La prima battaglia di Khorramshahr (; ) ebbe luogo tra la fine di settembre e l'inizio del novembre del 1980, durante la prima fase della guerra Iran-Iraq.
Attaccata nei primissimi giorni di guerra, Khorramshahr rappresentava uno degli obiettivi dell'avanzata irachena verso Abadan e Ahvaz. Nonostante la superiorità numerica delle forze irachene, la città e i suoi dintorni furono teatro di feroci combattimenti e le truppe di Baghdad furono in grado di conquistare Khorramshahr solo dopo un mese di scontri.
Nonostante la presa di Khorramshahr, l'alto comando iracheno dovette rivedere la propria avanzata a causa della durata della battaglia e dell'elevato numero di perdite subite. La città, che per la violenza dei combattimenti venne ribattezzata Khunishahr ("Città di sangue"), rimase sotto occupazione irachena per più di un anno e venne riconquistata dagli iraniani nella primavera del 1982.
Antefatti Il 22 settembre 1980, dopo aver condannato gli accordi di Algeri, l'Iraq aveva invaso l'Iran. Fin dallo scoppio delle ostilità, Khorramshahr era stata oggetto di pesanti bombardamenti.
Khorramshahr, città portuale situata sulla confluenza tra il fiume Karun e l'Arvand, era la città iraniana più vicina al confine. La città era considerata un obiettivo secondario, dal momento che era considerata dagli iracheni meno prestigiosa della vicina Abadan ed aveva una guarnigione modesta. Inevitabilmente, però, Khorramshahr rappresentava un obiettivo fondamentale nell'avanzata verso Abadan e i piani dell'alto comando iracheno prevedano la sua presa, assieme agli altri maggiori centri del Khūzestān, entro i primi 10-14 giorni di guerra.
Inoltre, Khorramshahr era stata teatro di alcuni degli scontri armati tra i sostenitori dell'autonomia dell'Arabistan e il nuovo governo islamico e Saddam Hussein riteneva che gli abitanti della città (in gran parte arabi) l'avrebbero consegnata alle forze irachene. La resistenza della guarnigione iraniana venne sottostimata.
Con lo scoppio della guerra, gran parte della popolazione di Khorramshahr abbandonò la città. Nei primissimi giorni dell'invasione l'Iraq annunciò la conquista di Khorramshahr, notizia poi smentita dalle agenzie di stampa straniere.
La battaglia I primi assalti iracheni Le forze irachene raggiunsero la periferia della città dopo pochi giorni dall'inizio delle ostilità. Il 25 settembre le truppe di Baghdad iniziarono a muovere verso la città da nord, nord-ovest e ovest, mentre i difensori iniziavano a costruire delle barricate e a scavare trincee nelle vie della città. Contrariamente a quanto pensava Saddam Hussein, la popolazione rimasta a Khorramshahr non si schierò con le truppe irachene e preferì contribuire alla difesa della città.
Nei due giorni successivi le forze irachene tentarono due volte di entrare a Khorramshahr, ma la resistenza dei difensori fece fallire i loro attacchi. Il 30 settembre vi fu un altro attacco al centro della città, condotto anche da una unità d'élite irachena servendosi di barche, ma venne respinto.
Agli inizi di ottobre iniziarono i combattimenti in città. Il 2 ottobre le truppe irachene avanzarono dalla strada di Shalamcheh verso sud-est e in direzione della strada Khorramshahr-Ahvaz. Tra il 2 e il 3 ottobre iniziarono i combattimenti nella zona del porto situato sull'Arvand. Mentre affluivano formazioni di Basiji nella città, le truppe iraniane tentarono dei contrattacchi verso l'area a nord della città, senza però avere successo.
La tregua unilaterale e i combattimenti in città
Il 5 ottobre l'Iraq annunciò una tregua unilaterale. Nonostante Teheran avesse rifiutato la tregua, molte unità iraniane, tra cui quelle di pasdaran, vennero fatte affluire a Khorramshahr approfittando della pausa nei combattimenti. Anche lo schieramento iracheno venne rafforzato durante la tregua e la presa della città divenne un elemento essenziale dell'avanzata.
A partire dal 6 ottobre gli iracheni attaccarono verso il centro della città dalla località di Darband e dalla riva destra del Karun. L'alto comando iracheno decise di lanciare attacchi su larga scala e accantonò la precedente tattica basata su massicci bombardamenti di artiglieria (volti a provocare il maggior numero di perdite nemiche senza l'impiego diretto delle proprie truppe). Il 6 ottobre venne preso il porto sull'Arvand.
Le truppe irachene subirono gravi perdite a causa della guerriglia urbana condotta dagli iraniani nelle vie della città. Nonostante l'accanita resistenza contro il nemico e pur godendo ancora dell'appoggio della propria aviazione, le forze iraniane dovettero progressivamente ripiegare verso il centro di Khorramshahr.
Nel corso dei combattimenti l'alto comando iracheno annunciò altre due volte di aver preso la città, venendo rapidamente smentito, in entrambi i casi, dalle fonti iraniane.
La caduta della città Il 12 ottobre, dopo aver passato il Karun, le truppe irachene si mossero verso sud-ovest, cercando di chiudere la sacca della città. I difensori erano ormai privi di rifornimenti e l'avanza irachena nella città indusse le forze armate iraniane a bombardare Khorramshahr con la propria aviazione a partire dal 20 ottobre.
Il 24 ottobre le forze irachene raggiunsero il cuore della città e venne presa la parte settentrionale del ponte sul Karun, tagliando definitivamente i difensori della città dall'isola di Abadan.Quello stesso giorno gli iracheni annunciarono la conquista di Khorramshahr: in questo caso, Teheran non fu in grado di smentire efficacemente la notizia e molti dei difensori si ritirarono oltre il fiume Karun.
Il 25 ottobre venne diramato l'ordine di ritirata. Alcune unità di combattenti rimasero nella città e continuarono a combattere fino al 10 novembre.
Conseguenze Khorramshahr fu l'unica grande città del Khūzestān ad essere catturata dalle forze irachene. Il costo umano per entrambe le parti fu particolarmente alto: si stimano - morti tra le truppe irachene e - tra quelle iraniane. Le forze speciali irachene subirono perdite particolarmente gravi.
Vista la violenza dei combattimenti, Khorramshahr venne ribattezzata da entrambe le parti come Khuninshahr (). Nell'annunciare la caduta della città, la televisione irachena sottolineò come la conquista fosse costata "molto sangue dei nostri eroi". Sul lato iraniano, Khomeini dichiarò Khorramshahr "città martire" e la indicò come esempio di resistenza contro l'invasione irachena.
La presa di Khorramshahr ebbe un effetto negativo sull'andamento dell'avanzata irachena: la conquista della città era stata lenta e aveva rallentato la penetrazione verso Abadan e Ahvaz. In particolare, si decise di rinviare l'assalto frontale ad Abadan, preferendo invece assediarla. Saddam Hussein, che durante la battaglia aveva appoggiato la conquista della città al fine di ottenere uno degli "obiettivi essenziali" della guerra, già durante i combattimenti criticò la scelta di aver impiegato così tante risorse per una città inizialmente considerata come un obiettivo secondario. Inoltre, egli si lamentò della prestazione sul campo dell'Esercito Popolare.
Khorramshahr rimase sotto occupazione irachena per più di un anno, dopodiché venne ripresa dalle truppe iraniane nella primavera del 1982.
Note
Bibliografia
Voci correlate Assedio di Abadan
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Categoria:Guerra nel 1980 Categoria:Battaglie della guerra Iran-Iraq