Biografia Gioventù Nacque a Udine, in via Cisis al numero 8, come Gino Giovanni Battista Gualtiero Magro il 31 gennaio 1893 da Francesco e Giovanna Livotti. Il nonno Angelo Magro, figlio di Valentino, nato nel 1829, partecipò alla Prima Guerra d'Indipendenza come fante (matricola 214) della Legione Friulana che, caduto il governo provvisorio in Friuli, corse in aiuto per la difesa di Venezia.
Servizio Militare Chiamato alle armi il 20 febbraio 1915, Gino Magro venne destinato al battaglione Val Natisone dell'8° Reggimento Alpini, e mandato a combattere sul Monte Nero, dove fu ferito ad entrambi gli avambracci il 20 luglio dello stesso anno. Il 3 febbraio 1918, assegnato al deposito del 74° reggimento di fanteria, venne trasferito presso il 12° nucleo della 119a compagnia delle Truppe ausiliarie italiane in Francia, rimanendovi fino al congedo, avvenuto il 10 marzo 1919.Archivio di Stato di Udine - Anno di nascita 1893 - matricola 38851 In occasione dei 50 anni dalla vittoria italiana nella Grande guerra, con decreto del 29 novembre 1968, Magro venne nominato Cavaliere di Vittorio Veneto.
Vita privata Sposatosi nel 1911 con Margherita Regina Morassi (1891-1966), da lei ebbe 7 figli:
Giovanna (1912-1994); Luigia (1915-1918); Narciso (1920-1995); Fiorenzo (1922-2008); Luciano (1924-2005); Ferruccio (1926-2013); Bruno (1931-2005).
Il figlio Fiorenzo seguì i passi paterni sotto vari aspetti: prima, nella Seconda Guerra Mondiale, servendo nel battaglione Cividale dell'8° Reggimento alpini della 3a Divisione Alpina Julia durante la Campagna italiana di Russia, rimanendovi gravemente ferito, poi, nel dopoguerra, fondando la sua società, la Magro srl, specializzata nella rivendita di materiali di edilizia. Il nipote Andrea Magro è stato commissario tecnico della nazionale italiana di scherma e maestro di fioretto, avendo allenato, tra i vari, anche Maria Valentina Vezzali e Margherita Granbassi nelle Olimpiadi del 2008.
Morte Da tempo malato, si spense a Udine il 10 gennaio 1980, circa tre settimane prima di quello che avrebbe dovuto essere il suo ottantasettesimo compleanno.
Le Officine Magro & Mencacci
Nascita ed espansione
Nel febbraio 1921 Magro fondò le Officine Magro & Mencacci insieme a Pietro Mencacci, che con lui era stato apprendista presso le officine G. Calligaris di Alberto Calligaris, e prima ancora di Ernesto Pascoli, da cui entrambi impararono il mestiere. La sede originaria era in via Bezzecca 24 A a Udine, e i due si dedicarono alla lavorazione artistica del ferro battuto, anche se l'atto non fu ufficialmente notificato presso la Camera di Commercio di Udine prima del 13 giugno 1925.Registrata presso la Camera di Commercio e Industria di Udine al n. 9305, il 22 luglio 1925 Con la ripresa economica successiva al primo conflitto mondiale le officine Magro & Mencacci riscossero un immediato successo per l’alta qualità dei loro prodotti, riuscendo a lavorare al fianco di figure importanti nel mondo dell'architettura e del design. A metà degli anni '20, le officine vissero un periodo di sviluppo straordinario: infatti, non solo nel 1926 la sede a Udine si spostò in via Montebello-via Marsala 1, allora area industriale di Udine, ma ne aprirono altre due, una a Trieste, in via Giuseppe Vidali 14, e una a Roma, in via dei Sabini 7 (quest'ultima a pochi passi dalla Fontana di Trevi).
Lavori a Trieste
Le officine ebbero diversi lavori di rilievo nel capoluogo regionale ed importante porto marittimo adriatico di Trieste, come la realizzazione dei cancelli in ferro battuto della sua Stazione Marittima, parte delle opere di riammodernamento del regime, ad opera degli architetti Giacomo Zammattio e Umberto Nordio, o i lavori in ferro battuto artistici della Banca d'Italia, commissionati da Arduino Berlam, tra il 1922 ed il 1928. Oltre ad una serie di lavori finalizzati alla rimodernizzazione della città (nuove pensiline e facciate), commissionati da pubblici e privati, le officine collaborarono con l'architetto Gustavo Pulitzer-Finali, prima per la realizzazione dei lavori di design d'arredamento della motonave Vulcania, poi per la realizzazione di una balaustra in ferro battuto, disegnata da quest'ultimo e realizzata dalla Magro & Mencacci in occasione della IV Triennale di Monza.
Lavori a Udine
Le officine svolsero diversi lavori a Udine, tra cui i portoni della Società Friulana di Elettricità, fondata da Arturo Malignani nel 1906, situato presso la piazza del Duomo di Udine. Altri lavori della ditta andarono perduti, come Villa Tamburlini, progettata dal celebre architetto udinese Raimondo D'Aronco, ed il suo arredamento interno, disegnato da Cesare Scoccimarro, distrutta dai bombardamenti aerei della seconda guerra mondiale. A nord della città, al confine con l'Austria, le officine Magro & Mencacci poterono contribuire alla ricostruzione di Pontebba, distrutta dai bombardamenti della Grande guerra, in particolare del suo municipio, tra l'aprile del 1923 e il giugno del 1925, sotto la direzione dell'allora sindaco ed architetto Luigi Faleschini.
Commissioni internazionali La Magro & Mencacci ebbe anche commissioni per lavori al di fuori dal paese. È questo il caso di una serie di lampadari creati per la Banca d'Italia a Tripoli che, disegnati dal famoso architetto Ermes Midena, furono talmente apprezzati che l'onorevole Guido Marangoni li propose per la Biennale di Monza.
Mostre ed esposizioni Oltre alla già citata partecipazione alla Triennale di Monza con Pulitzer-Finali, le officine parteciparono a diverse esposizioni e mostre d'arte. Un esempio ne è la Mostra d'Arte a motivi viti-vinicoli a Conegliano nel maggio 1927, in occasione dei 50 anni dalla fondazione della Regia Scuola di Viticoltura ed Enologia a Conegliano Veneto. Altro caso quello della Seconda Esposizione Nazionale delle Piccole Industrie e dell'Artigianato di Firenze, inaugurata a febbraio per tutto giugno 1926, come parte del Comitato Friulano per le Piccole Industrie. Le officine presero parte anche alla Prima Esposizione Nazionale dove, nel 1923 vinsero, oltre il diploma di medaglia d'oro, la selezione di un loro lavoro da parte di una commissione ministeriale, di cui fu membro Adolfo de Carolis, per essere inviato al Museo Artistico Industriale di Roma, in seguito inviati all'estero alla crociera in America Latina, dove alcuni loro prodotti furono esposti sul piroscafo «Italia». Parteciparono infine alla Fiera Campionaria di Milano del 1926, in cui Arnaldo Mussolini fu tra gli acquirenti, e tanti altri.
Chiusura Le officine Magro & Mencacci chiusero i battenti nel 1932, per il costo dei lavori divenuto insostenibile, insieme ai materiali ed alla manovalanza, e al cambiamento della corrente artistica di punta, essendo state esse sempre legate allo stile liberty dell'Art Nouveau.
Galleria d'immagini
Note
Bibliografia Mario Quargnolo, Vecchia Udine, Società Veneta Editrice, Udine, 1982
Voci correlate
Raimondo D'Aronco Ermes Midena Gustavo Pulitzer-Finali Collegamenti esterni