I ventisei martiri di Crimea furono dei cristiani ariani che subirono il martirio in Crimea nella seconda metà del IV secolo.
Storia Nel corso del IV secolo, alcuni Goti cominciarono a convertirsi al cristianesimo; il re Atanarico, come già suo padre prima di lui, mise in atto delle persecuzioni contro i cristiani, a prescindere dalla loro dottrina (vi erano, oltre agli ortodossi, anche audiani e ariani, questi ultimi grazie alla predicazione di Ulfila). I martiri di questo gruppo erano ariani.
Secondo le agiografie, Atanarico delegò il compito di perseguitare i cristiani a un generale di nome Winguric (o Jungerich); questi fece mettere una statua pagana su un carro e lo fece passare tra le tende che i cristiani usavano per le loro celebrazioni; coloro che adoravano l'idolo venivano risparmiati, mentre gli altri venivano bruciati vivi dentro le loro tende. In tal modo perirono 308 persone, di 26 delle quali ci sono giunti i nomi: due presbiteri: Bercus (Werkas) e Bathusius (Bathouses) un monaco: Arpilus (Arpulas) undici laici: Abibus (Abippas), Agnus (Hagias), Reasus (Rhyïas), Igathrax (Egathrax), Iscoeus (Iskous, Eskoes), Silas, Signicus (Sigetzas), Sonirilus (Swerilas), Suimbalus (Swemblas), Thermus (Therthas) e Phillus (Philgas) sette laiche: Anna, Alla (Alas), Larissa (Baren, Beride), Monco (Manca, Moïko), Uirko (Virko, Weko) e Animais (Animaida, Anemaïs) I nomi in questa lista sono in parte gotici, in parte frigi, siriaci e cappadoci.
In seguito, ell'epoca di Valentiniano II e Teodosio (383-392) Gaatha, che era la vedova di un altro ufficiale compagno di Winguric, raccolse le reliquie di questi martiri e, accompagnata da sua figlia Dulcilla (o Duklida, Duclida) e da un laico di nome Wella (o Thyellas), le portò a Cizico. Lasciata lì Duklida, Gaatha tornò in Gotia; secondo alcune fonti qui venne lapidato Wella, mentre secondo altre a subire tale martirio furono Gaatha e suo figlio Agathon.
Note
Bibliografia
Categoria:Gruppi di santi cristiani Categoria:Martiri ortodossi