Alleanza Nazionale (AN) è stato un partito politico italiano di destra.

La forza politica fu organizzata nel gennaio 1994, inizialmente come formazione elettorale composta dal Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale e da altre personalità e associazioni minori d'area, in particolare, liberali, democristiani e conservatori come Domenico Fisichella, Luigi Ramponi, Giuseppe Basini, Publio Fiori, Gaetano Rebecchini e Gustavo Selva. Nel primo congresso nazionale del gennaio 1995, con la svolta di Fiuggi, scioltosi il MSI-DN, AN si è riconosciuto sulle posizioni della destra classica occidentale di stampo conservatore.

Il partito, pur mantenendo legami storico-culturali con la tradizione del MSI-DN, ha mostrato una tendenza sempre maggiore nazional conservatrice, con qualche apertura al conservatorismo liberale, riconoscendosi nella leadership di Gianfranco Fini, promotore della svolta e leader del partito dalla sua fondazione fino al suo scioglimento, che è avvenuto nel marzo 2009 per entrare nel Popolo della Libertà. A livello europeo ha aderito all'Alleanza per l'Europa delle Nazioni ed al gruppo parlamentare dell'Unione per l'Europa delle Nazioni. Il suo organo ufficiale era il Secolo d'Italia.

Nel congresso di scioglimento svoltosi nel 2009 il patrimonio culturale e immobiliare fu affidato a una fondazione di diritto privato, costituitasi nel 2011. La sua tradizione culturale e politica è stata ampiamente raccolta da Fratelli d'Italia, partito nato nel 2012 da una scissione del Popolo della Libertà.

Storia Le idee di una nuova destra Nella lunga storia del Movimento Sociale Italiano vi sono stati più momenti in cui il partito ha dato eco anche ad istanze moderate.

Nel febbraio del 1972 il segretario Giorgio Almirante riuscì a formare un'alleanza col Partito Democratico Italiano di Unità Monarchica, una delle maggiori formazioni monarchiche italiane, da cui derivò anche un mutamento di denominazione del partito, da allora chiamato Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale. In quegli anni, il MSI-DN fece appassionate campagne, come in occasione del referendum sul divorzio, sposando quasi appieno le posizioni della Chiesa cattolica, con l'evidente intento di sottrarre elettorato alla DC.

Nel gennaio 1975 fu creata da Almirante la Costituente di destra per la libertà, cui aderirono in funzione anticomunista personalità antifasciste, come l'ex deputato DC Enzo Giacchero, che fu il presidente (era stato comandante partigianoMarco Tarchi, "Continuità ed evoluzione della destra italiana negli anni di piombo", in "Sistema politico e istituzioni", Rubbettino, 2003, pag. 164) e l'ex parlamentare DC Agostino Greggi, che ne fu segretario.

Nel 1976 nel MSI nacque una componente, che dal 1977 divenne un partito, detta Democrazia Nazionale - Costituente di Destra, in cui vi fu una completa fuoriuscita ideologica e programmatica dal fascismo; non vi fu ripudio, però lo si ritenne una esperienza ormai conclusa ed affidata alla storia. Si sciolse nel 1979 e successivamente verrà considerato un precursore proprio di Alleanza Nazionale.

Oltre un decennio dopo, sul Il Tempo del 19 settembre 1992 il politologo della destra cattolica Domenico Fisichella lancia un'idea: «se i progressisti lavorano per una Alleanza Democratica, sul versante opposto tutti quelli che ne hanno abbastanza delle gioie del progressismo debbono cominciare a lavorare per una Alleanza Nazionale» dove «ci potranno essere liberali, repubblicani, cattolici».

"Verso l'Alleanza Nazionale"

A fine aprile 1993, un articolo sul Secolo d'Italia a firma di Francesco Storace, allora portavoce del segretario del MSI Gianfranco Fini, rilancia l'idea di una nuova alleanza nazionale che associasse i missini con altri personaggi o schieramenti di idee conservatrici, come la destra democristiana.

Dal 24 aprile 1993 la costruzione di Alleanza Nazionale sembra avviata dal Movimento Sociale Italiano; l'idea nell'immediato viene bocciata, ma già a Belluno in giugno si tiene un primo test elettorale e poi se ne discuterà per tutta l'estate del 1993.

In questa fase Fini presenta AN come «una strategia. Non è un partito nuovo, ma è una politica: chiamare a raccolta tutte quelle categorie, quei ceti economici, quegli spazi della società che oggi sono liberi perché non hanno più dei referenti».Lo stesso Fini si candida a sindaco di Roma: «Presentiamo liste aperte, cioè non solo missine, in molte città, da Cosenza a Pescara a Palermo. ( [...] ) Siamo una forza superiore al 10% nel Centro Sud. Se i dati ci daranno ragione» si potrà così arrivare a «edificare un quarto polo nazionale» (dopo quelli di sinistra, centro e Lega Nord).

Secondo il Corriere della Sera, già in questa fase di AN «fanno parte alcuni intellettuali come il politologo Domenico Fisichella, editorialista de Il Tempo, giornalisti come Adolfo Urso dellItalia Settimanale, liberi professionisti come Gaetano Rebecchini, uno dei sette membri della Consulta Vaticana. E poi il giudice Alibrandi, il principe Ruspoli (che smentirà, ndr), l'ex comandante della Guardia di Finanza Ramponi».

Dopo non essere stato toccato dallo scandalo di Tangentopoli, MSI-DN riscuote un ottimo successo alle elezioni amministrative del novembre 1993. A Chieti, Benevento e Latina vengono eletti sindaci i candidati del MSI, ma il successo è riscontrato soprattutto a Roma e Napoli: nella capitale il segretario Gianfranco Fini ottiene il 35,5% e a Napoli Alessandra Mussolini il 31,1% ed entrambi accedono al ballottaggio.

Il 23 novembre 1993 a Casalecchio di Reno l'imprenditore Silvio Berlusconi inaugurava un supermercato e, alla domanda di un cronista per chi avrebbe votato a Roma tra Rutelli e Fini, a sorpresa rispose: «Certamente Gianfranco Fini». Al ballottaggio a Roma, forse anche grazie alla frase di Berlusconi, Fini raggiunse il 47%.

Il 26 novembre viene meglio presentato ufficialmente il progetto di AN e nascono i primi circoli sul territorio, ma solo l'11 dicembre successivo il Comitato Centrale missino approverà ufficialmente la prospettiva di dar vita al cartello denominato "Alleanza Nazionale" con l'astensione di dieci dirigenti vicini a Pino Rauti.

La sede di AN trova spazio in tre stanze di un appartamento vicino al Pantheon, affittate a un prezzo di favore dal principe Lillio Sforza Ruspoli.

Politiche 1994: la destra al governo

Il 22 gennaio 1994 si apre l'assemblea costituente di AN e il 28 viene presentato il nuovo simbolo al XVII Congresso nazionale dell'MSI, disegnato dal pubblicitario Massimo Arlechino.

Alleanza Nazionale debutta elettoralmente in occasione delle elezioni politiche del 1994: nei collegi uninominali del centro-sud, il partito stringe un'alleanza con Forza Italia di Silvio Berlusconi, dando luogo alla coalizione del Polo del Buon Governo; al centro-nord, invece, presenta candidati alternativi a quelli del Polo delle Libertà, coalizione formata da Forza Italia e Lega Nord. Nella quota proporzionale della Camera, AN raggiunge uno storico 13,4% dei voti e diviene forza di governo: per la prima volta, esponenti del Movimento Sociale Italiano entrano a far parte di un esecutivo.

I ministri del governo Berlusconi I espressi dal partito sono cinque: per il MSI Giuseppe Tatarella in qualità di Vicepresidente del Consiglio e Ministro delle poste e delle telecomunicazioni, Altero Matteoli all'ambiente ed Adriana Poli Bortone all'agricoltura; per AN Publio Fiori al Ministero dei trasporti e della navigazione e Domenico Fisichella al Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Di estrema rilevanza fu il ruolo di Tatarella di mediazione come Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, tant'è che si autodefinì ministro dell'ArmoniaRaffaele Delfino, Prima di Fini: intervista su Democrazia nazionale, Bastogi, Foggia 2004, p. 53., e con tale appellativo continua ad essere ricordato tuttora.

La coalizione di governo, formata da AN, Forza Italia, Centro Cristiano Democratico, Unione di Centro e Lega Nord, collassa dopo solo otto mesi, a causa dell'uscita del partito di Umberto Bossi.

Con la creazione del Governo tecnico di Lamberto Dini appoggiato dal PDS di Achille Occhetto, dal PPI di Rocco Buttiglione e dalla stessa Lega Nord di Bossi, si consuma il ribaltone ed AN passa all'opposizione.

Il 22 ottobre 1994 si celebra l'ultimo comitato centrale del Movimento Sociale Italiano, nel quale viene decisa la confluenza in AN. Molto critici sono Pino Rauti e Teodoro Buontempo; critico ma rispettante la linea di Fini è Mirko Tremaglia, la cui proposta di chiamare il nuovo soggetto politico Alleanza Nazionale-MSI viene però cassata.

Gianfranco Fini afferma che nel nuovo partito non saranno accettati antisemiti[ FINI AL ' FINANCIAL' ' MAI FASCISTI', Repubblica — 3 dicembre 1994 pagina 5].

La svolta di Fiuggi: nasce AN

Il 27 gennaio 1995, a Fiuggi, si svolse l'ultimo congresso del MSI-DN (organizzato dal segretario generale Marco Zacchera) che si aprì con la relazione di Gianfranco Fini che propose lo scioglimento del partito per confluire nel nuovo movimento politico Alleanza Nazionale. Dopo il dibattito, il giorno successivo la decisione fu votata a larghissima maggioranza e il giorno 29 gennaio il congresso continuò come primo congresso di AN cui parteciparono ufficialmente anche i Circoli di Alleanza nazionale il cui coordinatore era Adolfo Urso. Il congresso elesse Fini primo presidente del nuovo partito, il quale affermò che «oggi finisce in Italia il lunghissimo dopoguerra».

Si consacrò lì la cosiddetta "svolta governista" al partito, allargandolo a cattolici moderati e conservatori, e spingendolo verso il centro-destra conservatore e liberale.

La denominazione Alleanza Nazionale non è casuale: fu scelta per definire il partito o coalizione che avrebbe dovuto contrapporsi all'analoga Alleanza Democratica, partito o coalizione che si sarebbe formato a sinistra (in previsione di un sistema a soli due partiti di cui tanto si parlava allora) e che appariva incontrastabile senza un'alleanza nazionale. AD nelle intenzioni dei suoi fondatori avrebbe dovuto rappresentare il contenitore unitario della coalizione di sinistra, anche se questa intenzione naufragò a causa delle divergenze e la coalizione di sinistra finì per chiamarsi Alleanza dei Progressisti nella quale AD finì per confluire, seppur sopravvivendogli ancora per qualche anno.

Domenico Fisichella, al tempo professore ordinario di scienza politica all'Università di Roma La Sapienza, nel 1992, in un articolo apparso su Il Tempo, aveva suggerito al MSI di promuovere una "alleanza nazionale" per uscire dallo stato di ghettizzazione politica in cui versava. Fini, ispirandosi chiaramente a questa tesi, chiese a Gennaro Malgieri, giovane direttore del Secolo d'Italia, di stendere le tesi di un congresso rifondativo. Tra i passaggi maggiormente importanti:

Queste posizioni - soprattutto quella sottesa alla seconda delle affermazioni citate - causano la scissione della componente guidata da Pino Rauti, suo rivale storico all'interno del MSI-DN e da sempre animatore dell'ala sinistra, il quale decide di abbandonare e di fondare il nuovo Movimento Sociale Fiamma Tricolore.

Nel febbraio 1995 i gruppi parlamentari di Camera e Senato cambiarono nome da Alleanza nazionale - MSI a Alleanza Nazionale.

La fuoriuscita di Rauti comunque non provocò perdite di consensi, anzi vide AN incrementare alle elezioni regionali del 1995, riuscendo anche a far eleggere un proprio esponente, Antonio Rastrelli, alla guida della regione Campania e nel 1996 Nicola Cristaldi alla presidenza dell'Assemblea regionale siciliana.

È nelle regionali che AN, nella nuova ottica bipolare della politica italiana, partecipa alla costituzione della coalizione di centro-destra insieme a Forza Italia, CCD e CDU, mentre la Lega decide di correre da sola, formando il Polo per le Libertà, col quale ottiene per la prima volta importanti successi anche nelle regioni settentrionali.

Politiche 1996: AN terzo partito italiano