Scrittore arabo di Siria,E. J. van Donzel, Lemma «Ibn ʿArabshāh» su The Encyclopaedia of Islam, p. 144, seconda edizione, Leiden, BRILL, ISBN 90-04-09738-4 Ibn ʿArabshāh (), fu attivo nell'Egitto mamelucco.

Imparò la lingua persiana, quella turca e quella mongola, grazie alle quali poté realizzare il suo capolavoro, dedicato alle conquiste di Tamerlano (1370–1405) e al nipote Shah Rukh suo successore.

Ibn ʿArabshāh si recò poi a Edirne e lavorò alla corte del Sultano ottomano Mehmed I, traducendo libri dall'arabo in turco e in persiano. Tornò quindi a Damasco dopo 23 anni.

Nella sua biografia critica su Tamerlano, le ʿAjāʾib al-Maqdūr, redatta in arabo, Ibn ʿArabshāh sottolineò l'analfabetismo di Timur circa la lingua araba e la sua preferenza per la letteratura persiana. Tornò quindi in Egitto, in cui morì.

Il famoso studioso musulmano ʿAbd al-Wahhāb ibn ʿArabshāh era suo figlio

Opere Aja'ib al-Maqdur fi Nawa'ib al-Taymur (Le meraviglie del destino circa le devastazioni di Timūr), finito a Damasco il 12 agosto 1435. Tradotto e stampato per la prima volta in latino sotto il titolo Ahmedis Arabsiadae Vitae & rerum gestarum Timuri, qui vulgo Tamerlanes dicitur, historia. Lugduni Batavorum, ex typographia Elseviriana, 1636. al-Ta'lif al-tahir fi shiyam al-Malik al-Zahir (Vita di al-Malik al-Zahir, sultano mamelucco) Fakihat al-Khulafa' wa Mufakahat al-Zurafa' Jami' al-Ḥikāyat (silloge letteraria, tradotta dal persiano in turco). al-'Iqd al-Farīd fī l-Tawḥīd Ghurrat al-Siyar fi Duwal al-Turk wa al-Tatar (sugli Stati turchi e mongoli) Muntaha al-Adab fi Lughat al-Turk wa al-Ajam wa al-'Arab (sulla letteratura in lingua turca, persiana e araba)

Note

Bibliografia

Categoria:Hanafismo Categoria:Maturiditi Categoria:Traduttori dall'arabo