La normativa IEEE 802.11b, identificata ufficialmente anche come IEEE 802.11b-1999, è stata un emendamento dello standard IEEE 802.11 introdotto per migliorare le caratteristiche tecniche delle reti locali wireless operanti nella banda di frequenze a , aumentando la velocità di trasferimento dati grezza fino a e introducendo nuove tecniche di modulazione e di adattamento selettivo della velocità.

L'emendamento è stato approvato da IEEE il 19 settembre 1999 e pubblicato il 30 dicembre dello stesso anno, ed è esistito come standard autonomo fino al 12 giugno 2007, quando è stato inglobato nella nuova versione 802.11-2007 dello standard completo. Pur essendo formalmente non più in forza come normativa individuale, il termine 802.11b è rimasto in uso nel mercato per indicare in modo sintetico la conformità dei dispositivi alla relativa specifica.

Storia L'emendamento 802.11b è stato approvato nel 1999, contestualmente con l'emendamento 802.11a, che introduceva l'utilizzo della banda a . L'emendamento ha introdotto delle estensioni alla modulazione DSSS che oltre a portare un significativo miglioramento delle prestazioni in termini di velocità di trasferimento dei dati, si sono dimostrate di facile implementazione per quanto riguarda l'aggiornamento dei chipset già utilizzati per il Wi-Fi fino ad allora, mantenendo i costi contenuti; di conseguenza, il mercato ha adottato rapidamente questo standard. In particolare, il basso costo dei chipset con questa tecnologia ne ha consentito l'integrazione diretta in dispositivi come i computer portatili: già a metà del 1999 Apple Computer fu la prima azienda a proporre sul mercato un computer portatile con la tecnologia 802.11b incorporata, presentata con il nome commerciale AirPort. Questa possibilità di usare i computer collegati a internet anche in movimento, unita ai bassi costi, favorì inoltre l'installazione di hotspot Wi-Fi in ambienti come uffici, alberghi, aeroporti, stazioni e luoghi pubblici, determinando così il decollo definitivo del Wi-Fi.

Descrizione Rispetto allo standard base 802.11-1997, l'emendamento 802.11b ha introdotto la tecnica Complementary Code Keying (CCK) a otto bit in aggiunta al codice di Barker-11 che non consente di andare oltre i . La codifica CCK, pur essendo stata concepita per la modulazione OFDM, si presta anche all'utilizzo con la modulazione PSK per le sue caratteristiche di bassa autocorrelazione. Inoltre, a differenza del codice di Barker, che prevede una sola sequenza a undici bit, per la CCK sono disponibili più sequenze a otto bit, rendendo la modulazione maggiormente flessibile.

A livello di standard, la 802.11b prevede le seguenti possibilità: Codifica Modulazione Symbol rate Bit per simbolo Velocità(Mbit/s) Codice di Barker a 11 bit BPSK 11/11 = 1 1 1 Codice di Barker a 11 bit DBPSK 11/11 = 1 2 2 CCK a 8 bit QPSK 11/8 = 1,375 4 5,5 CCK a 8 bit DQPSK 11/8 = 1,375 8 11

I dispositivi basati su 802.11b sono soggetti alle interferenze derivanti dagli altri dispositivi che lavorano nella banda di frequenze a , tra cui vi sono i forni a microonde, i dispositivi Bluetooth, i dispositivi di sorveglianza dei neonati e i telefoni cordless. A causa di queste interferenze, sono possibili problemi ed errori di trasmissione. Per mitigare questo problema, la normativa 802.11b ha introdotto la selezione adattativa della velocità (Adaptive Rate Selection, ARS). Con questo meccanismo, se la quantità di errori o l'attenuazione del segnale superano determinate soglie, i dispositivi sono in grado di ridurre la velocità di trasmissione, cambiando schema di modulazione, a favore dell'intervento di meccanismi di rilevazione e correzione d'errore via via più ridondanti. Grazie all'ARS, i dispositivi 802.11b possono ridurre progressivamente la velocità dal massimo di a , 2 e infine .

Per quanto riguarda la velocità di trasferimento dati a livello applicativo, nella pratica gli nominali, soprattutto a causa dell'overhead introdotto dai protocolli di livello superiore come TCP e UDP, si riducono rispettivamente attorno ai e .

Frequenze Nella banda a , l'intervallo di spettro dedicato per il Wi-Fi è compreso tra e . Le specifiche 802.11b prescrivono canali di di ampiezza. Lo spettro è suddiviso in quattordici canali, spaziati tra loro di , che quindi risultano essere sovrapposti, ad esclusione del canale 14 che è spaziato dagli altri di , secondo la tabella seguente:

+ Tabella delle frequenze per zona geograficaCanaleFrequenza (GHz)ZonaNote1Giappone, Europa ETSI, USA FCC 2Giappone, Europa ETSI, USA FCC 3Giappone, Europa ETSI, USA FCC 4Giappone, Europa ETSI, USA FCC 5Giappone, Europa ETSI, USA FCC 6Giappone, Europa ETSI, USA FCC 7Giappone, Europa ETSI, USA FCC 8Giappone, Europa ETSI, USA FCC 9Giappone, Europa ETSI, USA FCC 10Giappone, Europa ETSI, USA FCCOriginariamente esclusi in Francia e in Spagna dal vecchio piano delle frequenze11Giappone, Europa ETSI, USA FCC12Giappone, Europa ETSI13Giappone, Europa ETSIOriginariamente escluso in Francia dal vecchio piano delle frequenze 14Giappone

Per ridurre al minimo gli effetti delle sovrapposizioni, in Europa è preferibile utilizzare i canali 1, 6 e 11 che, al 2022, risultano essere ancora quelli di maggior impiego.

Note

Bibliografia

b Categoria:Wi-Fi