Lo stemma dei Rjurikidi corrispondeva all'arme (o più correttamente tamga) utilizzato dai principi della Rus' di Kiev per rimarcare la propria signoria su determinati beni. Il simbolo veniva riportato su sigilli, timbri e monete realizzate dai vari discendenti della dinastia dei Rjurikidi. A differenza degli stemmi araldici nobiliari intesi nell'immaginario collettivo dell'Europa occidentale, le insegne dei Rjurikidi non venivano adottate dall'intera famiglia o lignaggio, ma erano di natura personale, tanto che infatti ogni principe ne aveva una propria. Uno di questi stemmi ha ispirato il tryzub, ovvero il tridente che attualmente viene adottato come stemma dell'Ucraina.

Fonti scritte

Le prime informazioni note sui simboli familiari adottati dai più antichi principi rus' risalgono alla metà del X secolo. Lo storico persiano Ahmad ibn Fadlan, nel raccontare l'incursione compiuta dai rus' ai danni di Bärdä (moderno Azerbaigian) nel 943-944, attesta che quando gli aggressori accettavano il riscatto per i catturati, lasciavano il loro segno sotto forma di un pezzo di argilla con un sigillo, in modo che il vecchio prigioniero non venisse più toccato. Non si sa esattamente quale forma avesse tale marchio; è possibile che si trattasse dello stemma di Igor' Rjurikovič, principe dell'epoca. Non è poi noto nemmeno se questi rus' fossero legati ai guerrieri di Igor', poiché le antiche cronache russe omettono di menzionare dei dettagli relativi all'attacco a Bärdä.

Un altro resoconto simile si rintraccia nella Cronaca degli anni passati a proposito della campagna della principessa Olga a nord: «Nell'anno 6455 (947 d.C.) Olga andò a Novgorod, e lungo il [fiume] Msta volle costruire stazioni commerciali e tributi lungo il Luga. Le sue zone di caccia, segni di confine, città e avamposti commerciali esistono ancora nell'intera regione». Il termine «segni di confine» qui si riferisce alle indicazioni che i sovrani adottavano per delimitare le loro proprietà, come tra l'altro confermato dalla Russkaja Pravda: «Per un cavallo marchiato del principe tre grivne e per il cavallo di uno smerd [contadino libero] due grivne». Indubbiamente, l'aggettivo «marchiato» sta a indicare la presenza di un segno principesco.

Le fonti scritte, tuttavia, non forniscono descrizioni esaustive sugli stemmi dei principi. L'aspetto degli "stemmi" degli antichi principi rus' sono noti grazie alle monete e ai sigilli sopravvissuti dell'epoca.

Fisionomia degli stemmi

Di norma, sulle monete dei principi di Kiev sono presenti figure che ricordano una lettera "П" rovesciata, a cui venivano si aggiungevano in basso o al centro punti, croci o decorazioni. Gli stessi segni potevano apparire diversi a seconda dell'oggetto su cui venivano raffigurati. Così, gli emblemi principeschi sui sigilli erano raffigurati nella forma più semplificata, mentre sulle monete gli stessi simboli presentavano molti elementi ornamentali aggiuntivi.

I simboli araldici degli antichi principi rus' sono giunti fino a oggi non solo sotto forma di immagini su monete e sigilli, ma anche attraverso pendenti, anelli, armi e così via. Analizzando questi reperti, è possibile non solo tracciare l'evoluzione dei simboli principeschi dell'antica Rus', ma anche cercare di ricostruirne l'origine.

Genesi ed evoluzione Origini e diffusione

L'adozione di simboli quali il bidente e il tridente rende, per certi versi, i simboli rjurikidi somiglianti ai complessi stemmi reali del regno del Bosforo Cimmerio. Un altro punto che accomuna gli emblemi degli antichi principi rus' con gli stemmi dei re del Bosforo è la natura ereditaria del loro sviluppo. Gli stemmi principeschi dell'antica Rus' erano infatti segni personali che non venivano trasmessi per via ereditaria, ma, allo stesso modo dei simboli del regno del Bosforo, avevano una base unica a forma di bidente, a cui ogni sovrano aggiungeva (o da cui rimuoveva) elementi sotto forma di vari tipi di "germogli", riccioli, ecc. Nella tomba di un ricco guerriero (E864/I) rinvenuta a Bodzia, nella moderna Polonia, è stato scoperto un bidente con una figura a forma di croce sul dente destro e una figura a forma di voluta sotto la gamba triangolare su una punta di cintura di bronzo. Sul bidente della camera funeraria numero 6 della necropoli di Starovoznesenskij di Pskov, è presente una figura con due punte. Quanto alle similitudini con altri esempi, il sigillo personale di Jaroslav il Saggio sulle placche di cintura rinvenute nella regione del Ladoga e nei dintorni di Suzdal' coincide quasi completamente con quello raffigurato nel corredo di cintura proveniente dal tesoro di Kubrat, nell'oblast' di Poltava, realizzato nel VII-VIII secolo nella regione del Mar Nero centrale. Entrambe le immagini ricordano la forma di un tridente. Nonostante la somiglianza tra gli emblemi dei sovrani del regno del Bosforo e le insegne personali degli antichi principi rus', sarebbe sbagliato considerare la sussistenza di un qualche legame in maniera indiscutibile. Ad oggi, non sono stati scoperti segni araldici risalenti all'epoca immediatamente antecedente alla nascita della Rus' di Kiev.

Tali segni (bidenti e tridenti) erano ampiamente utilizzati nel territorio del khanato kazaro per rimarcare il potere supremo: essi corrispondevano dunque ai tamga delle famiglie regnanti. Nello specifico, si trattava di un retaggio risalente alla tradizione dei sarmato-alani, attivi all'epoca ai tempi del regno del Bosforo.

Sono stati studiati dei tamga bidentati e tridentati dell'VIII-IX secolo legati al mondo cazaro su accessori per cinture (cimitero di Podgorovskij), come graffiti su blocchi di pietra e mattoni di fortezze (Sarkel, Majatskoje, Semikarakorskoje e Kumarino), come timbri di vasai su vasi (insediamento di Dmitrievskoje). È possibile che tali segni siano giunti nell'ambiente antico russo dalla Cazaria, così come il titolo di khagan, adottato dai più antichi principi rus'.

Declino

Le insegne principesche personali si diffusero gradualmente nell'antica Rus', tanto che i documenti di Stato venivano certificati con sigilli recanti i sigilli personali, mentre le monete venivano coniate con le insegne del principe e gli artigiani marchiavano i propri lavori con lo stemma del sovrano. I tiun (funzionari di alto grado) e la družina del principe indossavano lo stemma del principe e, in questa forma, le insegne dei Rjurikidi esistettero fino alla metà del XII secolo.

Nel XIII secolo, gli emblemi principeschi caddero quasi completamente in disuso, un concetto che spesso viene legato a una loro evoluzione. Secondo gli studiosi, lo schema degli emblemi fu semplificato a tal punto da perdere la capacità di creare varianti che indicassero l'affiliazione individuale. Di conseguenza, l'emblema principesco perse la sua natura personalistica e acquisì il carattere di simbolo identitario di una città/regione o lo stemma di una discendenza.

Colonne di Gediminas

Il simbolo noto come "Colonne" o "Pilastri di Gediminas", utilizzato dai granduchi di Lituania, presenta delle somiglianze con gli emblemi personali dei Rjurikidi. Questo emblema, attribuito al granduca di Lituania Gediminas, fu utilizzato dai suoi discendenti come stemma di famiglia. La più antica testimonianza conosciuta delle colonne risale al 1397, all'epoca del sovrano Vitoldo. Le colonne di Gediminas sono annoverate tra i più antichi simboli della Lituania e attualmente è stato adottato dalla Repubblica di Lituania.

È degna di nota l'affinità dello stemma di Gediminas con gli emblemi araldici personali a due e tre punte dei Rjurikidi. Infatti, è costruito secondo lo stesso schema: una base a forma di lettera "П" rovesciata con elementi aggiuntivi. Considerando che nel XIII secolo la Rus' cessò di essere una realtà politica centralizzata, i numerosi legami familiari tra i rami dei Rjurikidi e i principi lituani, nonché la rapida ascesa del Granducato di Lituania verso ovest e sud, è possibile supporre che i "pilastri di Gediminas" costituiscano una particolare evoluzione degli emblemi principeschi dell'antica Rus'. Va notato, tuttavia, che nonostante la tentazione e il fascino di tale teoria, rimangono soltanto un'ipotesi, non supportata da prove concrete.

Utilizzo moderno Nonostante i simboli araldici dei principi dell'antica Rus' cessarono di essere utilizzati già nel XIII secolo, nel XX secolo alcuni di essi iniziarono a essere utilizzati come stemmi ed emblemi.

Stemma dell'Ucraina

Nel 1917, dopo la Rivoluzione d'Ottobre e il crollo dell'impero russo, il tridente del principe Vladimiro fu proposto dallo storico Mychajlo Hruševs'kyj come simbolo nazionale dell'Ucraina. Il simbolo personale di Vladimiro divenne lo stemma nazionale della Repubblica Popolare Ucraina il 22 marzo 1918 in seguito a una risoluzione promulgata dalla Central'na Rada. Successivamente, questo simbolo fu utilizzato con alcune modifiche e aggiunte dalle entità statali ucraine create tra il 1918 e il 1920. Con l'istituzione della Repubblica Socialista Sovietica Ucraina, il tridente cadde ufficialmente in disuso, ma continuò a essere utilizzato dalle organizzazioni nazionaliste ucraine, nonché, con l'aggiunta di una croce sul rebbio, come componente dello stemma della Ciscarpazia ucraina nata nel 1939. Nel 1941, fu adottata dal governo nazionale ucraino.

Dopo il crollo dell'URSS nel 1991, con la risoluzione del Consiglio Supremo dell'Ucraina del 19 febbraio 1992 il tridente fu ufficialmente approvato come stemma dell'Ucraina.Risoluzione del Consiglio Supremo dell'Ucraina del 19 febbraio 1992 n. 2131-XII. Secondo l'articolo 20 comma 4 della Costituzione dell'Ucraina, adottata il 28 giugno 1996, l'elemento principale del grande emblema di Stato dell'Ucraina è il simbolo dello Stato Principesco di Vladimiro il Grande".

Stemmi delle unità amministrative dell'Ucraina

Il tridente di San Vladimiro è ampiamente utilizzato negli stemmi e nelle bandiere di città, distretti, regioni e altre unità amministrative dell'Ucraina, ma oltre a esso vengono utilizzati anche gli stemmi di altri rjurikidi. Si pensi al caso dello stemma e della bandiera del comune di Černihiv, del suo distretto e del suo oblast', dove è raffigurato il simbolo del principe Mstislav Vladimirovič il Coraggioso, fondatore del principato di Černihiv.

Simboli delle istituzioni e delle organizzazioni ucraine Il tridente di San Vladimiro è utilizzato nei simboli delle istituzioni statali ucraine e le sue stilizzazioni sono state e continuano a essere utilizzate da molte organizzazioni ucraine in tutto il mondo.

Simboli religiosi Una versione modificata del tridente di San Vladimiro coincide con l'elemento principale dello stemma della Chiesa ortodossa autocefala ucraina (UAPC).

Il tridente di Vladimiro è utilizzato anche dai seguaci del movimento neogopano ucraino dei RUN-faith, come parte del simbolo principale della loro religione: lo stemma nazionale ucraino, il Tridente-Jasa, sullo sfondo di un sole splendente.

Stemmi delle unità amministrative della Repubblica di Bielorussia Nella Repubblica di Bielorussia, il tridente di Izjaslav Vladimirovič figura negli stemmi di numerosi insediamenti e distretti.

Stemmi delle unità amministrative della Federazione Russa In Russia, il "Falco di Rurik" è utilizzato come elemento degli stemmi di numerosi insediamenti e distretti.

Stemmi delle unità delle Forze Armate d'Italia Il tridente di San Vladimiro era presente sugli stemmi di tutte le forze armate italiane impegnate durante la campagna italiana di Russia compiuta durante la seconda guerra mondiale:

Simboli delle organizzazioni politiche russe