltro lo ebbe affrancato dai vincoli feudali, San Marino divenne un libero comune.
Il territorio rimase limitato al monte Titano fino al 1463, quando la Repubblica entrò nella coalizione che sconfisse il signore di Rimini Sigismondo Pandolfo Malatesta (guerra sammarinese). Come ricompensa, papa Pio II cedette a San Marino i castelli di Domagnano, Fiorentino, Montegiardino e Serravalle. Nello stesso anno il castello di Faetano chiese e ottenne l'annessione alla Repubblica. Successivamente i confini dello stato non hanno più subito modifiche.
Nel 1243 fu introdotta la figura dei capitani reggenti che svolgevano le funzioni di capi di Stato: i primi di cui si abbia notizia (ma alcune fonti fanno credere che ce ne siano stati di precedenti) furono Oddone Scarito e Filippo da Sterpeto: eletti dall'arengo, gestivano il potere esecutivo e giudiziario. Le prime leggi risalgono al 1263. Nel secolo XV venne creato il Consiglio Grande e Generale, composto da sessanta membri dell'arengo, al quale furono delegate alcune prerogative dell'assemblea. I nuovi organi istituzionali assorbirono progressivamente la maggior parte delle prerogative dell'arengo. Quest'ultimo, pur non essendo mai ufficialmente abolito ma svuotato dalle sue funzioni, non venne più convocato dal 1571 fino al 1906.
Età moderna
L'8 ottobre 1600 venne promulgata la prima Costituzione scritta, le Leges Statutae Sancti Marini, alla base delle fonti del diritto sammarinese assieme alla legge elettorale degli anni trenta. In seguito si assistette a un processo di deterioramento delle istituzioni: il Consiglio Grande e Generale, svincolato da ogni forma di controllo, divenne strumento per la realizzazione degli interessi di un numero sempre più ristretto di famiglie patrizie. Il Consiglio cessò di essere eletto dall'arengo ma veniva rinnovato tramite cooptazione. All'inizio del secolo XVII fu stipulato un accordo di protezione con lo Stato della Chiesa.
L'indipendenza del piccolo stato fu in pericolo più volte: nella sua storia San Marino subì tre brevi occupazioni militari. Nel 1503 Cesare Borgia occupò la Repubblica per dieci mesi sino alla morte del padre, papa Alessandro VI. Nel 1739 il tentativo di riannessione allo Stato della Chiesa per opera del cardinale Alberoni, fallito grazie alla disobbedienza civile, religiosa – in particolare delle monache clarisse – e alle proteste davanti a papa Clemente XII. L'ultima occupazione del Paese avvenne nel 1944 per opera delle truppe tedesche e della Repubblica Sociale Italiana in ritirata, e successivamente dagli Alleati, che lo occuparono per tre mesi.
Lo stato venne riconosciuto dalla Francia di Napoleone nel 1797 e da altri paesi europei al Congresso di Vienna del 1815. Lo stesso Napoleone, in segno di amicizia e fraternità ai cittadini della Repubblica, offrì ai sammarinesi di estendere i loro confini al mare. La proposta, con grande lungimiranza politica, fu gentilmente rifiutata, e nella lettera di risposta il Reggente Antonio Onofri, figura di spicco della politica sammarinese del periodo napoleonico, affermò che «la Repubblica di San Marino, contenta della sua piccolezza, non ardisce accettare l'offerta generosa che le viene fatta, né entrare in viste di ambizioso ingrandimento che potrebbero col tempo compromettere la sua libertà»; ciò permise alla Repubblica di non essere assimilata ad alleato della Francia nel Congresso di Vienna.
Ottocento
Per la conoscenza degli Statuti di San Marino nel XIX secolo, si rimanda al testo: Leges statutae Reipublicae Sancti Marini, pubblicato a Forlì nel 1834Leges statutae Reipublicae Sancti Marini, Forolivii, ex Casaliano Typographeo, 1834..
Durante il Risorgimento, San Marino costituì un rifugio sicuro per molti dei personaggi che parteciparono ai moti di quegli anni, ai quali presero parte anche alcuni cittadini sammarinesi. Durante le vicende che hanno portato all'unità d'Italia, San Marino assunse fortunosamente un ruolo fondamentale per Giuseppe Garibaldi che trovò rifugio sul monte Titano quando nel 1849, nel tentativo di raggiungere Venezia, si ritrovò circondato da quattro eserciti a Macerata Feltria.