La guanfacina è un composto chimico di formula C9H9Cl2N3O che in condizioni normali si presenta come un solido biancastro.

Storia La guanfacina è stata approvata per uso medico negli Stati Uniti nel 1986.

Nel 2017, è stato il 131° farmaco più comunemente prescritto negli Stati Uniti, con oltre cinque milioni di prescrizioni.

Caratteristiche strutturali e fisiche Dal punto di vista strutturale il composto fa parte delle acetammidi e presenta:

due donatori di legami a idrogeno un accettore di legami a idrogeno 15 atomi pesanti superficie polare = 81,5 Ų massa monoisotopica = 245,0122673 Da

La sezione d'urto è pari a:

148,9 Ų [M+H]+ 155,15 Ų [M+Na]+ 148,43 Ų [M+H]+

Reattività e caratteristiche chimiche Del composto sono disponibili i seguenti spettri analitici:

spettro GC-MS spettro MS-MS

Farmacologia e Tossicologia Il farmaco viene classificato come antipertensivo e sostanza adrenergica ad azione centrale.

Il farmaco deve essere assunto per via orale con o senza cibo, ma non deve essere somministrato con

pasti ad alto contenuto di grassi, perché possono aumentare l’esposizione, e nemmeno insieme al succo di pompelmo.

Farmacocinetica Meccanismo d'azione

La guanfacina è un agonista del recettore adrenergico alfa2A, in quanto ha un’affinità 15 - 20 volte più elevata per questo sottotipo di recettore rispetto ai sottotipi alfa2B o alfa2C.

Stimolando i recettori adrenergici alfa2A, riduce gli impulsi dei nervi simpatici dal centro vasomotore al cuore e ai vasi sanguigni. Ciò produce una riduzione della resistenza periferica e della pressione arteriosa e una riduzione della frequenza cardiaca.

La guanfacina è un non stimolante e il suo meccanismo d’azione nell’ADHD non è pienamente stabilito.

Le ricerche precliniche suggeriscono che moduli la segnalazione nella corteccia prefrontale e nei gangli della base, attraverso la modificazione diretta della trasmissione sinaptica di noradrenalina a livello dei recettori adrenergici alfa2.

Assorbimento

Il farmaco è rapidamente assorbito, con picco di concentrazione plasmatica raggiunto circa 5 ore dopo la somministrazione orale in pazienti pediatrici.

Negli adulti, l’esposizione media di guanfacina è aumentata (Cmax ~75% e AUC ~40%) quando guanfacina è stata assunta insieme a un pasto ad alto contenuto di grassi, rispetto all’assunzione a digiuno.

Distribuzione

Guanfacina si lega moderatamente alle proteine plasmatiche (circa 70%), indipendentemente dalla concentrazione del principio attivo.

Metabolismo

Guanfacina è metabolizzata tramite ossidazione mediata dal CYP3A4/5, con successive reazioni di fase II di solfatazione e glucuronidazione. Il principale metabolita in circolo è 3-OH-guanfacina solfato, che è priva di attività farmacologica.

Eliminazione

Guanfacina è eliminata dai reni, tramite filtrazione e secrezione attiva, e dal fegato. La secrezione renale attiva è mediata tramite il trasportatore OCT2. Almeno il 50% della clearance di guanfacina avviene per via epatica.

L’escrezione renale è la via di eliminazione principale (80%) e il farmaco progenitore rappresenta il 30% della radioattività urinaria.

I principali metaboliti urinari sono 3-idrossi guanfacina glucuronide, guanfacina diidrodiolo e 3-idrossi guanfacina solfato.

L’emivita di eliminazione di guanfacina è di circa 18 ore.

Effetti del composto e usi clinici Sembra che funzioni attivando i recettori α2A nel cervello, riducendo così l'attività del sistema nervoso simpatico.

Il composto, venduto con il marchio Intuniv, è indicato per il trattamento del disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD) nei bambini e adolescenti da 6 a 17 anni per i quali gli stimolanti non sono idonei, non sono tollerati o si sono dimostrati inefficaci.

Deve essere usato nel contesto di un esauriente programma di trattamento per l’ADHD, comprendente in genere misure di carattere psicologico, educativo e sociale.

Deve essere assunto sotto la supervisione di un idoneo specialista dei disturbi comportamentali dell’infanzia e/o dell’adolescenza.

Controindicazioni ed effetti collaterali Quando il farmaco è usato in concomitanza con inibitori o induttori del CYP3A4/5, le concentrazioni plasmatiche di guanfacina possono risultare aumentate o diminuite, con un potenziale effetto sull’efficacia e sulla sicurezza della stessa. Guanfacina può inoltre aumentare le concentrazioni plasmatiche dei medicinali metabolizzati tramite il CYP3A4/5 assunti in concomitanza.

La somministrazione concomitante di guanfacina e acido valproico può provocare un aumento delle

concentrazioni di quest'ultimo.

Le reazioni avverse segnalate con maggiore frequenza comprendono sonnolenza (40,6%), cefalea

(27,4%), affaticamento (18,1%), dolore addominale superiore (12,0%) e sedazione (10,2%). Le

reazioni avverse più gravi segnalate con frequenza comune comprendono ipotensione (3,2%), aumento

ponderale (2,9%), bradicardia (1,5%) e sincope (0,7%).

L'uso non è raccomandato durante la gravidanza o l'allattamento.

Note

Altri progetti

Categoria:Antiipertensivi