LOrangerie della Reggia di Monza, noto anche come Serrone degli Aranci, è un edificio realizzato alla fine del XVIII secolo nel settore meridionale del complesso della Villa Reale di Monza.
Fu costruita su progetto di Giuseppe Piermarini per ospitare nei mesi invernali le collezioni di piante esotiche e agrumi appartenenti alla corte arciducale. L'edificio è uno dei rari esempi di orangerie neoclassica superstite in Lombardia.
Storia La costruzione e la moda degli agrumi L'Orangerie fu progettata da Giuseppe Piermarini tra il 1788 e il 1790, come parte del programma di ampliamento della Villa Reale di Monza voluto da Ferdinando d'Asburgo-Este, governatore del Ducato di Milano per conto della Casa d'Asburgo. La struttura fu completata nel 1792, poco prima dell'arrivo delle truppe napoleoniche.
La diffusione delle orangerie nei complessi nobiliari tra XVII e XVIII secolo era legata alla moda della coltivazione in vaso di arancio dolce (Citrus sinensis), limone (Citrus limon), alloro e melograno, considerate piante pregiate e simboli di prestigio sociale. La tendenza, partita dalla corte francese di Luigi XIV di Francia e dal modello dell'orangerie di Versailles, si diffuse rapidamente in tutta Europa.
Anche a Monza la costruzione di un'orangerie rispondeva a questa tendenza, unendo funzione pratica e rappresentanza. Le grandi finestre ad arco rivolte a sud, le murature spesse e la pavimentazione in cotto erano accorgimenti tecnici che permettevano di conservare durante l'inverno piante esotiche e agrumi, che nei mesi estivi decoravano i parterre dei giardini.
Età napoleonica e restaurazione Con l'istituzione della Repubblica Cisalpina e del Regno d'Italia napoleonico, la Villa Reale divenne residenza viceréale. Durante il soggiorno di Eugenio di Beauharnais, l'Orangerie fu utilizzata sia come ricovero per le piante ornamentali, sia come spazio per attività connesse alla corte. Dopo la Restaurazione e il ritorno degli Asburgo, la destinazione rimase invariata.
Età sabauda Dopo l'annessione della Lombardia al Regno di Sardegna nel 1859, la villa passò ai Savoia. Durante il regno di Umberto I di Savoia l'Orangerie continuò a essere utilizzata dal personale addetto ai giardini, come serra invernale e magazzino di attrezzi.
Decadenza e restauri contemporanei Nel XX secolo l'Orangerie conobbe un progressivo abbandono. Negli anni 1960 era utilizzata come deposito e versava in condizioni di degrado. I primi restauri furono avviati negli anni 1990, ma solo nei primi anni duemila si concluse il recupero, finanziato dalla Regione Lombardia e dal Ministero della Cultura nell'ambito del programma del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza.
Uso attuale Dal 2004 l'Orangerie è utilizzata come sede di mostre temporanee, convegni, esposizioni artistiche e attività culturali, anche in collaborazione con la Associazione Italiana della Rosa e il Roseto Niso Fumagalli situato nelle immediate vicinanze. L'edificio è gestito dal Consorzio della Reggia e aperto al pubblico in occasione di eventi.
Descrizione L'edificio ha pianta rettangolare e un solo piano, con facciata scandita da lesene e grandi finestre ad arco rivolte a sud, per garantire illuminazione e irraggiamento solare. Le pareti sono spesse oltre un metro per conservare il calore interno, mentre il tetto è a capanna con copertura in coppi.
L'interno è costituito da un unico ambiente longitudinale, privo di suddivisioni, con pavimento in cotto e pareti intonacate a calce. L'altezza del volume consentiva la coltivazione di alberi di agrumi di grandi dimensioni.
Note
Voci correlate Villa Reale di Monza Roseto Niso Fumagalli Associazione Italiana della Rosa
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