La Global Sumud Flotilla (; ), o GSF, è un'iniziativa umanitaria internazionale portata avanti da alcuni settori della società civile nella seconda metà del 2025 con l'obiettivo di rompere il blocco israeliano della Striscia di Gaza, rifornire di viveri e medicinali la popolazione palestinese affetta dalla carestia come conseguenza dei combattimenti nella Striscia e stabilire un corridoio umanitario.
La parola araba ṣumūd, usata nel nome dell'iniziativa, è un termine che significa resistenza e che secondo gli attivisti, richiama al radicamento nel proprio luogo di origine, resistendo con perseveranza e in ogni forma a tentativi di esserne allontanato.
La flottiglia, composta da più di 40 barche e partecipanti provenienti da 44 paesi, è salpata a fine agosto con convogli in partenza dai porti di Barcellona, Genova, dalla Tunisia e da Catania (7 settembre) e dal porto greco di Siro (8 settembre), con arrivo previsto inizialmente per metà settembre. I convogli hanno dovuto affrontare il maltempo con soste temporanee e partenze ritardate. Il 1º ottobre 2025 la flotilla è giunta in prossimità di Gaza, e alla sera è stata intercettata, in acque internazionali, dalle forze armate israeliane con una serie di abbordaggi armati proseguiti fino al 3 ottobre, senza feriti né vittime; tutti i passeggeri sono stati catturati e trasportati in Israele, e le imbarcazioni sequestrate. L'attacco alla spedizione umanitaria ha causato in Italia una nuova ondata di proteste filo-palestinesi.
Contesto Sebbene lo Stato di Israele avesse ratificato le quattro Convenzioni di Ginevra del 1949 nel 1951 (con solo l'ultimo dei tre protocolli successivi), e l'Articolo 59 della Quarta Convenzione di Ginevra preveda espressamente l'obbligo di consentire azioni di soccorso umanitario verso le popolazioni occupate, dal 2008 in poi le autorità israeliane avevano impedito quasi tutti i tentativi di portare tali aiuti via mare alla popolazione della Striscia di Gaza, la quale rientra nei territori occupati da Israele.
La prima flotta che ha tentato di rompere l'assedio israeliano della Striscia di Gaza è stata lanciata dal Free Gaza Movement nel 2008. Da allora e fino al 2016, solo cinque delle 31 imbarcazioni coinvolte in vari tentativi sono effettivamente riuscite a raggiungere le coste della Striscia di Gaza.
La Gaza Freedom Flotilla del 2010, composta da sei imbarcazioni e da attivisti di diverse nazionalità (ma soprattutto turchi), fu fermata in acque internazionali da un'operazione militare israeliana, che provocò nove morti e decine di feriti. Tentativi successivi di inviare flottiglie nel 2011, 2015, 2018, nonché quelle organizzate nei mesi di giugno e luglio 2025, sono stati tutti intercettati, assaltati o attaccati dalle stesse forze.
Il 25 settembre 2025, mentre la era ancora lontana dalle coste di Gaza, dal Porto di Catania è partita una seconda flottiglia con scopi analoghi, organizzata da Freedom Flotilla Coalition, congiunta con la Thousand Madleens to Gaza; un'altra nave, la Conscience, è partita dal porto di Otranto il 30 settembre, e un'ulteriore flottiglia di quarantacinque piccole imbarcazioni è partita dal porto turco di Arsuz durante il secondo giorno di abbordaggi alla Global Sumud Flotilla (ma forse solo come simbolica manifestazione di solidarietà).C'è una seconda flotilla, per ora più silenziosa, che è già in rotta verso la Striscia Gaza | Wired Italia
Costituzione L'iniziativa Global Sumud Flotilla è nata nel luglio 2025, in risposta alle conseguenze umanitarie sulla popolazione palestinese della guerra nella Striscia di Gaza, considerate da una parte crescente dell'opinione pubblica, delle istituzioni e degli studiosi come un genocidio. Il movimento si è generato grazie alla convergenza di diversi movimenti attivisti e umanitari, tra cui la Freedom Flotilla Coalition, il Global Movement to Gaza, la Carovana Sumud (proveniente dal Magreb) e la Sumud Nusantara (dalla Malesia), in una missione marittima coordinata.
La flottiglia è stata descritta come il più grande convoglio marittimo civile della storia, con oltre 50 imbarcazioni di varie dimensioni partite da diversi porti del Mediterraneo e dirette verso Gaza. Gli organizzatori hanno ottenuto il sostegno e la partecipazione di attivisti, medici e artisti in rappresentanza di 44 paesi, tra cui Greta Thunberg, Robert Martin ed Emma Fourreau (partecipanti alla flottiglia di luglio), Susan Sarandon, Gustaf Skarsgård, Liam Cunningham, Mark Ruffalo, Zwelivelile Mandela, Abby Martin, Rahma Zein, Tadhg Hickey, Zerocalcare, Alessandro Barbero, Fiorella Mannoia, Alessandro Gassmann, Elisa, Levante, Isabella Ferrari, Nina Zilli, Caparezza, Cele Fierro, Luis Tosar, Carlos Bardem, Victoria Luengo e molti altri.
Composizione del comitato direttivo:
Thiago Ávila / Yasemine Acar Kleonikī Alexopoulou Melanie Schweizer Karen Moynihan Maria Elena Delia / Saif Abukeshek Muhammad Nadir al-Nuri Marouan Ben Guettaia Wael Nawar Hayfa Mansouri Torkia Chaibi
I portavoce del movimento erano Ávila, Abukeshek e Jeweher Chenna. Inizialmente, anche Greta Thunberg faceva parte del comitato direttivo della ; tuttavia, il 14 settembre 2025 è stato reso noto che l'attivista non avrebbe fatto più parte del direttivo – secondo diverse ricostruzioni, a causa di divergenze sulla strategia di comunicazione della missione. Thunberg ha comunque partecipato alla spedizione, trasferendosi dalla nave Family Boat alla Alma.
Fra le figure a bordo delle imbarcazioni, erano compresi anche cinque politici italiani: le eurodeputate Annalisa Corrado (PD) e Benedetta Scuderi (EV), il deputato Arturo Scotto (PD), il senatore Marco Croatti (M5S) e il consigliere regionale della Lombardia Paolo Romano (PD). Hanno inoltre partecipato alla spedizione l'attivista spagnola Ada Colau, ex sindaco di Barcellona, l'attivista sudafricano Nkosi Zwelivelile (nipote di Nelson Mandela), la politica portoghese Mariana Mortágua, l'attore irlandese Liam Cunningham e le eurodeputate Emma Fourreau (GUE/NGL, Francia) e Lynn Boylan (GUE/NGL, Irlanda).
Preparativi e viaggio
La flottiglia è salpata tra agosto e settembre 2025, con convogli partiti da Genova il 30 agosto, da Barcellona il 31 agosto da Tunisi il 14 settembre e, infine, da Portopalo di Capo Passero il 19 settembre.
Le imbarcazioni malesi, sotto il nome di Sumud Nusantara Asian Flotilla, sono partite il 23 agosto 2025 con generi alimentari e aiuti. Insieme alla flottiglia Nusantara e alla Watermelon Flotilla, sponsorizzata dal governo malese, era prevista anche la partecipazione di una delegazione indiana, proveniente da Calcutta, che ha tuttavia rinunciato per motivi di sicurezza. Complessivamente, 51 navi del gruppo originale della sono effettivamente salpate e hanno viaggiato verso la Striscia di Gaza.
Una folla di cittadini si è radunata per salutare le quattro imbarcazioni in partenza da Genova. Gli organizzatori hanno dichiarato di essere intenzionati a richiedere l'intervento immediato del Ministero degli Esteri italiano in caso di incidente; tra le azioni previste, il blocco coordinato di tutte le spedizioni civili dirette in Israele da parte dei lavoratori portuali di tutta Europa.
Il 19 settembre 2025, la CGIL ha organizzato una serie di manifestazioni e presidi in tutta Italia in segno di protesta contro le conseguenze della guerra nella Striscia di Gaza e di sostegno verso la Flotilla. Quattro giorni più tardi, diversi sindacati di base affiliati all'USB, hanno organizzato una serie di manifestazioni e scioperi generali in almeno 75 città italiane; nell'occasione, secondo le stime, hanno partecipato in tutto centinaia di migliaia di persone, con la maggior parte delle proteste svoltesi in maniera pacifica, o comunque con blocchi non violenti di Università, porti e stazioni ferroviarie, nonostante alcuni scontri fra gruppi di manifestanti e le forze dell'ordine a Milano, Bologna e Brescia.
Il comitato direttivo della ha deciso di installare su ogni imbarcazione un dispositivo GPS, in modo da trasmettere in tempo reale le loro rispettive coordinate e i loro movimenti su una mappa interattiva, accessibile tramite il sito ufficiale della coalizione stessa. Il sistema di tracking è stato progettato dall'organizzazione Forensic Architecture, di base a Londra, in modo da tutelare i membri della spedizione in caso di possibili interventi militari. Gli attivisti a bordo delle imbarcazioni hanno anche sfruttato il sistema satellitare Starlink, in modo da garantire la stabilità della connessione Internet anche in alto mare e continuare a pubblicare aggiornamenti.
Viaggi dei convogli della spedizione
Convoglio malese Il convoglio proveniente dalla Malesia è salpato il 23 agosto 2025, sotto il nome di Sumud Nusantara Asian Flotilla ("flottiglia asiatica sumud Nusantara"), portando carichi di viveri, medicinali e aiuti umanitari. A causa del maltempo, è stato costretto a una sosta temporanea il 2 settembre, riprendendo il viaggio poco dopo. Il giorno successivo, 3 settembre, le imbarcazioni hanno incontrato una nuova tempesta in pieno oceano che ha provocato danni materiali, la dispersione di oggetti a bordo e il malfunzionamento del sistema di ricarica delle apparecchiature di comunicazione. Successivamente, le navi hanno proseguito verso una destinazione non divulgata, scelta per consentire la risoluzione dei problemi causati dalla tempesta e per evitare possibili sabotaggi.
Convoglio spagnolo Il convoglio spagnolo, che trasportava tra gli altri Greta Thunberg, è salpato dal porto di Barcellona il 31 agosto, ma ha dovuto temporaneamente rientrare in porto a causa delle condizioni meteorologiche avverse, con venti fino a . Le imbarcazioni sono ripartite nella serata del 1º settembre. Il quotidiano Il manifesto ha inviato un proprio giornalista, Lorenzo D'Agostino, a bordo di una nave del convoglio, la Hio. La rete qatariota Al Jazeera, invece, ha inviato sulla nave Alma il giornalista colombiano Mauricio Morales, incaricato di trasmettere video-report professionali che potessero essere utilizzati dalle testate internazionali.
Già nel primo giorno di navigazione, alcuni membri della flottiglia hanno segnalato la presenza di droni non identificati che li seguivano in acque internazionali. Il 3 settembre, alcune imbarcazioni hanno effettuato soste tecniche nelle isole di Minorca e Maiorca per risolvere guasti meccanici, mentre almeno a cinque navi si sono viste costrette a rientrare a Barcellona causa maltempo. Nello stesso giorno, due imbarcazioni risultavano ancora ormeggiate nel porto di Barcellona, non avendo mai salpato per problemi meccanici simili a quelli riscontrati dalle navi che si erano fermate nelle Baleari. Durante le prime notti di navigazione, molti partecipanti del convoglio spagnolo hanno riferito episodi di malessere, tra cui nausea e vomito, e le imbarcazioni hanno dovuto affrontare infiltrazioni d’acqua, guasti elettrici e ulteriori problemi tecnici.
Nella notte fra il 4 e il 5 settembre, il convoglio spagnolo si è diviso in due gruppi: uno ha proseguito la navigazione verso Tunisi, mentre l'altro si è fermato a Minorca per aspettare i vascelli ancora ormeggiati a Barcellona, evitando così di avere barche in navigazione solitaria. In seguito, le barche giunte in Tunisia si sono unite al convoglio locale, per poi trasferirsi nel porto di Bizerte, dove sono stati condotti i controlli della polizia di frontiera; il gruppo ha quindi proseguito il percorso fino al porto di Portopalo di Capo Passero, in Italia, unendosi così al convoglio italiano. Infine, il 19 settembre, 42 barche della , fra cui quelle provenienti dalla Tunisia, sono partite da Portopalo.