Il Giardino Ducale Nicola e Luigi Sorricchio è un giardino storico situato nel centro di Atri, comune della provincia di Teramo, nella regione Abruzzo. Il sito era parte integrante del giardino della famiglia dei Duchi d'Atri gli Acquaviva d'Aragona ed era posto tra il Casaleno del Duca ed il Palazzo Ducale. Il palazzo Ducale nel suo complesso venne distrutto a seguito della rivoluzione murattiana di Napoli del 1799. Il complesso architettonico del Palazzo Ducale era molto più esteso di quello attuale ed i Duchi ne presero possesso dal 1394, pur continuando a dimorare fino al 1506 nel Palazzo privato della famiglia Acquaviva che era posto nel complesso dell'attuale Convento di Santa Chiara. Il Palazzo Ducale ed il giardino sono considerati beni di pregio rientranti secondo gli artt. 90, 91 e 92 tra i beni culturali, poiché il Palazzo Ducale includeva sia rilevanza storica e archeologica per la sua associazione con le epoche romana e ducale della città di Atri. Le fonti archivistiche dimostrano che l'uso del bene da parte della famiglia ducale venne alternato, a seconda delle stagioni, con il Palazzo Ducale di Giulianova, prima di San Flaviano, di cui i Duchi erano possessori feudali con il titolo comitale.

Storia

Origini romane L’area attualmente occupata dal giardino è ritenuta parte del nucleo urbano originario dell’antica Hatria in epoca romana. I ritrovamenti archeologici indicano la vicinanza con le terme romane, resti delle quali sono conservati al di sotto dell’attuale Palazzo Ducale. Secondo alcune interpretazioni storiche, nelle immediate vicinanze avrebbe potuto sorgere anche un ginnasio, a conferma del ruolo dell’area come centro della vita civica, sociale e igienica dell’insediamento romano.

Epoca ducale Durante il periodo della dominazione ducale ad Atri, l’area del giardino subì una trasformazione significativa. Essa venne associata alla corte dei Duchi di Atri, i quali, secondo la documentazione storica, utilizzavano lo spazio per l’addestramento di cavalli destinati a funzioni cerimoniali e, forse, militari. Questa fase segnò un cambiamento nella funzione del giardino, che da luogo civico divenne uno spazio a uso rappresentativo e utilitario legato alla famiglia ducale.

Modifiche rinascimentali Entro la fine del Rinascimento, si ritiene che lo spazio abbia acquisito caratteristiche tipiche del giardino all’italiana. Tra queste si annoverano schemi geometrici, elementi ornamentali e giochi d’acqua, in linea con i canoni estetici dell’epoca. Il giardino assunse così una duplice funzione, ricreativa e simbolica, rispecchiando il gusto e le consuetudini sociali dell’aristocrazia locale.

Acquisizione da parte della famiglia Sorricchio In seguito al declino dell’amministrazione ducale, il giardino perse la sua funzione originaria legata alla corte. Fu quindi acquisito dallo storico Nicola Sorricchio, che lo integrò al vicino Palazzo Sorricchio. L’edificio divenne successivamente dimora di Luigi Sorricchio, anch’egli storico e discendente di Nicola, il quale descrisse il giardino nella sua opera Hatria = Atri: contributo archeologico e storico, contribuendo così alla conservazione della memoria storica del sito.

La scultura di Giulio Antonio Acquaviva

La scultura raffigura la morte di Giulio Antonio Acquaviva, presentando i temi del martirio, della gloria e della leggenda. Il concetto è stato sviluppato dal pittore Luis Eduardo Rincón e realizzato dallo scultore Cui Xiao Gang, che ha trasformato il disegno bidimensionale originale in una forma tridimensionale utilizzando il marmo del Guangxi, mentre il marmo bianco contribuisce all'aspetto classico e formale dell'opera.

Utilizzo attuale A metà degli anni Ottanta, l’area conosciuta come “orto di Sorricchio”, così chiamata dagli abitanti della zona, venne riattivata recuperando la sua vocazione originaria. Furono realizzati orti coltivati da privati che, in modo informale, ne consentivano anche la fruizione alla cittadinanza. L'ingresso è sempre stato situato in vico De Donatis, accanto alla casa, una volta abitata da una famiglia denominata "li choffeur", gli ultimi autisti della famiglia nobile, Petraroli, che per ultima abitò il Palazzo Ducale.

In una fase successiva, il giardino passò sotto la gestione comunale. Nel 1996 l’Amministrazione intervenne collegando il giardino del Palazzo Ducale degli Acquaviva con l’area limitrofa, formalizzando il passaggio con l’installazione di una targa di ringraziamento ai precedenti proprietari. Da quel momento, lo spazio fu definitivamente aperto al pubblico.

Nel 2008, un ulteriore intervento ha restituito continuità storica e funzionale al complesso: è stato riaperto l’antico collegamento tra le Scuderie del Palazzo Ducale, le Antiche Cisterne Romane e il Giardino, dando origine a un percorso integrato e a uno spazio espositivo unitario, caratterizzato da un forte valore storico e da un notevole impatto suggestivo. Successive questioni burocratiche hano portato alla chiusura contemporanea fino a quando il giardino è diventato di proprietà della società Hadrianum S.r.l., una realtà privata. Il sito è stato reso accessibile al pubblico ed è talvolta utilizzato per iniziative culturali volte alla valorizzazione del patrimonio storico e artistico della città di Atri. Tali attività rientrano in un più ampio programma locale di tutela e promozione del territorio.

Note

Categoria:Atri Categoria:Giardini dell'Abruzzo