Il Partito del Popolo (, ) è uno dei maggiori partiti politici della Thailandia. Di ideologia socialdemocratica e progressista, ha raccolto l'eredità del Partito Kao Klai, che venne dissolto dalla Corte costituzionale il 7 agosto 2024, e che a sua volta era stato una reincarnazione del progressista Partito del Futuro Nuovo, fondato nel 2018 e anch'esso disciolto dalla Corte costituzionale il 21 febbraio 2020.
È il principale partito di opposizione e il partito con il maggior numero di deputati nella Camera dei rappresentanti. Trae le sue origini dal Partito Thinkakhao, fondato nel 2012, che era stato rinominato Partito Thinkakhao Chaovilai nel 2018 e aveva preso il nome Partito del Popolo il 9 agosto 2024, quando vi erano confluiti i fuoriusciti del Kao Klai, dissolto due giorni prima.
Storia I precedenti partiti Thinkakhao e Thinkakhao Chaovilai (2012–2024) Era stato fondato come Partito Thinkakhao () nel 2012, e aveva preso il nome di Partito Thinkakhao Chaovilai () nel 2018. Prima di diventare il Partito del Popolo, Thinkakhao Chaovilai aveva 10.474 membri nell'agosto 2024. La direzione aveva Tul Tintamora come leader del partito e Alisa Sattayawirut come vice-leader, entrambi nominati il 5 aprile 2024. Durante le elezioni parlamentari del 2023, il partito aveva presentato 13 candidati ma non conseguì alcun seggio.
Partito Kao Klai
Kao Klai aveva trionfato alle elezioni del 2023 ottenendo la maggioranza relativa dei voti e insieme a Pheu Thai (secondo per numero di voti alle elezioni) aveva formato una coalizione con altri partiti pro-democrazia che raccolse 313 dei 500 deputati nella Camera bassa. La candidatura a primo ministro del leader del partito Pita Limjaroenrat fu bocciata per il mancato appoggio dei senatori che erano stati eletti dalla giunta militare prima delle precedenti elezioni, costringendo Kao Klai all'opposizione.
La nuova coalizione formata da Pheu Thai lasciò fuori Kao Klai e fu composta da 11 partiti tra cui Bhumjaithai e, per ultimi, Palang Pracharath e Ruam Thai Sang Chart, i partiti associati ai militari. Il 22 agosto, la maggioranza del Parlamento riunito votò in favore della candidatura del deputato di Pheu Thai Srettha Thavisin, che divenne così primo ministro. Il 7 agosto del 2024 la Corte costituzionale thailandese ordinò la dissoluzione di Kao Klai per avere rischiato di minare il sistema democratico con la campagna per modificare la legge di lesa maestà. Dispose inoltre il divieto all'attività politica per 10 anni per 11 membri dell'esecutivo, mentre agli altri parlamentari di Kao Klai fu concesso di mantenere la carica, ma con l'obbligo di trovare un nuovo partito entro 60 giorni.
Il Partito del Popolo (dal 2024) Durante il governo di coalizione retto da Pheu Thai Prima della sentenza della Corte costituzionale dell'agosto 2024 che dissolse Kao Klai, si era diffusa la notizia che Thinkakhao Chaovilai era stato preparato per accogliere i membri di Kao Klai. La corte dissolse Kao Klai il 7 agosto 2024 e dispose inoltre il bando all'attività politica per cinque dei suoi deputati. I rimanenti 143 deputati confluirono in Thinkakhao Chaovilai. Fu quindi eletto Natthaphong Ruengpanyawut come nuovo leader del partito, che il 9 agosto fu ribattezzato Partito del Popolo.
Alcuni osservatori fecero notare che il nome thai di "Partito del Popolo", "Phak Prachachon", è sinonimo di "Khana Ratsadon", nome con cui era conosciuto il gruppo alla guida della rivoluzione che nel 1932 aveva posto fine alla monarchia assoluta in Thailandia. Il 9 gosto 2024, giorno in cui prese il nuovo nome, il Partito del Popolo ricevette più di 10 milioni di baht di donazioni. Il giorno successivo, gli iscritti al partito divennero circa 40.000 e il totale delle donazioni superò i venti milioni.
L'11 agosto, il leader del conservatore e monarchico Partito Thai Pakdee Warong Dechgitvigrom fece sapere che avrebbe fatto richiesta alla Commissione elettorale di condurre un'inchiesta per stabilire se il partito dovesse essere dissolto perché non aveva un numero sufficiente di sedi nel Paese quando si chiamava Thinkakhao Chaovilai. Secondo la legge thailandese, per essere legale un partito politico deve mantenere per almeno un anno almeno una sede in ognuna delle regioni della Thailandia (nord, nordest, centrale e sud). In precedenza Thinkakhao Chaovilai aveva solo una sede nel nord e due nella Thailandia Centrale. Il giorno dopo, il segretario generale della Commissione elettorale rese noto che il Partito del Popolo aveva sedi legali in tutte le regioni e respinse il ricorso Warong. Warong rispose che avrebbe presentato una nuova richiesta per sapere se anche Thinkhakao Chaovilai avesse sedi in ogni regione al momento in cui aveva cambiato nome.
Il partito del Popolo annunciò che la sua ideologia si basa su libertà, uguaglianza e fratellanza. Il leader del partito Nattaphong fece sapere che il programma del partito rispecchiava quello del precedente Partito Kai Klao, in particolare avrebbe continuato a chiedere emendamenti della severa legge sulla Lesa maestà in Thailandia. La richiesta di questi emendamenti era stata il motivo per cui nell'agosto 2024 la Corte costituzionale aveva ordinato lo scioglimento di Kai Klao.
Nel febbraio 2025, la Commissione di Stato anticorruzione incriminò 44 ex deputati di Kao Klai per violazioni etiche con l'accusa di aver avuto un ruolo centrale nella mozione del 2021 che richiedeva di modificare la legge sulla lesa maestà. Tra gli incriminati vi erano otto ex dirigenti banditi e 11 ex deputati di Kao Klai, gli altri venticinque erano parlamentari del Partito del Popolo, i quali si difesero sostenendo che in qualità di legislatori hanno il diritto di proporre nuove leggi. Tra i parlamentari incriminati vi erano personaggi chiave del partito, tra cui il leader Natthaphong Ruengpanyawut e due vice leader. Nel caso di condanna verrebbero esclusi per sempre dalle elezioni e per 10 anni dal ricoprire cariche politiche o dal voto. Il caso era nato nel febbraio 2024, quando la Corte costituzionale aveva intimato a Kao Klai di astenersi da ogni tentativo di abolire o modificare l'articolo 112 del Codice penale, noto anche come legge di lesa maestà.
La dissoluzione di Kao Klai aveva sollevato pesanti critiche e interrogativi sul futuro della Thailandia sotto il profilo sociale e politico. Tra le più importanti istituzioni e personalità che espressero preoccupazioni sulle condizioni del Paese vi furono l'Unione europea, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d'America e l'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Volker Türk. La situazione peggiorò ulteriormente quando la settimana successiva il primo ministro Srettha Thavisin del Partito Pheu Thai fu destituito con un'ulteriore sentenza della Corte costituzionale. La carica di primo ministro fu assegnata a un altro membro di Pheu Thai, Paetongtarn Shinawatra, che a sua volta fu destituita dalla Corte costituzionale il 29 agosto 2025.
Durante il governo di coalizione retto da Bhumjaithai La crisi politica fu risolta con la nomina a primo ministro di Anutin Charnvirakul, deputato di Bhumjaithai. Ottenne la carica grazie al Partito del Popolo, che sostenne la sua candidatura a due condizioni: lo scioglimento della Camera dei rappresentanti entro quattro mesi e dare il via alla riforma costituzionale. Nonostante l'appoggio dato alla nomina di Charnvirakul, il Partito del Popolo rimase all’opposizione. Risultati elettorali ElezioneVoti%SeggiPosizioneMaggioritarioProporzionaleMaggioritarioProporzionaleParlamentari 2014Dichiarate nulle dalla Corte CostituzionaleParlamentari 20196 7990,02%OpposizioneParlamentari 20235 5340,01%OpposizioneParlamentari 20268 868 30111 043 30924,32%30,56%Opposizione
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