Durante le sue permanenze a Parigi usò talora il cognome Sidoly e anche, per le opere che non lo soddisfacevano, lo pseudonimo Bedoni.

Biografia Nazzareno Sidoli nacque a Rossoreggio, nella torre medievale che fu dei Nicelli, nei pressi di Bettola, un paese dell'Appennino in provincia di Piacenza, il 19 luglio 1879, da Luigi ed Elisabetta Repetti, secondogenito di tre fratelliIl terzogenito Giuseppe (1884 - 1975) fu pittore, incisore, caricaturista. Compì gli studi a Genova e poi a Piacenza all'Istituto Romagnosi dove poi fu insegnante. Fu il primo direttore della galleria d'Arte Ricci Oddi, fortemente voluto dal fondatore.Il maggiore, Pacifico, nacque nel 1868. Dopo gli studi al Gazzola si trasferì presto a Parigi dove ebbe successo ed espose ai Salons, e tenne mostre anche a Londra, Pietroburgo, e alla biennale di Venezia. Rientrato a Piacenza affrescò la volta del salone della Banca S. Antonino, ora Palazzo delle Poste.. Dopo aver frequentato le scuole primarie al Collegio San VincenzoScuola-convitto gestita da religiosi, attiva fino agli anni Duemila. di Piacenza, avendo manifestato una spiccata predilezione per il disegno nel 1894 si iscrisse all'Istituto d'Arte Gazzola dove ebbe come insegnanti dapprima l'anziano Bernardino PollinariBernardino Pollinari (1813 - 1896) pittore, studiò a Roma dove ebbe a maestro anche Gaspare Landi. Fu professore di figura al Gazzola dal 1870 fino alla morte. e poi Stefano Bruzzi. Successivamente frequentò le Accademie di Milano e di Parma, e qui nel 1900 un suo dipinto è ammesso alla TriennaleNazzareno e Giuseppe Sidoli, p. 31.; poi l'anno successivo comincia ad esporre a Piacenza, con buon successo.

È del 1905 un suo ritratto a pastello di Buffalo Bill quando questi fu a PiacenzaIl 19 aprile 1906. con il suo Circo e del 1908 un ritratto a olio di Giosuè Carducci. Sempre in quest'anno il nobile Giuseppe Ricci OddiGiuseppe Ricci Oddi nacque a Piacenza il 6 ottobre 1868 unico figlio di Carlo e Carolina Ceresa. Frequentò le scuole prima a Piacenza poi a Roma in modo non brillante; il soggiorno nella nuova Capitale però gli permise una visione della vita meno provinciale. Ritornato a Piacenza nel 1895 chiese e ottenne un appartamento per sé nel palazzo di famiglia in via Poggiali e si interessò allo sport e alla gestione oculata del proprio consistente patrimonio. Dopo alcuni anni, verso il 1910, una propria maturata sensibilità artistica e l'amicizia con il coetaneo Carlo Pennaroli appassionato d'arte lo spinsero verso il collezionismo di dipinti italiani a partire dai Romantici dell'Ottocento, il che lo portò a formare una vasta e importante pinacoteca che decise nel 1924 di donare alla propria città e - non trovando una sede adatta - erigerla lui stesso ex novo realizzando così la Galleria Ricci Oddi che verrà inaugurata nel 1931. Il mecenate morì improvvisamente per strada il 23 ottobre 1937; essendo celibe lasciava per testamento tutti i suoi beni alla Galleria per future acquisizioni. gli acquista due dipinti, Moschettiere in piedi e Moschettiere feritoN° 15 e 16 dell'Inventario della Galleria. Acquistati presso l'artista per complessive lire 500, intermediario Pennaroli. Epistolario 6 settembre, 22 e 23 ottobre 1908. Vedi Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi Edizione 1988 p. 407., per la sua pinacoteca che successivamente donerà al Comune della città.

Ben presto si interessò anche ad altre forme d'arte, così sempre nel 1908 è sua la medaglia che fusa in oro fu donata al Re Vittorio Emanuele III in occasione della inaugurazione del ponte stradaleGià esisteva dal 1865 un ponte ferroviario in ferro a tratta unica (poi raddoppiata nel 1927). sul Po. In essa, di puro gusto Liberty, due giovani donne che rappresentano la sponda lombarda e quella emiliana si abbracciano avvolte da un velo che ricorda le onde del fiume; sul verso sono gli stemmi di Casa Savoia e di Piacenza. È questo un esempio della sua esperienza nel gusto del Liberty e dell'Art Nouveau che avrà specialmente rappresentazione durante i suoi due lunghi soggiorni a Parigi, prima e dopo la Prima Guerra Mondiale, ospite del fratello maggiore Pacifico, che già vi si trovava ed aveva ottenuto un buon successo di critica e di mercato. Sono opere piene di "verve"Brio, vivacità., di mediterranea "joie de vivre"Allegria, gioia di vivere., che si manifesta specie quando realizza molte copertine della rivista Nos loisirLetteralmente: Il nostro tempo libero. L'equivalente di una odierna rivista di attualità mondana. e di altre pubblicazioni. Qui a Parigi espose anche alcune sue opere ai SalonsDizionario biografico dei piacentini, p. 476; Comanducci, p. 3070. e poté approfondire la tecnica miniaturista del Seicento olandese e delle realizzazioni di Ernest Meissonier, che spesso richiamerà nei suoi dipinti.

Questo gusto per la vita che traspare dalle sue opere francesi si attenua e si spegne ritornando nel 1920 definitivamente a Piacenza dove ha una fugace incursione nel Simbolismo con alcuni quadretti, tra cui La creazione dell'universo e La creazione dell'uomo, caratterizzati da una grande libertà compositiva e cromatica. Ottiene numerose commissioni religiose: per la chiesa di San PoloSan Polo è una frazione di Podenzano (Piacenza). La chiesa, dedicata a S. Paolo, fu costruita su una precedente nel 1521 e completamente rimaneggiata tra il 1823 e il 1875. Fu affrescata all'interno da N. Sidoli e Alberto Aspetti., per il Collegio AlberoniUn San Giuseppe, e fatti della vita di San Vincenzo., per affrescare (assieme al fratello Giuseppe) l'appena ultimata (1936) chiesa del Corpus DominiSulla via Farnesiana, in stile Neoromanico.F. Arisi scrive che molte di queste opere le eseguì "contraggenio", di malavoglia, senza ispirazione..

Una maggiore ispirazione la mostra nelle rappresentazioni laiche. Molte sue opere sono a Piacenza: il grande affresco60 metri quadri. Trionfo della giovinezza del salone del palazzo Giacometti (luogo dove egli stesso aveva abitatoÈ un severo palazzo di tre piani affacciato su via S. Antonino, all'angolo con via S. Vincenzo. prima di trasferirsi nel 1931 nei locali della Galleria Ricci Oddi da poco inaugurata, di cui il fratello Giuseppe era stato nominato direttore), Le quattro stagioni in casa Arata, un Volo d'angeli in casa Pizzigoni, Primavera in casa Chiapponi. Suoi ritratti sono anche nel palazzo dei conti Messina a La Valletta a Malta, presso i conti Guarini di Napoli, i conti Colleoni di Bergamo, l'Accademia Navale di LivornoNazzareno e Giuseppe Sidoli, p. 33.. Ritrasse il conte Varolan a Parigi, il conte Sforza, il duca Gallarati ScottiLibertà del 23 gennaio 1969..

È apprezzato anche nei ritratti e nei dipinti di genere, che la borghesia gli commissiona numerosi, e dove affiora la cura pittorica per il particolare, quasi da miniaturista, che ricorda il Meissonier che aveva ammirato a Parigi. Il nobile Ricci Oddi gli acquista nel 1926 per la sua Galleria il Moschettiere sedutoN° 10 dell'Inventario. Lettere del 1926 e del 17 novembre 1930. Vedi Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi p. 407.Da non confondere con il ben più oneroso acquisto (50000 lire - scontate - la cifra più alta pagata dal mecenate per un singolo quadro) del dipinto omonimo di Antonio Mancini (n° 74 dell'Inventario della Galleria), avvenuto col tramite dell'avv. Leandro Ozzola nell'aprile del 1924. e contemporaneamente l'artista gli fa dono di una Testa di vecchio pescatoreN° 20 dell'Inventario. Lettere del 1926 e 1930. Vedi Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi edizione 1988 p. 408, edizione 1931 tav. LXXXVII., che entra anch'essa a far parte della GalleriaAnzi, nel primo libro edito nel 1931 dedicato alla Galleria Ricci Oddi da poco inaugurata, questo dipinto è anche illustrato in foto (tav. LXXXVII), un vecchio sorridente con i basettoni canuti sotto un cappello di paglia. Vi sono anche citati, appesi nella Prima e nella Seconda Sala, i due dipinti "di soggetto storico" (i Moschettieri) di Nazzareno Sidoli di Piacenza..

Nel 1933, su invito, tiene una mostra personale a Bologna nel salone del Municipio e in quell'occasione il quadro Moschettiere in posa viene acquistato dalla Galleria d'Arte Moderna di quella città. Altri suoi dipinti sono presso i Musei di Strasburgo e di Biarriz. Un suo Contadino sotto un portico è stato donato nel 1952 dal Comune di Piacenza alla Confederazione ex prigionieri di guerra per la sede di Parigi.

Degno di nota è il ritratto postumo (uno dei pochi) del nobile Giuseppe Ricci Oddi, a figura intera, del 1947. Ritratti, pale d'altare, scene di genere paesano con un contadino che mangia un'anguria o che suona la fisarmonica intanto che un'oca birichina gli tira col becco il lembo di un calzone, paesaggi con scorci piacentini (S. Agostino, palazzo Scotti, il Po, Porta Borghetto) o vedute delle vallate della provincia (Morfasso, Roccapulzana, il monte Menegosa, S. Andrea Bagni) sono alcuni dei soggetti delle sue opereNazzareno e Giuseppe Sidoli, pp. 23 - 25.. Realizzò anche acqueforti e litografie, ma abbandonò presto questa tecnica perché era intollerante agli odori degli acidi.

Fu un uomo colto nel senso più vasto del termine e avendo fatto prima del Gazzola studi classici leggeva il greco e il latino. Suonava per diletto pianoforte e chitarra e in gioventù con lo pseudonimo di Giosuè Cardocci o L'asino di Arenzo (anagramma del suo nome) aveva pubblicato scritti e poesie. Non prese mai moglie e si spense il 21 gennaio 1969, per le conseguenze di una caduta accidentale, nella sua casa di Piacenza in corso Vittorio Emanuele 165, assistito dal fratello Giuseppe e dai nipoti.

Note

Bibliografia Italo Cinti, Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi, Officine Grafiche Fasciste di Reggio Emilia, 1931, pp. 24 - 26 - tav. LXXXVII. Thieme - Becker, Künstler - Lexicon, Lipsia, 1936, vol. XXX, p. 591. Hans Vollmer, Allgemeines Lexicon der Bildenden Künstler, Seeman Editore, Lipsia, 1992, p. 276. ISBN 3423059095 E. Bénezit, Dictionnaire des peintres, sculpteurs, dessinateurs et graveurs, Parigi, 1954, vol. VII. p. 754. E. Bénezit, Dictionnaire des peintres, sculpteurs, dessinateurs et graveurs, Gründ Editore, Parigi, 1976, vol. IX, p. 584. ISBN 2700001575 L. Servolini, Dizionario illustrato degli incisori italiani moderni e contemporanei, Milano, 1955, p. 754. M. Comanducci, Dizionario illustrato dei pittori, disegnatori e incisori italiani moderni e contemporanei, Milano, 1962, vol. IV, p. 1800-1801. M. Comanducci, Dizionario illustrato dei pittori, disegnatori e incisori italiani moderni e contemporanei, Patuzzi Editore, Milano, 1974, vol. V, p. 3070. F. Arisi, Galleria d'Arte moderna Ricci Oddi, Istituto Italiano d'Arti Grafiche, Bergamo, 1967, pp. 13, 32, 351 - 352. F. Arisi, Galleria d'Arte moderna Ricci Oddi, TI.PLE.CO Editore, Piacenza, 1988, pp. 12, 30, 407 - 408. F. Arisi, Nazzareno e Giuseppe Sidoli, Editore Amici dell'Arte, Piacenza, 1980. F. Arisi, La pittura nel Novecento a Piacenza, TI.PLE.CO Editore, Piacenza, 2020. ISBN 9788832174229 Nuovissimo Dizionario Biografico Piacentino (1860 - 2000), Edizioni Banca di Piacenza, 2018. Necrologio su Libertà del 23 gennaio 1969.

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