Agiografia e culto La passio di sant'Antonina non esiste più, ma le fonti agiografiche ricordano che, durante la persecuzione di Diocleziano, subì diverse torture a Nicea in Bitinia su ordine del prefetto Priscilliano, e alla fine fu condannata al rogo.Bibliotheca Sanctorum, vol. II, col. 78.
Il culto a sant'Antonina è molto antico, poiché è già menzionato nel martirologio siriaco e nel martirologio geronimiano, entrambi del V secolo. La sua memoria è poi passata nei sinassari bizantini.
Queste fonti tuttavia commemorano Antonina in date diverse, ed anche il luogo della sua morte non è univoco, in quanto in alcune versioni dei martirologi sarebbe Nicomedia e non Nicea, che tuttavia, secondo Hippolyte Delehaye, sarebbe il luogo originario del martirio. Hippolyte Delehaye, Commentarius perpetuus in Martyrologium Hieronynianum ad recensionem H. Quentin, Acta Sanctorum Novembris, tomus II, pars posterior, Bruxelles, 1931, p. 229.
Cesare Baronio, nel XVI secolo, inserì la memoria di Antonina nel Martirologio Romano in tre date distinte: il 1º marzo come Antonina di Cea, il 4 maggio come Antonia di Nicomedia e il 12 giugno come Antonina di Nicea.
Con la riforma del Martirologio Romano dopo il Concilio Vaticano II, sono state soppresse le memorie del 1º marzo e del 12 giugno, ed è stata lasciata quella del 4 maggio che, secondo il martirologio siriaco, è la data corretta del martirio di Antonina.
Nella Chiesa ortodossa il culto di sant'Antonina è celebrato il 1º marzo, Martyr Antonina of Nicea, in Bithynia, www.oca.org. come indicato dai sinassari.
Note
Bibliografia Antonio Koren, Antonina, santa, martire di Nicea in Bitinia, Bibliotheca Sanctorum, vol. II, col. 78 De S. Antonina, martyre Nicaeae in Bithynia, in Acta Sanctorum Martii, vol. I, Parigi e Roma, 1865, pp. 26-28 De Sancta Antonia, martyre Nicomediae in Bithynia, in Acta Sanctorum Maii, vol. I, Parigi e Roma, 1866, pp. 464-465
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