Biografia Origini e formazione Figlio di Giovanni Agnelli, fondatore della FIAT, e di Clara BoselliValerio Castronovo, Giovanni Agnelli. La Fiat dalla guerra mondiale alla ricostruzione, Torino, Einaudi, 1971, pp. 45-46., Edoardo nacque a Verona poiché il padre, in quel periodo, prestava servizio nella città scaligera come ufficiale di cavalleria. Aveva una sorella maggiore, Aniceta Caterina.

Compiuti gli studi superiori si iscrisse alla Facoltà di Giurisprudenza, laureandosi a pieni voti. Durante la prima guerra mondiale fu arruolato come ufficiale di cavalleria e svolse servizio anche come conducente del generale Luigi Cadorna, in anni in cui la guida automobilistica in ambito militare era ancora una pratica poco diffusaGiovanni Melograni, Storia politica della grande guerra 1915-1918, Roma-Bari, Laterza, 1969, p. 210.. Dopo la fine del conflitto viaggiò a lungo in Europa, negli Stati Uniti e in Oriente, con l'obiettivo di accrescere la propria preparazione industriale e di conoscere da vicino i modelli di sviluppo delle principali potenze economiche.

Attività industriale ed editoriale Rientrato in Italia, Edoardo fece erigere quella che diventerà la casa ufficiale della famiglia Agnelli in corso Matteotti e iniziò la carriera imprenditoriale accanto al padre, assumendo incarichi di primo piano. Fu vicepresidente della FIAT e delle Officine Villar Perosa, e ricoprì anche la vicepresidenza del Consiglio provinciale dell'economia di TorinoRoberto Speranza, Vittorio Valletta: l'uomo che rese grande la Fiat, in Stylology, 9 agosto 2017 (archiviato il 9 luglio 2019).. Parallelamente entrò nel mondo editoriale, diventando presidente dei consigli di amministrazione del quotidiano La Stampa e del Giornale del Pinerolese.

La sua figura iniziò così a emergere come anello di congiunzione tra l'attività industriale della famiglia e l'ambito culturale e sportivo, contribuendo a rafforzare il legame tra la FIAT, la stampa piemontese e lo sport cittadino.

Presidenza della Juventus Nei primi anni 20 del XX secolo Edoardo Agnelli divenne vicepresidente del Foot-Ball Club Juventus, sotto la presidenza di Gino Olivetti. Il 24 luglio 1923 ne assunse la proprietà e la presidenza, mantenendola fino alla morte nel 1935.

Durante i dodici anni della sua gestione la Juventus avviò un processo di profonda trasformazione. Introdusse criteri manageriali ispirati al fordismo e all'organizzazione della FIAT, diede impulso alla ristrutturazione societaria con la nascita della Juventus – Organizzazione Sportiva S.A. e consolidò quello che in seguito sarà definito Stile Juventus, improntato a rigore amministrativo, disciplina e visione industriale applicata allo sport.

Sotto la sua presidenza la squadra conquistò sei campionati nazionali, tra cui il quinquennio consecutivo dal 1930 al 1935, risultato che proiettò la Juventus ai vertici del calcio italiano ed europeoLa Juventus, in La Stampa, 1º aprile 1931, p. 2.. In ambito infrastrutturale, il club dotò lo stadio di Corso Marsiglia di illuminazione artificiale, primo esempio in Italia, e sviluppò un'attività polisportiva che comprendeva discipline come le bocce e il tennis, eredità della tradizione polisportiva torinese di fine XIX secolo.

Agnelli fu inoltre uno dei principali sostenitori della riorganizzazione del calcio italiano in senso professionistico. Partecipò alla definizione della Carta di Viareggio del 1926, che sancì il passaggio a un campionato nazionale a girone unico, ispirato al modello inglese, e portò alla nascita della Divisione Nazionale, primo passo verso la moderna Serie APaul Dietschy, Antoine Mourat, The Motor Car and Football Industries from the early 1920s to the late 1940s: The Cases of FC Sochaux and Juventus, in The Bountiful Game? Football Identities and Finances, Abingdon, Routledge, 2007, pp. 60-73..

Attività nel turismo alpino Parallelamente agli interessi industriali e sportivi, Agnelli si impegnò nella valorizzazione turistica delle Alpi piemontesi. Nel 1930 promosse la realizzazione della stazione sciistica di Sestriere, situata lungo la strada statale 23 che collegava Pinerolo e Villar Perosa con la valle del ChisoneValerio Castronovo, Giovanni Agnelli. La Fiat dalla guerra mondiale alla ricostruzione, Torino, Einaudi, 1971, pp. 153-154.. La nuova località divenne rapidamente un punto di riferimento per lo sci alpino italiano, contribuendo a diffondere gli sport invernali e a rafforzare il legame tra la famiglia Agnelli e lo sviluppo turistico del territorio.

Morte Il 14 luglio 1935 Edoardo Agnelli morì in un incidente aereo all'età di quarantatré anni. Era di ritorno da Forte dei Marmi a bordo di un idrovolante Savoia-Marchetti S.80, pilotato dall'aviatore Arturo Ferrarin. Durante l'ammaraggio all'idroscalo di Genova, i galleggianti dell'aereo urtarono un tronco alla deriva e il velivolo si ribaltò. Mentre il pilota rimase illeso, Agnelli, alzatosi in piedi nell'abitacolo posto sotto la gondola del motore, fu colpito mortalmente dall'elica ancora in movimentoL'improvvisa morte di Edoardo Agnelli in un incidente aviatorio, in La Stampa, 15 luglio 1935, p. 6.. In seguito a questo incidente la Savoia-Marchetti modificò il modello S.80, riposizionando il motore in una collocazione più sicura.

Eredità e memoria La morte improvvisa di Edoardo Agnelli privò la FIAT e la Juventus dell'erede diretto di Giovanni Agnelli. La sua gestione del club bianconero, caratterizzata da modernizzazione e successo sportivo, segnò l'inizio della trasformazione della Juventus in una delle società calcistiche più titolate e organizzate d'Europa. La fondazione della stazione di Sestriere costituì invece un lascito duraturo per lo sviluppo del turismo alpino italiano.

Il suo ricordo rimase vivo nella famiglia e nel mondo sportivo: negli anni successivi la guida della dinastia passò al figlio Gianni Agnelli, destinato a diventare il volto della FIAT e della Juventus nonché uno dei protagonisti della vita economica italiana del Novecento. Nella memoria storica della Juventus Edoardo Agnelli è ricordato come il presidente che, introducendo un nuovo modello gestionale, contribuì a professionalizzare il calcio italiano e a legare in modo stabile il destino della società torinese a quello della famiglia Agnelli.

Matrimonio e discendenza Edoardo sposò Virginia Bourbon del Monte, dei principi di San Faustino, il 5 giugno 1919 a Roma, dalla quale ebbe sette figli:

Clara (1920-2016), sposò nel 1940 Tassilo Fürstenberg (1903-1989), dal quale ha avuto Virginia detta Ira (1940-2024), Egon (1946-2004) e Sebastian (1950) Fürstenberg. Sposò in seconde nozze Giovanni Nuvoletti (1912-2008). Gianni (1921-2003), Presidente della FIAT e della Juventus, sposò Donna Marella Caracciolo di Castagneto (1927-2019), dalla quale ha avuto Edoardo (1954-2000), morto suicida e Margherita (1955). Da Margherita discendono John Elkann, Lapo Elkann, Ginevra Elkann e Anna, Tatiana, Pietro, Sofia e Maria De Pahlen. Susanna (1922-2009), sposò nel 1945 Urbano Rattazzi (1918-2012), dal quale ha avuto sei figli: Ilaria, Samaritana (moglie di Vittorio Sermonti e madre di Pietro), Cristiano, Delfina, Lupo e Priscilla Rattazzi. Maria Sole (1925-2025), sposò Ranieri Campello (1908-1959) e in seconde nozze Pio Teodorani Fabbri (1924-2022). Ha avuto cinque figli: Virginia, Argenta, Cinzia, Bernardino Campello ed Eduardo Teodorani Fabbri. Cristiana (1927-2026), sposò Brandolino Brandolini d'Adda (1918-2005), dal quale ha avuto quattro figli: Tiberio, Leonello, Nuno e Brandino Brandolini d'Adda. Giorgio (1929-1965), celibe e senza figli, morto all'età di 35 anni, in circostanze non chiare, nella clinica dove era ricoverato per schizofrenia. Umberto (1934-2004), Presidente della FIAT e della Juventus, sposò Antonella Bechi Piaggio di Luserna (1938-1999), dalla quale ebbe due gemelli Enrico e Alberto (1962-1962), vissuti solo pochi giorni, e Giovanni Alberto (1964-1997) detto Giovannino, morto all'età di 33 anni per un tumore; in seconde nozze sposò Allegra Caracciolo (1945), cugina della cognata, dalla quale ha avuto Andrea (1975) e Anna (1977).

Note

Bibliografia

Voci correlate Editrice La Stampa Juventus Organizzazione Sportiva Anonima Quinquennio d'oro

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