LArciconfraternita delle Sacre Stimmate di San Francesco è un'istituzione religiosa attiva a Roma dalla fine del XIII secolo.
Storia Formatasi nel 1297, fu riconosciuta da un pontefice solo nel 1594, quando Papa Clemente VIII approvò la costituzione della confraternita con sede nella Chiesa di San Pietro in Montorio a Roma.E. Russo de Caro, Vicende umane e artistiche della confraternita delle Santissime Stimmate di San Francesco, in: Le confraternite romane: arte, storia, commitenza, Fondazione Marco Besso, Roma 1984, pp. 274-278, alla p. 274 Tra i fondatori della Confraternita, la figura predominante è il medico romano Federico Pizzi, devoto a san Francesco d'Assisi. Lo scopo principale della confraternita era assistere ed aiutare i poveri, particolarmente gli orfani e le vedove.M. C. Angruso, Sacre Stimmate di San Francesco, Istituto Storico Capuccini, Roma 2011, pp. 16 e 73 Il noviziato per entrare nella confraternita durava sei mesi. La regola della compagnia era valida sia per gli uomini che per le donne. Tra le donne che ne fecero parte vi fu Beatrice Cenci. La maggior parte dei confratelli proveniva dal Terzo ordine regolare di San Francesco.
Tra i membri più illustri della Confraternita troviamo il cardinale Cesare Baronio, la regina Cristina di Svezia, il principe e cardinale Carlo Odescalchi, San Vincenzo Maria Strambi e ben diciassette Pontefici fino a Papa Benedetto XV.Chiesa delle SS Stimmate di San Francesco d'Assisi in Roma, Palombi, Roma 1982, p. 8
Nel 1597 fu assegnata alla Confraternita la chiesa dei Santi Quaranta Martiri de calcarario, nel rione Pigna. Tra il 1714 e il 1721 la chiesa fu radicalmente ristrutturata e arricchita da varie opere dalla stessa confraternita e assunse il nome di Chiesa delle Santissime Stimmate di San Francesco. La terza cappella a destra della chiesa è dedicata a San Giuseppe Calasanzio, fondatore dei chierici regolari poveri della Madre di Dio delle scuole pie (detti "Scolopi" o "piaristi"), che fu membro dell'Arciconfraternita e ricoprì l'incarico di maestro dei novizi.Chiesa delle SS Stimmate di San Francesco d'Assisi in Roma, Palombi, Roma 1982, p. 28 Tra la fine del Seicento e la prima metà del Settecento aderirono all'Arciconfraternita diversi celebri pittori operanti a Roma, tra cui Giovanni Odazzi, Luigi Garzi, Pier Leone Ghezzi, Francesco Trevisani e Giacomo Zoboli. Lo stendardo della confraternita, esposto in chiesa nelle feste solenni e portato in processione per le vie della città, rappresentante San Francesco che riceve le Stimmate sul fronte e San Francesco con i membri della confraternita sul retro è stato dipinto da Guido Reni, nel 1611 circa.E. Russo de Caro, Vicende umane e artistiche della confraternita delle Santissime Stimmate di San Francesco, in: Le confraternite romane: arte, storia, committenza, Fondazione Marco Besso, Roma 1984, pp. 274-278, alla p. 276
Note
Bibliografia Erina Russo de Caro, Vicende umane e artistiche della confraternita delle Santissime Stimmate di San Francesco, in: Le confraternite romane: arte, storia, commitenza, Fondazione Marco Besso, Roma 1984, pp. 274-278. Maria Concetta Angruso, Sacre Stimmate di San Francesco, Istituto Storico Capuccini, Roma 2011. Erina Russo de Caro, Libro dei Fratelli della Venerabile Arciconfraternita delle Santissime Stimmate di San Francesco, in: Strenna dei Romanisti, 1989, pp. 501-506. AA. VV., Chiesa delle SS. Stimmate di Francesco d'Assisi in Roma : guida storico-artistica, Palombi, Roma 1982.
Categoria:Confraternite cattoliche