Detto lo Zingarello, fu l'architetto più famoso e imitato del barocco leccese. Il padre, Sigismondo (anche questi indicato come maestro), era a sua volta figlio di uno dei maggiori scultori degli inizi del Seicento, Francesco Antonio Zimbalo. Giuseppe spesso è presente con il padre in contratti relativi ad attività edilizia. Il soprannome Zingarello di fatto è l'italianizzazione del termine dialettale "Zimbarieddhu" ovvero il piccolo Zimbalo per distinguerlo dal padre Sigismondo probabilmente a causa dello stesso lavoro fatto da entrambi.
Il vescovo della diocesi di Lecce, Luigi Pappacoda, ritenendo la chiesa non più sufficiente a far fronte alla crescita della popolazione, gli affidò, nel 1658, il progetto della nuova Cattedrale.
Nel capoluogo salentino l'artista realizzò: la facciata inferiore del convento dei Celestini; la facciata superiore della Basilica pontificia minore Concattedrale di Gallipoli la chiesa di Santa Teresa (1620-30); il duomo (1659-1670), su richiesta di mons. Luigi Pappacoda; la colonna di Sant'Oronzo nel 1666; la chiesa di sant'Anna (1679-80); la chiesa del Rosario (1691).
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