La Gerusalemme liberata è il maggiore poema eroico di Torquato Tasso. Esso presenta 15.336 versi endecasillabi raggruppati in 20 canti di lunghezza variabile in ottave.

Tasso iniziò probabilmente a scrivere l'opera all'età di 15 anni con il titolo di Gierusalemme tra il 1559 ed il 1560 durante il soggiorno a Venezia,Di quest'idea A. Solerti, Vita di Torquato Tasso, Torino-Roma, Loescher, 1895, vol. I, pp. 51-52. Altri critici pensano però che i primi abbozzi del poema siano posteriori. ma si fermò a 116 ottave, ben meno dei venti canti della Gerusalemme liberata, composta in seguito.

La Gerusalemme liberata vera e propria, completata dall'autore nel 1575, fu pubblicata a Venezia senza l'autorizzazione del poeta nell'estate del 1580 da Celio Malespini con il titolo di Goffredo, presso l'editore Cavalcalupo. L'edizione presentava molti errori e soltanto 14 canti.

L'anno successivo l'opera, sempre lontano dal controllo del suo autore, ancora rinchiuso nell'ospedale di Sant'Anna di Ferrara, fu pubblicata integralmente presso l'editore Viotti per cura di Angelo Ingegneri prima a Parma e poi a Casalmaggiore.L. Tonelli, Tasso, Torino, 1935, pp. 118-119 Pochi mesi dopo, il 24 giugno 1581, usciva a Ferrara la prima edizione autorizzata dal Tasso, per i tipi di Baldini e a cura di Febo Bonnà.

Uscito dal Sant'Anna per mediazione del principe di Mantova Vincenzo Gonzaga, il poeta rimise mano all'opera e la riscrisse da cima a fondo: espungendo gran parte delle scene amorose, accentuando il tono religioso ed epico della trama, eliminando alcuni episodi. L'opera venne finalmente pubblicata nel 1593, col nuovo titolo di Gerusalemme conquistata (con dedica al cardinale Cinzio Aldobrandini, nipote del papa Clemente VIII), opera che, dato il notevole rimaneggiamento, viene di solito considerata separatamente.S. Guglielmino, H. Grosser, Il sistema letterario, Milano, Principato, 2000, vol.2/A, pp. 134-136

La prima edizione illustrata della Gerusalemme liberata fu stampata a Genova nel 1590. Il volume comprende venti incisioni con scene del poema, in parte di Agostino Carracci e in parte di Giacomo Franco, tratte da disegni di Bernardo Castello. Agostino Carracci incise, sempre su disegno del Castello, anche il frontespizio del libro, dove compare un ritratto del Tasso.

La stesura della Gerusalemme liberata

Nel 1567 Tasso arrivò alla corte di Ferrara e poté godere di piena tranquillità, così da potersi dedicare, come già Boiardo e Ariosto, alla composizione di un poema epico per la casata d'Este. Il progetto era molto antico nella fantasia del poeta: Tasso, da ragazzo, aveva infatti pubblicato già un Rinaldo, romanzo in ottave scritto a ridosso della stampa del poema Amadigi (altro romanzo in ottave composto dal padre Bernardo nel 1560 e di cui il piccolo Torquato aveva corretto le bozze), e poi si era dedicato al Gerusalemme, poema epico destinato a interrompersi: ce ne resta un canto e mezzo.

Anche dopo le vicende editoriali travagliate dei primi anni Ottanta, descritte più sopra, Tasso continuerà a non essere soddisfatto del testo, lamentando di non averlo mai reso conforme alla sua volontà. Sarà da notare che se il Tasso accolse poche delle critiche mosse dai suoi censori, tuttavia fra il testo originale e quello andato poi in stampa, delle differenze vi furono: il caso più noto è quello del viaggio della nave della Fortuna, che in origine iniziava in Levante e giungeva in America, mentre, nella stampa, termina alle Canarie, taglio che rende l'intero episodio più coerente al criterio dell'unità aristotelica che era il punto caldo delle discussioni fra il poeta e i suoi censori. Queste ottave ora mancanti, come ancora quelle del viaggio dell'aquila o quelle della visione di Rinaldo, sono raccolte sotto il nome di 'ottave estravaganti' e sono un grande documento del travaglio compositivo del poeta stesso. La Gerusalemme liberata è divisa in 20 canti e comprende 1917 ottave; i 20 canti sono raggruppati in 5 parti, che corrispondono ai 5 atti della tragedia classica.

Mentre la sua fama dilagava, il poeta, già nel carcere di Sant’Anna, pensava a un rifacimento dell'opera intera. Vi lavorò assiduamente dopo la scarcerazione. licenziando nel 1593 a Roma la Gerusalemme Conquistata, opera complessa e perfettamente coerente al modello omerico e al cattolicesimo tridentino, che il Tasso chiamò 'la sua figlia prediletta', sebbene sia un'opera praticamente ignota ai lettori successivi.

Trama

La trama ruota attorno allo storico condottiero Goffredo di Buglione, che, giunto al sesto anno della prima crociata a capo dell'esercito, attende la fine dell'inverno in Libano, quando gli appare l'arcangelo Gabriele che lo invita ad assumere il comando dell'esercito e a portare l'attacco finale contro Gerusalemme.

I cristiani accettano di eleggere Goffredo loro capo supremo e si mettono in marcia verso la Città Santa. Nascono i primi scontri, e tra i cristiani si distinguono Rinaldo e Tancredi, tra i musulmani Clorinda e Argante. Dall'alto delle mura, assiste allo scontro la principessa Erminia, che comunica al re di Gerusalemme Aladino i guerrieri cristiani più forti. Argante, impaziente degli indugi dell'assedio, vuol risolvere con un duello le sorti della guerra, e sfida i cristiani ad affrontarlo e il prescelto è Tancredi. L'accanito duello però viene sospeso per il sopraggiungere della notte e rinviato. Tuttavia intervengono i diavoli che decidono di aiutare i musulmani a vincere la guerra. Armida usa la seduzione per condurre e imprigionare i guerrieri cristiani in un castello. In seguito ad una delle molte contese che turbano il campo cristiano Rinaldo è costretto a lasciare l'accampamento. La pagana Erminia, innamorata di Tancredi, indossa le armi di Clorinda (della quale Tancredi è innamorato) per fuggire dalla città e recarsi al campo cristiano per curare le ferite del suo amato. Tuttavia viene avvistata al chiaro di luna ed è costretta a fuggire, trovando rifugio tra i pastori. Tancredi, credendo che ella sia Clorinda, la insegue ma viene fatto prigioniero da Armida nel castello con gli altri crociati.

Il giorno del duello arriva e poiché Tancredi è scomparso viene sostituito da Raimondo di Tolosa, aiutato da un angelo. I diavoli a loro volta aiutano il musulmano e trasformano il duello in battaglia generale. Giunge al campo cristiano Carlo, il quale racconta che il principe danese Sveno, che stava raggiungendo i crociati con il suo esercito, è stato ucciso dal sultano dei turchi Solimano. Si diffonde nel campo la notizia del ritrovamento del cadavere di Rinaldo e Argillano accusa Goffredo di averlo fatto uccidere. Quest'ultimo, con la sua autorevolezza e con l'aiuto divino, riesce a neutralizzare i disordini nati nel campo. A questo punto Solimano attacca il campo cristiano con l'aiuto di Clorinda e Argante; le sorti della battaglia si rovesciano però con l'arrivo dei crociati prigionieri di Armida, liberati da Rinaldo, erroneamente creduto morto per un inganno dei pagani.

Goffredo così ordina ai suoi di costruire una torre per dare l'assalto a Gerusalemme, ma di notte Argante e Clorinda (di cui Tancredi è innamorato) incendiano la torre. Clorinda tuttavia non riesce a entrare nelle mura e viene uccisa in duello, in una delle scene più significative del poema, proprio da colui che la ama, Tancredi, che non l'ha riconosciuta perché coperta dalla corazza da combattimento. Tancredi è addolorato per aver ucciso la donna che ama e solo l'apparizione in sogno di Clorinda gli impedisce di suicidarsi. Inoltre il mago Ismeno lancia un incantesimo sul bosco in modo che i crociati non possano ricostruire la torre in mancanza di materiale ligneo da costruzione. L'unico in grado di spezzare l'incantesimo è Rinaldo, che è però stato fatto prigioniero della maga Armida che lo trattiene presso di sé con le sue arti magiche e femminili. Due guerrieri vengono inviati da Goffredo per cercarlo e alla fine lo trovano e lo liberano. Rinaldo, pentito di essersi lasciato irretire da Armida fino a trascurare il suo dovere di guerriero e di cristiano, vince gli incantesimi della selva e permette ai crociati di assalire e conquistare Gerusalemme. Il poema si conclude con Goffredo che pianta il vessillo cristiano all'interno delle mura della città santa.

I canti

Canto I: introdotto dal proemio, dall'esposizione in breve dei fatti del capitano Goffredo che parte alla volta di Gerusalemme, dato che gli è venuto in sogno l'arcangelo Gabriele intimandogli la spedizione della prima crociata. Goffredo riunisce in consiglio i principi cristiani per eleggere i comandanti dell'esercito crociato, successivamente Goffredo manda un messaggio al principe dei Dani. A Gerusalemme, intanto, il re Aladino si prepara a difendere la città. Canto II: il mago Ismeno prepara inganni contro Goffredo a Gerusalemme, si assiste all'episodio di Olindo e Sofronia, che si offrono come capri espiatori per i vaticini di Ismeno, ma vengono salvati da Clorinda, principessa guerriera di Gerusalemme. L'esercito di Goffredo si è acquartierato in una piana fuori Gerusalemme, dove arrivano Alete e Argante, araldi di Gerusalemme, per offrire l'alleanza al re d'Egitto, rifiutata però da Goffredo. Canto III: primo scontro tra cristiani e musulmani sotto le mura di Gerusalemme, Erminia mostra ad Aladino i difensori cristiani, mentre avviene il primo scontro tra Tancredi, principe crociato, e Clorinda, senza che si sappia che lei è una donna che imbraccia le armi. Argante si unisce ai musulmani e uccide Dudone, cui Goffredo alla sera fa tributare gli onori funebri. Canto IV: Concilio degli Dei dell'Inferno, evocati dal mago Idraote, che invia la maga Armida presso il campo cristiano a seminare scompiglio con minacce.

Canto V: coi suoi trucchi illusionistici, Armida fa scatenare la discordia tra i soldati del campo cristiano; Rinaldo uccide Gernando. Un gruppo di cavalieri segue Armida verso Gerusalemme, mentre le operazioni militari si complicano per la mancanza di rifornimenti. Canto VI: Argante sfida i cristiani a un duello tra i migliori paladini dei due eserciti; viene scelto Tancredi. Nessuno dei due riesce a prevalere, e il duello è interrotto dal tramonto; intanto Erminia, innamorata di Tancredi, si avvia verso il campo cristiano da Gerusalemme, indossando le armi di Clorinda per non farsi riconoscere. Tuttavia appena viene avvistata dalle sentinelle cristiane, fugge nel bosco. Canto VII: Tancredi insegue Erminia, che crede sia Clorinda, finendo poi prigioniero nel castello di Armida, sicché nel duello del giorno seguente, che deve continuarsi, viene scelto Raimondo per il ruolo del campione cristiano. Mentre Raimondo sta per avere la meglio su Argante, i demoni infernali scatenano una baraonda e trasformano il duello in guerra reciproca tra i soldati, che generano una gran confusione. La guerra infine è interrotta da una tempesta. Canto VIII: episodio di Carlo di Danimarca che racconta la morte di Sveno, ucciso in un agguato dei Pagàni guidati da Solimano, fin quando al campo giungono le armi insanguinate del cristiano Rinaldo, e lo si piange come morto. Sopraggiunge una delle Furie: Aletto, che sobilla l'esercito cristiano, istigando Argillano a prendere il comando, con la falsa accusa verso Goffredo, che avrebbe fatto uccidere Rinaldo. Tuttavia il tumulto viene interrotto da Goffredo, che racconta la verità sull'accaduto, temendo tuttavia anche lui per la vita di Rinaldo.

Canto IX: Il comandante dei predoni arabi, Solimano, assale a sorpresa di notte il campo cristiano, mentre da Gerusalemme arriva una guarnigione comandata da Argante e Clorinda, tuttavia l'arcangelo Michele interviene con la spada cacciando i demoni che accompagnano la guarnigione. Giungono miracolosamente in soccorso dei cristiani 50 cavalieri, che fanno desistere Solimano dall'assedio.