Rime sacre è una raccolta di testi e poesie religiose scritte tra il 1473 e il 1491 da Lorenzo il Magnifico, in cui affronta temi religiosi e morali.
Contenuto Rime sacre è una raccolta di testi poetici e religiosi del Quattrocento, composti da Lorenzo il Magnifico. La raccolta comprende componimenti di carattere devozionale, morale e teatrale.
La prima edizione della raccolta fu pubblicata a Firenze nel 1680, oltre un secolo dopo la morte del Magnifico, e rappresentò il primo tentativo di riunire i testi religiosi in un unico volume, per cura di Francesco Cionacci, sacerdote fiorentino e membro dell'Accademia degli Apatisti, che raccolse, annotò e ordinò i testi poetici con osservazioni corredate; l'edizione fu dedicata al signore Manfredi Macigni. Una seconda edizione ampliata fu stampata nel 1760 a Bergamo riproponendo la raccolta 80 anni dopo dalla prima edizione.
La raccolta è composta, oltre che dalle osservazioni di Francesco Cionacci, da: La sacra rappresentazione di San Giovanni e Paolo, le Orazioni (Capitoli) e le Laude.
La sacra rappresentazione di San Giovanni e Paolo La Sacra rappresentazione di San Giovanni e Paolo è dramma sacro in versi scritto intorno al 1491, composta durante il clima d'inquietudine causato dalle predicazioni savonaroliane.I modelli si rifanno a quelli della sacra rappresentazione avviata da Antonino Pierozzi con l'ausilio di intellettuali del calibro Feo Belcari e Antonio di Matteo di Meglio. Si veda: libro di Paola Ventrone In alcune frasi si può avvertire una lezione etica e morale che vuole trasmettere al figlio Piero, erede e futuro Signore di Firenze.
Il testo narra il martirio dei santi Giovanni e Paolo, due ufficiali romani condannati a morte dall'imperatore Giuliano l'Apostata per aver rifiutato di rinnegare la fede cristiana. L'opera, concepita per la rappresentazione pubblica, unisce finalità didattiche e spirituali, celebrando la fermezza della fede e la vittoria morale sul paganesimo.
Le Orazioni (Capitoli) Le Orazioni, ovvero Capitoli spirituali, sono stati composti tra il 1473 e il 1480. Scritti all'inizio della conversione neoplatonica, si ricollegano alla tradizione religiosa del XII/XIII secolo.
Si tratta di poesie di meditazione religiosa e morale, in cui l'autore riflette sulla vanità delle ricchezze, sulla fragilità dell'uomo e sulla necessità di riconciliazione con Dio. I testi rivelano un tono più intimo e riflessivo rispetto alle opere profane del Magnifico, mostrando il suo interesse per la dimensione spirituale e morale della vita.
Le laude Le laude sono state anch'esse composte tra il 1473 e il 1480 ed erano destinate al canto o alla recitazione nelle confraternite fiorentine.
Oltre a quelle di Lorenzo il Magnifico, sono presenti componimenti di Lucrezia Tornabuoni (sua madre), di Lorenzo di Pier Francesco De Medici e di Bernardo d'Alamanno De Medici, che appartenevano a rami collaterali della famiglia. Le laude esprimono un sentimento di devozione e lode a Dio, spesso in forma semplice, e testimoniano la partecipazione della famiglia Medici alla vita religiosa e culturale della Firenze quattrocentesca.
Note
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