Biografia

Giacomo Spada fu parroco di Grezzana, un comune nella provincia di Verona. Appassionato di fossili ne realizzò una collezione di fossili della sua terra di origine che illustrò nelle sue pubblicazioni, tanto da divenire tra i più apprezzati collezionisti della sua epoca. Riuscì a scrivere due opere dedicate ai fossili del territorio veronese, di cui la prima, composta da poche pagine, vide la luce nel 1737, mentre la seconda, in lingua latina e dalla portata più ampia, sette anni dopo. Quest'ultima opera, intitolata Catalogus, si compone di due parti: la prima si concentra sui fossili, la seconda alle cave e ai giacimenti di marmo e di lastame della provincia di Verona e di due territori confinanti con il Trentino.

Nella sua collezione, figuravano pesci di Bolca, di cui formulò un'ipotesi sull'origine di quello che si sarebbe scoperto essere un ricchissimo giacimento. A suo dire, gli ittioliti di Bolca erano vissuti nel mare e il luogo ove oggi si trovano fosse in origine «una specie di grande piscina, circondata da alti monti da cui scendevano ghiaia, argilla e limo che a poco a poco la riempirono, coprendo così i pesci, che vivevano in quel luogo». Una simile spiegazione avrebbe consentito di comprendere come mai le specie ittiche si trovavano racchiusi in vari strati sovrapposti.

Nel catalogo dei fossili veronesi del 1744, Giacomo Spada pubblicò anche un'interessante figura del Lastraro, disegno tratto da uno schizzo di Giovanni Arduino attualmente conservato nella biblioteca civica di Verona. I paleontologi moderni hanno lodato a lungo l'attenzione dimostrata dal religioso verso l'osservazione naturalistica, di cui fu un precursore.

Note