LOmicidio di Mohammed al Dura è avvenuto il 30 settembre 2000, durante i primi giorni della Seconda Intifada, presso l’incrocio di Netzarim nella Striscia di Gaza quando il dodicenne palestinese venne ucciso mentre cercava di ripararsi assieme a suo padre Jamal dal fuoco incrociato tra forze israeliane e palestinesi.

La morte del ragazzo fu ripresa da una troupe televisiva di France 2 e le immagini divennero rapidamente un simbolo della rivolta palestinese, ma furono anche al centro di accese controversie sulla loro interpretazione e attendibilità.

Contesto

Alla fine di settembre 2000 la tensione israelo-palestinese era già molto alta. La visita di Ariel Sharon al Monte del Tempio era stata vista dai palestinesi come una provocazione e aveva innescato violente proteste e scontri che portarono allo scoppio della Seconda Intifada.

Gli scontri tra palestinesi e soldati israeliani iniziarono la mattina del 30 settembre, presso l’incrocio situato all’esterno del villaggio di Netzarim. Le forze israeliane avevano predisposto un contingente a presidio dell’area poiché, tre giorni prima, un ordigno collocato a bordo strada aveva provocato la morte di un soldato. Nell'area erano quindi presenti numerose troupe televisive fra cui anche quella di France 2 che avrebbe ripreso l'omicidio del ragazzo.

L'omicidio Jamal e Mohammed al Dura giunsero all’incrocio verso le 15:00 a bordo di un taxi, dopo aver visitato un mercato di automobili usate. Trovando la strada principale bloccata, decisero di proseguire a piedi, ma furono sorpresi dagli spari e rimasero esposti al fuoco per circa 45 minuti, riparandosi dietro un pilastro di cemento.

Il cameraman palestinese Talal Abu Rahma, che lavorava per l’emittente francese France 2, filmò Jamal e il figlio Mohammed mentre cercavano riparo. Nelle immagini, il padre tenta disperatamente di proteggere il figlio; una serie di colpi di arma da fuoco investe la zona, e Mohammed appare ferito mortalmente.

Il filmato di una durata totale di 8 minuti venne inviato al giornalista Charles Enderlin che ne montò una versione di 59 secondi che venne trasmessa la sera stessa in Francia e poi rilanciata in tutto il mondo dalle televisioni internazionali.

Reazioni e controversie In un primo momento, le Forze di Difesa Israeliane ammisero la possibilità che i colpi fossero partiti dalle loro postazioni. In seguito, tuttavia, l’esercito e alcune inchieste indipendenti misero in dubbio questa versione, sostenendo che non fosse chiaro da dove provenissero i proiettili. Alcuni rapporti arrivarono perfino a ipotizzare che l'intera scena fosse stata inscenata o manipolata.

Nel 2013, una commissione governativa israeliana concluse che non era possibile provare che Muhammad fosse stato colpito da fuoco israeliano e avanzò l’ipotesi che il ragazzo potesse non essere stato ucciso nell’episodio così come raccontato. Questa tesi fu respinta dalla famiglia al-Dura, da France 2 e da numerosi osservatori internazionali, che considerarono il rapporto politico e fazioso.

Note

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