La scomparsa dei fratelli Beaumont è un irrisolto caso di cronaca australiano, avvenuto il 26 gennaio 1966, relativo al rapimento e presunto omicidio di tre giovani fratelli.
Il caso ebbe un'importante risonanza mediatica in tutto il mondo e spinse un drastico cambiamento nello stile di vita degli australiani, portando a una maggiore sorveglianza dei bambini per mantenere la loro sicurezza. Viene spesso associato a un caso analogo di quegli anni, il caso dei rapimenti dell'Adelaide Oval nel 1973, anch'esso avvenuto nella stessa zona.
Le vittime La famiglia Beaumont risiedeva al 109 di Harding Street, un sobborgo di Adelaide. Era composta dai genitori Grant "Jim" Beaumont, un ex militare e tassista, e Nancy Beaumont (sposatisi nel dicembre 1955) e dai tre figli: Jane Nartare (nata il 10 settembre 1956), Arnna Kathleen (nata l'11 novembre 1958) e Grant Ellis Beaumont (nato il 12 luglio 1961). Vivevano a breve distanza da Glenelg Beach, una spiaggia popolare dove spesso i bambini si recavano.
Nel gennaio 1966, si verificò una particolare ondata di caldo. Il 25, Jim accompagnò i bambini a Glenelg Beach prima di partire per un viaggio di tre giorni a Snowtown.
La scomparsa La mattina del 26 gennaio, per l'Australia Day, Jane, Arnna e Grant (che allora avevano rispettivamente nove, sette e quattro anni), chiesero alla madre di poter andare nuovamente a Glenelg Beach. Dato che faceva troppo caldo per andarci a piedi, i bambini presero un autobus il cui tragitto durava cinque minuti e che copriva tre chilometri dalla casa alla spiaggia. Presero l'autobus delle 8:45 e sarebbero dovuti tornare con quello delle 12:00.
Quando i bambini non fecero ritorno né con l'autobus prestabilito né con quello seguente delle 14:00, Nancy si preoccupò e chiamò Jim, che rincasò anticipatamente dal suo viaggio di lavoro per recarsi immediatamente alla spiaggia, che raggiunse verso le 15:00. Non riuscì a localizzare i bambini in mezzo alla folla, quindi tornò a casa e lui e la moglie iniziarono a setacciare le strade adiacenti e a far visita agli amici. Alle 17:30, i genitori si diressero alla stazione di polizia di Glenelg per denunciare la scomparsa dei figli.
Indagini
La polizia organizzò rapidamente una ricerca per tutta Glenelg Beach e per le aree adiacenti, presupponendo che i bambini fossero nei paraggi e che avessero semplicemente perso la cognizione del tempo. Si passò poi a cercare nelle vicine dune di sabbia, nell'oceano e negli edifici adiacenti; nel timore di un incidente o di un rapimento, si monitorarono anche l'aeroporto, le linee ferroviarie e le strade interstatali. Entro ventiquattrore, l'intera nazione era a conoscenza del caso; tre giorni dopo, il 29 gennaio, l'Adelaide Sunday Mail pubblicò un articolo nel quale si esprimeva il timore che i bambini fossero stati rapiti e uccisi da un molestatore sessuale. All'inizio, la ricompensa ufficiale era di 250 sterline australiane.
Una donna disse alla polizia di aver parlato con tre bambini simili ai fratelli Beaumont alle 19:00, vicino al Patawalonga Boat Haven, pertanto il 29 gennaio il posto venne prosciugato. Nonostante le perquisizioni, non fu trovato nulla.
Identikit del sospettato Diversi testimoni dissero alla polizia di aver visto i fratelli nella riserva di Colley, vicino a Glenelg Beach, in compagnia di un uomo alto, sulla trentina, con capelli castano chiaro e un viso magro. Venne descritto con una carnagione abbronzata, una corporatura magra e atletica e con indosso un costume da bagno. I bambini stavano giocando con lui, sembrava si stessero divertendo e che fossero rilassati. L'uomo si avvicinò anche a uno dei testimoni per chiedere se fosse stato vicino agli effetti personali dei bambini, in quanto i loro soldi sarebbero scomparsi. I bambini attesero l'individuo quando andò a cambiarsi, poi i quattro si allontanarono dalla spiaggia verso le 12:15. Circa due ore e mezza dopo, un'altra testimone, Daphne Gregory, avvistò i bambini con l'uomo, che vide trasportare una borsa da viaggio simile a quella di Jane.
I signori Beaumont descrissero i loro figli, in particolare la maggiore, come timidi, pertanto non sarebbe stato usuale per loro fidarsi a tal punto di uno sconosciuto. Gli investigatori ipotizzarono che i bambini avessero già incontrato l'uomo in precedenza, motivo per cui si sarebbero fidati di lui. A supporto di questa teoria ci sarebbe un episodio avvenuto in precedenza, quando Arnna disse alla madre che Jane aveva "trovato un fidanzato" in spiaggia; Nancy non ci fece caso, pensando che si riferisse a un compagno di giochi.
Un negoziante riferì che Jane aveva comprato dei pasticci e una torta di carne con una banconota da un 1 sterlina. Dato che i bambini non si erano mai potuti permettere quei prodotti e la madre non aveva dato loro tutti quei soldi, venne presupposto che fosse stato lo sconosciuto a dare loro il denaro.
Avvistamenti Secondo una dichiarazione iniziale, i bambini Beaumont furono visti da un postino mentre camminavano da soli alle 14:55, lontano dalla spiaggia, presumibilmente diretti verso la loro casa; apparivano tranquilli, sebbene fossero in ritardo di un'ora dal rientro e fossero senza un adulto. Successivamente, il testimone ritrattò dicendo che probabilmente si era sbagliato e che aveva visto i bambini al mattino, non nel pomeriggio.
Altre presunte segnalazione di avvistamenti dei bambini continuarono per circa un anno dopo la loro scomparsa.
Il sensitivo Il caso Beaumont attirò l'attenzione internazionale. Fece particolare scalpore il coinvolgimento nelle indagini di un sensitivo olandese, Gerard Croiset, che arrivò in Australia per assistere nelle ricerche. I suoi tentativi di rintracciare i bambini o indizi si rivelarono fallimentari. In particolare, identificò un punto in un magazzino vicino all'abitazione dei Beaumont dicendo che i loro corpi potessero essere seppelliti lì. I proprietari dell'immobile erano riluttanti a far scavare nell'edificio basandosi sull'affermazione di un sensitivo, ma finirono per dare il loro consenso a causa della pressione pubblica. Non furono trovati resti, né altri elementi collegati a membri della famiglia Beaumont. Nel 1996 i proprietari concessero una perquisizione completa del sito, ma non venne alla luce nulla.
Le lettere false Circa due anni dopo la scomparsa, i signori Beaumont ricevettero due lettere: una presumibilmente scritta da Jane, e un'altra da un uomo che diceva di avere in custodia i bambini. Le buste avevano un timbro postale di Dandenong, Victoria; in quella scritta da Jane era scritto che i bambini stavano bene e che conducevano una vita serena con l'uomo che li aveva presi. Quest'ultimo, nella lettera scritta da lui, diceva di essersi nominato tutore dei bambini e di essere disposto a restituirli in un luogo designato. La polizia, confrontando la calligrafia di Jane con quella della lettera in apparenza scritta da lei, ritenne che probabilmente fosse autentica, pertanto si recò sul posto indicato dalla lettera del presunto rapitore con i signori Beaumont, ma non si presentò nessuno. Qualche tempo dopo arrivò una terza lettera, anch'essa firmata da Jane, nella quale si affermò che il rapitore aveva deciso di tenere i bambini perché i Beaumont avrebbero "tradito la sua fiducia" portando un poliziotto al luogo dell'appuntamento. Non vennero mandate altre lettere.
Nel 1992, nuovi esami forensi realizzati tramite una migliorata tecnologia delle impronte digitali rivelarono che l'autore delle lettere era un uomo di quarantun anni, che le scrisse da adolescente per fare uno scherzo ai Beaumont. A causa del tempo trascorso dal fatto, non venne incriminato.
Possibili sospettati
Bevan Spencer von Einem Bevan Spencer von Einem (nato nel 1946) fu condannato all'ergastolo nel 1984 per l'omicidio di Richard Kelvin, figlio quindicenne di Rob Kelvin, un noto conduttore televisivo di Adelaide. Le autorità erano convinta che von Einem avesse dei complici e che potesse essere coinvolto in altri delitti, tra cui la scomparsa dei fratelli Beaumont; la polizia iniziò a considerarlo un possibile sospettato per la sua somiglianza alle descrizioni e all'identikit del sospettato non identificato nel 1966. Von Einem si rifiutò di collaborare con la polizia in merito al suo presunto collegamento con altri omicidi.
Durante le indagini su von Einem, fu consultato un informatore identificato solo come "Mr. B", che parlò di una presunta conversazione nella quale l'indagato si sarebbe vantato di aver rapito anni prima tre bambini da una spiaggia, per portarli a casa propria e sottoporli a esperimenti chirurgici. Durante tali interventi uno dei bambini sarebbe morto, quindi von Einem avrebbe ucciso anche gli altri due, occultando i corpi nei boschi a sud di Adelaide. Mr. B disse anche che von Einem fosse implicato nei rapimenti dell'Adelaide Oval, avvenuti nel 1973; anche in quel caso, la descrizione del principale sospettato combaciava con quella di von Einem.
Ci sono opinioni contrastanti sulla veridicità delle testimonianze di Mr. B in relazione al coinvolgimento di von Einem nel caso Beaumont. Il criminale venne considerato troppo giovane all'epoca della scomparsa dei bambini Beaumont (il sospettato principale doveva essere sui trent'anni, mentre von Einem ne aveva poco più di venti), inoltre i Beaumont erano più piccoli delle vittime che von Einem prendeva di mira, ossia adolescenti e ventenni. Ciò nonostante, von Einem non venne escluso nella lista dei sospettati, anche perché la disparità nel modus operandi di un serial killer sono insolite, ma non improbabili.
Le indagini sulla scomparsa di Beaumont e sui rapimenti dell'Adelaide Oval rimangono tutt'oggi ufficialmente aperte e, nel 1989, von Einem fu identificato come sospettato in un rapporto confidenziale della polizia. Nell'agosto 2007, venne riferito che la polizia stava esaminando filmati d'archivio della ricerca originale di Beaumont, girati da Channel Seven, che mostrano un giovane uomo che assomiglia a von Einem tra gli astanti. Il rapporto affermava che la polizia stava chiedendo informazioni per stabilire l'identità dell'individuo. Nel 2014, von Einem era ancora nella lista degli indagati per i casi.
Arthur Stanley Brown Arthur Stanley Brown (nato nel 1912) fu accusato del duplice stupro e omicidio delle sorelle Judith e Susan Mackay, di sette e cinque anni, avvenuti a Townsville; le bambine furono rapite nel tragitto verso la scuola il 2 agosto 1970 e i corpi strangolati furono trovati diversi giorni dopo in un letto del fiume. L'uomo fu identificato e arrestato nel 1998; il processo era previsto per luglio 2000, ma venne annullato in seguito alla diagnosi di demenza e malattia di Alzheimer di Brown, che morì nel 2002 senza condanne ufficiali a suo carico.
Anche Brown presentava una sorprendente somiglianza con l'identikit del sospettato dei casi di scomparsa dei Beaumont e dell'Adelaide Oval. Non si trovarono effettivi collegamenti tra Brown e la sparizione dei Beaumont a causa di mancanza di documenti che potessero chiarire i movimenti dell'uomo nel periodo della sparizione, dovuti presumibilmente all'alluvione di Brisbane del 1974 e alla possibilità che Brown stesso li abbia distrutti.
Sebbene non vi siano prove concrete che Brown abbia mai visitato Adelaide, un testimone affermò di ricordare di aver avuto una conversazione con Brown in città, poco prima dei rapimenti dell'Oval il 25 agosto 1973; invece, non fu mai trovata alcuna prova della presenza di Brown ad Adelaide nel 1966. Brown aveva cinquantatré anni al momento della scomparsa dei Beaumont, il che non corrisponde alla descrizione del sospettato visto con i bambini.
James Ryan O'Neill