Attingendo ai miti, allo sciamanesimo e alla sapienza d'Oriente e d'Occidente, ha ritenuto d'indicare la via d'uscita dai condizionamenti della massa attraverso un percorso di conoscenza non conformista, che lo ha reso un autore difficilmente inquadrabile in uno .

Biografia

Nacque in una famiglia cosmopolita: il padre era il pittore Venanzio Zolla (1880–1961), nato in Inghilterra da padre lombardo e madre alsaziana; la madre era la musicista britannica Blanche Smith (1885–1951), originaria del Kent.

Zolla trascorse gli anni dell'infanzia tra Parigi, Londra e Torino parlando naturalmente inglese, francese e italiano., e studiando, in seguito, il tedesco e lo spagnolo. In gioventù si dedicò alla pittura e una sua Composizione di ellissi figurò accanto alle opere del padre all'esposizione Nazionale d'arte al Valentino del 1953. Studiò diritto e psichiatria all'Università di Torino, dove si laureò in giurisprudenza nel 1953La tesi di Laurea aveva come titolo Le compensazioni private e gli affari di reciprocità nel diritto commerciale, (135 pagine), relatore il Prof. P. Greco, Università di Torino, anno accademico 1952-1953..

Attività letteraria A 22 anni si ammalò di tubercolosi, rimanendo con i polmoni danneggiati, e durante la malattia scrisse il suo romanzo d'esordio, Minuetto all'inferno, pubblicato nel 1956, con cui, nonostante il rifiuto di Elio Vittorini a darlo alle stampe, vinse il Premio Strega opera prima.

Nel 1957 si trasferì a Roma, dove Nicola Chiaromonte lo volle nella redazione della rivista Tempo presente. Collaborò inoltre alle riviste Lo spettatore italiano, Il pensiero critico, Letterature moderne, Il Punto e a vari giornali, tra i quali il Corriere della Sera

Lettera ad Alessandro Spina, in: Cristina Campo e Alessandro Spina, Carteggio, Brescia, Morcelliana, 2007, lettera XVIII del 1962, p. 30. e Il Giornale d'Italia, sul quale firmò con lo pseudonimo di "Bernardo Trevisano"Lo stesso pseudonimo fu pure usato altrove da Cristina Campo..

Nel 1958, dopo dieci anni di fidanzamento, sposò la poetessa Maria Luisa Spaziani, ma il lungo legame sfociato nel matrimonio s'incrinò quasi subitoAntonio Gnoli, Maria Luisa Spaziani, la poetessa racconta incontri, passioni e qualche rivincita, La Repubblica, 3 febbraio 2013, pp. 50-51..

Dal 1959 fu legato alla scrittrice Cristina Campo (al secolo Vittoria Guerrini), con la quale visse fino alla morte di lei, avvenuta nel 1977. .

Nello stesso anno pubblicò il saggio Eclissi dell'intellettuale (Premio Crotone): opera "antagonista" ove, con serrate critiche alla società di massa svolte in base alle analisi di Adorno e Horkheimer, l'autore si schiera contro le lobby politiche e culturali e il conformismo progressista. In seguito Zolla eluderà dal proprio campo di attenzione le elaborazioni dei due sociologi tedeschi di ascendenza illuministica.

Nel 1960, per intervento di Mario Praz, ottenne l'incarico di lingua e letteratura angloamericana all'Università di Roma; le sue lezioni furono frequentate, tra gli altri, dai giovani Roberto Calasso e Masolino D'Amico. L'anno dopo pubblica il romanzo Cecilia o la disattenzione, evocando una Torino socialmente allucinata dal conformismo e dal nichilismo delle mode industriali di allora (e di ora).

Nel 1962 ebbe una grave ricaduta di malattia polmonare; Cristina Campo lo portò a casa dei suoi genitori, dove lo fece visitare dal medico di famiglia, convincendolo a curarsi con le medicine prescrittegli dato che, in ossequio alla medicina orientale, Zolla fino a quel momento non aveva voluto assumere farmaci e questo probabilmente gli salvò la vita. .

Dal 1967 insegnò come ordinario all'Università di Catania, successivamente a Genova, dove tenne anche cattedra di filologia germanica, mentre dal 1974 è di nuovo a Roma.

Dal 1966 al 1968 fu segretario generale dell'Istituto Accademico di Roma«Istituto Accademico di Roma, di cui avevo per un anno assunto (un errore!) la segreteria», in: Un destino itinerante. Conversazioni tra Occidente e Oriente di Elémire Zolla edoriano Fasoli, Venezia, Marsilio, 1995; ripubblicato in: L'umana nostalgia della completezza. «L'Androgino» e altri testi ritrovati, a cura di Grazia Marchianò, Marsilio, Venezia, 2022, p. 333. e dal 1970 al 1973 direttore dell'Istituto Ticinese di Alti Studi a Lugano.

Nel 1968, dopo un viaggio nel Sud-ovest degli Stati Uniti, scrisse una storia dell'immagine dell'indiano nella letteratura statunitense, I letterati e lo sciamano. Negli anni successivi si dedicò a viaggi in India, Indonesia, Cina, Corea e Iran, di cui diede ampi ragguagli nel libro Aure: i luoghi e i riti.

Nel gennaio 1969 Zolla fondò la rivista Conoscenza religiosa (edita da La Nuova Italia), che diresse fino al 1983. Secondo Cristina De Stefano, Conoscenza religiosa venne molto criticata, subì numerose critiche, anche cariche d'odio:Ennio Flaiano lo liquidò con un epigramma: "Elémire Zolla / preferisco la folla", Umberto Eco disse che nella sua biblioteca aveva messo i libri di Zolla in uno scaffale riservato alle opere senza valore alcuno. Zolla venne presentato, e descritto anche in opere a carattere enciclopedico, come un uomo di destra, opinione in netto contrasto con la sua formazione liberale, data la sua vicinanza al periodico Il Mondo di Pannunzio, di cui fu anche collaboratore..

I contributi alla rivista Conoscenza religiosa In seguito, il legame con Cristina Campo lo portò a esplorare i sentieri della mistica occidentale per poi rivolgersi, sempre più, a quella orientale. Entrambi collaborarono a Conoscenza religiosa, l'unica nuova rivista italiana degli anni 1960 a raggiungere una diffusione internazionale, con testi scritti da storici delle religioni e delle filosofie d'Oriente, narratori e poeti di varie nazionalità, quali: Abraham Joshua Heschel, Jean Servier, Henry Corbin, Cristina Campo, Patrick Modiano, Quirino Principe, Guido Ceronetti, Pietro Citati, Sergio Quinzio, Margarete Riemschneider, Jorge Luis Borges, Margarete Lochbrunner, dantista di fama mondiale, Leo Schaya, Hossein Nasr, Eugenio Montale, Giuseppe Sermonti e Rosario Assunto. Vi furono pubblicati saggi di Marcel Griaule (1898-1956). Molti dei saggi pubblicati in Conoscenza religiosa, tra cui gli scritti dello stesso Elémire Zolla, emergono dall'alveo della "Scuola tradizionalista".Vedasi: The Unanimous Tradition, Essays on the essential unity of all religions, di Joseph Epes Brown, Titus Burckhardt, Rama P. Coomaraswamy, Gai Eaton, Isaline B. Horner, Toshihiko Izutsu, Martin Lings, Seyyed Hossein Nasr, Lord Northbourne, Marco Pallis, Whitall N. Perry, Leo Schaya, Frithjof Schuon, Philip Sherrard, William Stoddart, Elémire Zolla, a cura di Ranjit Fernando, Sri Lanka Institute of Traditional Studies, 1991. ISBN 955-9028-01-4.

Come prefatore e critico, Zolla ha scritto su Yakup Kadri Karaosmanoğlu, le Upaniṣad, lImitazione di Cristo, Richard Rolle, Ioan Petru Culianu, Mircea Eliade, Thomas Mann, Sade, Kafka, Joyce, Emily Dickinson, Herman Melville (del quale curò una traduzione parziale del poema Clarel), Nathaniel Hawthorne, Margery Kempe, Francis Scott Fitzgerald e altri letterati statunitensi del Novecento.

Nel 1970 scrisse un'introduzione, contestata in ambienti marxisti, alla prima edizione per Rusconi de Il Signore degli Anelli di Tolkien, dove saluta l'opera come la rinascita dell'epica cavalleresca, ricorrendo a simbologie, archetipi e allegorie per commentare e spiegare con una chiave interpretativa esoterica e gnostica il romanzo, con riferimenti alla numerologia, alla magia e al cristianesimo di Tolkien, confrontato con altri "favolisti", come C.S. Lewis e Robert Graves, citando Carl Jung e William Blake.

A differenza dei monisti, come Jung, Blake e Graves (Zolla fa riferimento al testo La dea bianca e al proprio saggio sull'androgino) Tolkien "non cerca la mediazione fra male e bene, ma soltanto la vittoria sul male" e nonostante la vittoria temporanea "accetta il destino di sconfitta che è inevitabile per l'eroe solare: vincitore è l'Anarca, come già nel Giardino, ma tanto maggiore è dunque la purezza di chi lo combatte". Tuttavia questo tipo di metodo esegetico era rifiutato dall'autore inglese, che si considerava un creatore di mitologie e non un allegorista filosofico-politico. La prefazione è stata sostituita nel 2003 da Bompiani, che fino ad allora l'aveva mantenuta, con l'originale introduzione di Tolkien.

Nel 1974 presentò la prima edizione mondiale (nella traduzione di Pietro Modesto) della monumentale opera La colonna e il fondamento della Verità del filosofo e mistico russo Pavel Aleksandrovič Florenskij, di cui tradusse successivamente Le porte regali. Saggio sull'icona (1977).

Sempre su Conoscenza religiosa, Zolla continuò, con articoli originali e recensioni di testi di autori fino ad allora affatto ignoti, almeno in italia, la sua personale ricerca in area americana, riguardo ai cui sviluppi sociali e culturali, di quel periodo e fino a oggi, poteva osservare e scrivere che col sorgere della proposta kennedyana in difesa dei diritti umani, l'era Eisenhower si frantumava e con essa, scrive Grazia Marchianò citando Zolla «l'astuccio del materialismo in cui l'industria culturale teneva l'uomo si crepò, spalancandosi sul satanismo: "l'unica dottrina seria se si accetta davvero e nel cuore l'idea di progresso - perfino Carducci poteva capirlo", sentenziava senza mezzi termini». Con il termine, Zolla, non cristiano, ma al tempo influenzato dal cattolicesimo tradizionale e poi dal cristianesimo ortodosso di Cristina Campo, intendeva in questo caso un eccessivo culto dell'individualismo, "la scelta del male per il male, la pretesa antropocentrica dell'eritis sicut dii"La Fiera letteraria, volume 1, 1971, p. 20; E. Zolla, Il satanismo, in «Conoscenza religiosa», n. 4, 1970, p. 397, poi in Che cos'è il satanismo in Che cos'è la Tradizione, Adelphi, Milano, 1998, pp. 237-329., pretendendo dal materialismo ciò che può essere dato solo dallo spiritualismo. Zolla si schierò apertamente contro il Sessantotto. In seguito, con l'evolversi del suo pensiero, esprimerà riserve sul dualismo (bene e male, materia e spirito) del misticismo cristiano e dell'Occidente, apprezzando chi si è avvicinato alla concezione di non-dualismo orientale come Meister Eckhart, come scrive in Uscite dal mondoElémire Zolla, Uscite dal mondo, p. 557. del 1992, libro che vede con favore il diffondersi del sincretismo religioso (da sempre presente in Oriente come nelle società antiche) nella società occidentale moderna e l'avvento dell'informatica ("gli occhiali magici"). Come il guru psichedelico Timothy Leary, Zolla (nonostante la fama di antimoderno che molti gli vollero affibbiare) si mostrò favorevole allo sviluppo della realtà virtuale:

Ultimi anni Nel 1980 sposò Grazia Marchianò, studiosa di estetica e orientalista..

Nel 1987 vinse il Premio Internazionale Città di Ascoli Piceno, organizzato dall'Istituto di Studi Medievali Cecco d'Ascoli, un premio letterario che viene assegnato a una personalità nel campo della medievalistica internazionale contraddistintasi nella realizzazione di opere intellettuali che contribuiscono all'indagine storica e al valore della ricerca storiografica.

Nel 1991, dopo aver lasciato l'insegnamento universitario, si trasferì a Montepulciano (Siena), e nel 1992 partecipò al nuovo ciclo (iniziato nel 1989) dei Colloqui di EranosFotografia di Elémire Zolla ai Colloqui di Eranos del 1992., il gruppo fondato da Carl Jung, consacrato ai viaggi, con una relazione intitolata "Il motivo del viaggio in un capolavoro letterario" Indice del colloquio di Eranos del 1992 consacrato ai viaggi.. Sempre nel 1991 ricevette il Premio Nazionale Letterario Pisa, sezione di Saggistica. Diverse sue opere sono poi state edite da Roberto Calasso per Adelphi. Si interessò negli anni '80 e '90 anche di mistici orientali contemporanei e fuori dagli schemi quali Osho Rajneesh e Jiddu Krishnamurti.