Il bilancio di sostenibilità, noto anche come sustainability report o report ESG, è un documento per la rendicontazione delle performance ambientali, sociali e di governance (ESG) delle imprese. È utilizzato come strumento di comunicazione agli stakeholder per comunicare l'impegno dell'impresa verso la sostenibilità ambientale e la sostenibilità sociale, andando oltre il mero bilancio d’esercizio. Diversamente da quest'ultimo, che copre esclusivamente gli aspetti patrimoniali, economici e finanziari, il bilancio di sostenibilità si focalizza sull'impegno dell'azienda per la promozione dello sviluppo sostenibile, descrivendo le iniziative intraprese in materia ambientale, sociale e di governance, includendo aspetti quali la carbon footprint, la governance aziendale, la diversità, equità e inclusione, la valutazione di impatto ambientale, l’impatto sociale e le pratiche di finanza sostenibile.
Tra i principali destinatari del bilancio di sostenibilità vi sono investitori, clienti, fornitori, dipendenti e comunità locali: tutti gli stakeholder interessati a comprendere la reale performance ESG dell’organizzazione e il percorso da essa intrapreso verso la sostenibilità aziendale.
Storia Negli ultimi anni, in seguito all'aumentare dell’attenzione verso le tematiche ESG, il bilancio di sostenibilità è divenuto un documento sempre più frequentemente integrato nella strategia aziendale, complici anche le nuove normative europee che ne hanno esteso l’obbligo a un numero maggiore di società.
Il bilancio di sostenibilità nel diritto europeo La Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) è la Direttiva dell'Unione europea n. 2022/2464 in materia di rendicontazione ESG, entrata in vigore il 5 gennaio 2023. Essa rende il bilancio di sostenibilità obbligatorio per oltre 50.000 aziende europee. Nell'ordinamento italiano è stata recepita con il Decreto Legislativo n. 125 del 6 settembre 2024.
Le principali novità che la direttiva CSRD introduce sono: Estensione soggettiva: obbligo non più solo per le società quotate o grandi imprese, ma anche per numerose PMI quotate e grandi gruppi. Tempistiche: i primi bilanci con requisiti CSRD sono obbligatori dal 2024, con progressiva estensione negli anni successivi. Adozione di standard obbligatori ESRS sviluppati da EFRAG. Doppia materialità e disclosure approfondite su performance ambientali, impatti sociali, politiche di governance, metriche ESG, indicatori di sostenibilità. Assurance obbligatoria a regime per garantire l’affidabilità dei dati comunicati.
Con il Pacchetto Omnibus presentato dalla Commissione europea il 26 febbraio 2025 sono state proposte alcune modifiche sostanziali alla CSRD con l'intendo dichiarato di semplificare e alleggerire il carico normativo, in particolare per le PMI e le aziende con meno risorse.
La proposta prevede: Soglie più alte e scadenze posticipate: meno aziende obbligate e più tempo per adeguarsi. Razionalizzazione degli obblighi: riduzione della complessità per favorire una maggiore proporzionalità tra oneri e dimensione aziendale, senza abbassare la qualità delle informazioni. Un migliore coordinamento normativo: semplificazione e coerenza tra CSRD, CSDDD (Corporate Sustainability Due Diligence Directive), Tassonomia UE e strumenti legati alla carbon footprint.
Elementi distintivi L’analisi di doppia materialità Uno degli elementi distintivi del reporting di sostenibilità è la doppia materialità. Si tratta di un processo di valutazione che obbliga l’azienda a individuare e rendicontare: la cosiddetta materialità d’impatto, ossia come le attività aziendali influenzano l’ambiente e la società, considerando aspetti come emissioni, diritti umani, gestione dei rifiuti e impatto sociale; la cosiddetta materialità finanziaria, ossia come i temi ESG possono incidere sulla performance finanziaria, la capacità operativa, l’accesso a risorse, i flussi di cassa e la competitività dell’azienda. L’analisi di doppia materialità permette di identificare le questioni davvero rilevanti, sia per la collettività che per la sostenibilità finanziaria aziendale, che andranno obbligatoriamente rendicontate nel bilancio. Questo approccio consente una gestione proattiva dei rischi e delle opportunità in ottica ESG e un più efficace coinvolgimento degli stakeholder.
L'assurance L'assurance è il processo di verifica indipendente dei dati e delle informazioni riportate nel bilancio di sostenibilità. Il suo scopo è accertare la veridicità, la trasparenza e la correttezza del report, con l’obiettivo di aumentare l’affidabilità percepita delle informazioni da parte degli stakeholder.
L’assurance può essere volontaria (per aumentare la credibilità del bilancio) oppure obbligatoria (come previsto dalla CSRD per determinati soggetti). Viene svolta da enti o professionisti con competenze specifiche nella revisione delle tematiche ESG.
Principali standard di rendicontazione Per garantire uniformità, trasparenza e comparabilità, i bilanci di sostenibilità devono attenersi a specifici standard di rendicontazione. I principali sono gli standard GRI, sviluppati dalla Global Reporting Initiative, e gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS), sviluppati dall'European Financial Reporting Advisory Group (EFRAG).
Global Reporting Initiative Standards I Global Reporting Initiative (GRI) Standards sono il framework più diffuso a livello internazionale per la rendicontazione della sostenibilità e delle performance ESG. Sono stati sviluppati dalla Global Reporting Initiative, organizzazione internazionale indipendente e senza scopo di lucro fondata a Boston nel 1997 e dal 2002 con sede ad Amsterdam
Tali standard di rendicontazione consentono alle aziende di strutturare il proprio bilancio secondo criteri standardizzati, validati globalmente e aggiornati nel tempo. La metodologia prevede la possibilità di adottare due approcci: il primo, detto approccio core, consiste nella rendicontazione degli elementi essenziali su natura aziendale, temi materiali, impatti e modalità di gestione dell'impresa. il secondo, detto approccio comprehensive prevede una disclosure aggiuntiva su strategia, etica, integrità e governance aziendale. Questi standard promuovono la divulgazione di indicatori di sostenibilità e key performance indicators fondamentali (ad esempio, sulle emissioni di Scope 1, 2, 3, gestione dei rifiuti, inclusione, politiche di governance).
ESRS (European Sustainability Reporting Standards) Gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) sono stati sviluppati dall'European Financial Reporting Advisory Group (EFRAG), associazione privata fondata nel 2001 su impulso della Commissione Europea che dal 2022 fornisce consulenza tecnica alla Commissione UE sotto forma di bozze di Standard Europei di Reporting sulla Sostenibilità e/o bozze di emendamenti a tali standard.
Gli ESRS assicurano la copertura integrata dei temi ambientali, sociali e di governance perseguendo il principio della triple bottom line (Persone, Pianeta, Profitto) secondo il quale le aziende dovrebbero concentrarsi sull'impatto sulla società e sull'ambiente, oltre che sui profitti
Dal 31 luglio 2023 la Commissione Europea ha adottato gli ESRS , rendendoli il nuovo standard per la rendicontazione della sostenibilità da parte delle imprese tenute, in base alla direttiva CSRD, a redigere il bilancio di sostenibilità. In questo modo è assicurata la comparabilità a livello europeo delle informazioni rese pubbliche, e la loro trasparenza. Gli ESRS prevedono infatti l'obbligo di disclosure su politiche, azioni, target e metriche, per consentire la valutazione comparata delle performance ESG tra imprese di settori diversi. Nello specifico: ESRS 1 definisce i requisiti generali minimi e introduce l’analisi di doppia materialità come modello di riferimento. ESRS 2: principi di informativa generale. ESRS Set tematici ambientali (E1, E2, E3, E4,E5). ESRS Set tematici sociali (S1, S2, S3, S4). ESRS Set tematici di governance (G1).
Voluntary Standard for Micro and Small Enterprises Per le PMI non quotate (sotto i 250 dipendenti), la CSRD prevede la possibilità di redigere un voluntary sustainability report secondo il modello VSME (Voluntary Standard for Micro and Small Enterprises), sviluppato da EFRAG. Il 30 luglio 2025 la Commissione europea ha ufficialmente adottato la raccomandazione sull’uso dello standard volontario di rendicontazione per le PMI . Di fatto, il VSME va così a configurare come il modello di bilancio di sostenibilità semplificato per le PMI non tenute a redigere il bilancio di sostenibilità in base alla direttiva CSRD.
Redigere un VSME consentirà alle PMI di: accedere più facilmente a mercati e filiere globali che esigono trasparenza ESG; incentivare buone pratiche di monitoraggio e gestione della sostenibilità, anche senza obbligo normativo; comunicare pratiche di sostenibilità a clienti, investitori e partner commerciali.
Note
Collegamenti esterni Global Reporting Initiative, sul sito Global Reporting EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group), sul sito EFRAG Triple Bottom Line, sul sito European Investment Bank European Sustainability Reporting Standards, sul sito European Commission Corporate Sustainability Reporting Directive, sul sito EUR-Lex Decreto Legislativo 6 settembre 2024 n. 125, sulla Gazzeta Ufficiale Pacchetto Omnibus, sulla testata Osservatorio Bilanci Sostenibilità Proposta Pacchetto Omnibus, sul sito EUR-Lex Direttiva (UE) 2024/1760 del Parlamento europeo e del Consiglio, sul sito EUR-Lex VSME (Voluntary Standard for Micro and Small Enterprises), sulla testata Osservatorio Bilanci Sostenibilità Commission presents voluntary sustainability reporting standard to ease burden on SMEs, sul sito European Commission
Categoria:Sostenibilità