La voce di Hind Rajab () è un film del 2025 scritto, diretto e co-montato da Kawthar ibn Haniyya.

Il film racconta dell'omicidio di Hind Rajab, una bambina palestinese di cinque anni uccisa nel gennaio 2024 dall'esercito israeliano assieme a sei familiari e due paramedici della Mezzaluna Rossa nel corso dell'invasione israeliana della Striscia di Gaza, incorporando la vera registrazione della sua telefonata fatta agli operatori della Mezzaluna Rossa che rese famoso il suo caso.

Ha vinto il Leone d'argento alla 82ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia ed è stato scelto come candidato tunisino all'Oscar al miglior film internazionale ai premi Oscar 2026.

Trama

Il 29 gennaio 2024 gli operatori del centralino del braccio palestinese della Mezzaluna Rossa a Ramallah ricevono la telefonata di Liyan Hamada, una quindicenne di Gaza intrappolata in macchina assieme alla cuginetta Hind Rajab dopo che un carro armato israeliano ha sparato al veicolo, uccidendone i genitori e i tre fratelli. Quando anche Liyan viene uccisa dal fuoco continuato proveniente dal carro armato, è Hind, una bambina di cinque anni, a prenderne il posto, ferita alla schiena e alle gambe. Per le successive tre ore, gli operatori restano in contatto telefonico con lei, mentre un'ambulanza della Mezzaluna attraversa la zona assediata dall'esercito israeliano per soccorrerla.

Produzione Sviluppo

La regista ha voluto realizzare un film sulla vicenda non appena ha ascoltato l'estratto della telefonata pubblicato su internet, dichiarando a riguardo di avere «semplicemente sentito di dover fare qualcosa. Per non essere complice. Non ho alcun potere politico, non sono un'attivista, ho solo questo strumento che padroneggio un po', il cinema. Almeno, con questo film, non sono stata ridotta al silenzio». Come prima cosa ha contattato la Mezzaluna rossa e, tramite questa, la madre di Hind, Wisam Hamada, non volendo procedere senza il suo benestare.

Una volta ottenuta l'intera registrazione della telefonata, della durata di circa 70 minuti, ibn Haniyya ha cominciato a scrivere la sceneggiatura a partire dalle parole di Hind, decidendo di adottare la prospettiva degli operatori del centralino della Mezzaluna perché trovava che fosse la più efficace nel trasmettere la sensazione «d'impotenza, rabbia e tristezza» che provava «ogni volta» nell'ascoltare le richieste d'aiuto, postume, di Hind. Per scrivere la sceneggiatura, ha intervistato Hamada e personale della Mezzaluna, basandosi sulle loro testimonianze. La registrazione originale è stata lasciata intatta, senza tentativi di migliorarne la qualità audio, tranne una parte in cui Hind chiedeva per 15 volte aiuto all'operatore, che le rispondeva per altrettante volte, condensata per ragioni di brevità.

Il film è stato una co-produzione franco-tunisina tra la Mime Films e la Tanit Films di Nadim Shaykhruha, assieme alla statunitense RaeFilm Studios d'Odessa Rae e la britannica JW Films di James Wilson. A film finito, nell'agosto 2025, una cordata di personalità di Hollywood che comprendeva Brad Pitt, Joaquin Phoenix, Rooney Mara, Jonathan Glazer e Alfonso Cuarón, si è aggiunta ai suoi produttori esecutivi allo scopo di facilitarne la distribuzione negli Stati Uniti e all'estero.

Riprese Le riprese si sono svolte interamente in Tunisia, ricreando in un teatro di posa gli uffici della Mezzaluna a Ramallah. Gli attori recitavano le loro battute ascoltando la registrazione di Hind all'auricolare, senza che la regista gliel'avesse mai fatta sentire completa prima, così da filmare le loro genuine reazioni.

Distribuzione Il film è stato presentato in anteprima mondiale all'82ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia il 3 settembre 2025. Al termine della proiezione ha ricevuto un standing ovation di 23 minuti e 50 secondi, battendo così il precedente primato, non scientifico, dell'applauso più lungo ricevuto a un festival di cinema detenuto da Il labirinto del fauno, che al Festival di Cannes 2006 ricevette 22 minuti di applausi.

È stato distribuito nelle sale italiane da I Wonder Pictures a partire dal 25 settembre 2025.

Accoglienza Incassi Il film ha incassato . In Italia ha incassato .

Critica Il film è stato accolto positivamente dalla critica. Sull'aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes ha un indice di gradimento del 94% basato su 134 recensioni, con un voto medio di 8,6 su 10. Su Metacritic ottiene un punteggio di 81 su 100 basato su 27 recensioni.

Reazione di Wisam Hamada Riguardo al film, ibn Haniyya ha dichiarato di aver sentito la «responsabilità enorme [...] di onorare la storia di questa bambina. Avevo paura di deludere la sua voce, che il mio film non avrebbe onorato la sua memoria. Questo è ciò che mi ha causato maggiore ansia». Avendolo mostrato in anteprima ai paramedici e agli operatori della Mezzaluna rossa per chiederne il parere, era impossibilitata a fare lo stesso con la madre di Hind, Wisam Hamada, che viveva ancora nella Striscia di Gaza e con la quale aveva corrisposto solo per telefono. È riuscita a mostrarlo ai suoi parenti che avevano abbandonato la Striscia, tra cui il fratello, che gliel'ha descritto in dettaglio, riferendo ad ibn Haniyya che Hamada aveva apprezzato il risultato.

In una telefonata con l'Agence France-Presse, Hamada ha dichiarato di sperare che il film potesse ispirare la fine della guerra nella Striscia di Gaza, salvando la vita di altri bambini. Nell'accettare il Leone d'argento vinto col film alla 82ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, ibn Haniyya ha letto un comunicato simile, sempre da parte di Hamada, accusando inoltre Israele di genocidio e ricordando come Hamada e il figlio Iyad si trovassero ancora a Gaza, appellandosi ai capi di Stato del mondo affinché si prodigassero per il loro salvataggio.

Riconoscimenti 2025 – Mostra internazionale d'arte cinematografica Leone d'argento - Gran premio della giuria Premio Arca CinemaGiovani al miglior film in concorso Premio Croce Rossa Italiana Premio "Edipo Re" (Università degli Studi di Padova/Università Ca' Foscari) Premio "Enrico Fulchignoni" (CICT/UNESCO) Premio di critica sociale "Sorriso Diverso Venezia" al miglior film straniero Leoncino d'oro (Agiscuola/UNICEF) In concorso per il Leone d'oro 2026 – Premio Oscar Candidatura per il miglior film internazionale 2026 – Golden Globe Candidatura per il miglior film straniero 2026 – European Film Awards Candidatura per il miglior film Candidatura per il miglior sonoro ad Amal Attia, Elias Boughedir, Lars Ginzel, Gwennolé Le Borgne e Marion Papinot 2026 – Premio Lumière Candidatura per il migliore co-produzione internazionale 2026 – David di Donatello Candidatura al miglior film internazionale

Casi mediatici

In occasione dei Premi Oscar 2026, il film è stato al centro di una controversia relativa alle restrizioni d'ingresso negli Stati Uniti, che impedirono all'attore palestinese Motaz Malhees, interprete di 'Umar al-Qam nel film, di partecipare alla cerimonia. Secondo quanto dichiarato dallo stesso Malhees, la sua assenza era dovuta alle nuove misure statunitensi in materia di immigrazione, entrate in vigore il 1º gennaio 2026 sotto Donald Trump, che hanno esteso la sospensione del rilascio dei visti e le limitazioni all'ingresso anche ai viaggiatori muniti di documenti rilasciati o avallati dall'Autorità Nazionale Palestinese.

Malhees rese pubblica la propria impossibilità a viaggiare attraverso un messaggio pubblicato su Instagram, in cui dichiarava che «si può bloccare un passaporto, ma non una voce». La vicenda ha ricevuto ampia copertura da parte della stampa internazionale ed è stata inquadrata nel contesto politico della cerimonia del 2026, segnata da numerosi interventi sul conflitto israelo-palestinese e non solo.

Note

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Categoria:Film sul conflitto arabo-israeliano Categoria:Film basati su eventi reali Categoria:Film thriller drammatici Categoria:Film girati in Tunisia