La vita privata di Lucio Battisti (1943-1998) è stata più volte oggetto di interesse da parte di giornalisti e biografi, complice anche il carattere particolarmente riservato ed introverso dello stesso cantautore.«Battisti era una persona fantastica, anche se un po' introverso. Anzi, era da un lato introverso e dall’altro un gran chiacchierone. Parlava tanto, era uno che raccontava un sacco di cose. Ho un bel ricordo di lui.» Mara Cubeddu.
Relazioni sentimentali
Nel 1968 Battisti conobbe Grazia Letizia Veronese, alla quale si legò sentimentalmente l'anno successivo. La coppia ebbe un unico figlio, Luca Battisti, nato il 25 marzo 1973. Si sposarono con matrimonio civile il 3 settembre 1976, dopo sette anni di fidanzamento, e rimasero sposati fino alla morte di Battisti, il 9 settembre 1998.
Orientamento politico Battisti si dichiarò sempre politicamente disimpegnato,. se non proprio apolitico,. mentre attribuiva a Mogol idee socialiste.
Per mezzo dei testi di Mogol trattò prevalentemente temi sentimentali, accennando talvolta ad argomenti ecologici, considerati all'epoca più elitari che popolari, quindi ritenuti marginali o addirittura sconvenienti rispetto a temi che suscitavano maggior interesse in ambito sociale e politico.. La tematica battistiana fu in ogni caso sempre estranea agli interessi di artisti e gruppi «impegnati», attivi nell'epoca d'oro della canzone di protesta, come testimonia d'altronde il rifiuto di Non è Francesca da parte dei Nomadi,. che preferirono Dio è morto (se Dio muore, è per tre giorni poi risorge) di Francesco Guccini.
Alcuni versi contenuti nei brani Un uomo che ti ama e Io ti venderei, ed in particolare l'epiteto «stupida» rivolto alla protagonista di quest'ultima canzone, lo portarono ad essere preso in antipatia da alcune appartenenti al movimento femminista e gli preclusero l'opportunità di prendere parte al Festival del proletariato giovanile organizzato dalla rivista di controcultura Re Nudo.
Nei primi anni Settanta iniziò a circolare una teoria, accreditata in apparenza proprio da Re Nudo,. che attribuiva a Battisti simpatie fasciste e lo tacciava di finanziare il movimento terroristico di estrema destra Ordine Nuovo. Essa pare aver trovato terreno in parte nel disimpegno del suo repertorio e nell'assenza dalle sue canzoni di temi politici di sinistra, molto comuni nei brani di altri cantautori dell'epoca, in parte in un'«appropriazione» di Battisti da parte della destra estrema. e in parte (secondo la tesi di Mogol) nel suo «ripudio» da parte del movimento sessantottino.
Tra i contemporanei, Pierangelo Bertoli sosteneva che lo schieramento di Battisti a destra e la sua vicinanza al Movimento Sociale Italiano fossero notori e non richiedessero prove;. Bruno Lauzi riferì invece di aver parlato dell'argomento con Battisti stesso, che avrebbe mostrato al riguardo un'indifferenza di comodo, rispondendo che la diceria alimentava la sua leggenda.
L'interessato smentì il finanziamento di Ordine Nuovo da parte sua, ironizzando sulla propria ben nota tendenza al risparmio.. Malgrado ciò, le voci su un Battisti "camerata" si nutrirono di vari presunti «indizi»: un'istantanea di Battisti a braccio teso (presa in uno studio televisivo durante l'esibizione del brano E penso a te mentre era in realtà intento, per mezzo di quel gesto, a dare un attacco all'orchestra),. il rifiuto del cantautore di esibirsi in occasione della Festa dell'Unità del 1970, passi delle canzoni (ad esempio il «mare nero» citato più volte ne La canzone del sole) e la copertina di un album (Il mio canto libero), dove si vollero rintracciare secondo i casi, a volte anche con vistose forzature,. il simbolismo del nero, i saluti romani... e l'esaltazione della patria..
È comunque noto anche che la produzione di Battisti fu sì molto gradita negli ambienti di destra, ma altrettanto successo riscosse presso quelli di sinistra; perfino le Brigate Rosse scelsero un verso di Mogol («le discese ardite e le risalite») come titolo di un manifesto, e nel 1978 ebbero tre membri arrestati in un covo nel quale, all'ispezione, vennero trovate copie di tutti i dischi del musicista reatino.
In una lettera del 1992, comunque, Battisti scrisse che avrebbe votato per Marcello Baraghini, candidato per la Lista Marco Pannella, alle successive elezioni politiche.
Pittura
L'interesse di Battisti per il disegno e la pittura, sin dalla fine degli anni sessanta, è ben documentato e può essere compreso nella lunga intervista-autobiografia concessa a Sogno nel dicembre 1970, nella quale cita il disegno come uno dei suoi hobby. Consultabile anche su , la prima parte anche su madrepennuta.it .
L'impegno di Battisti nelle arti figurative, tuttavia, fu sempre confinato nella dimensione dell'hobby, e nel corso della sua vita il cantautore non divulgò o espose mai in pubblico nessuna sua opera visiva. Le uniche eccezioni sono un bozzetto autografato disegnato all'epoca della partecipazione a Sanremo 1969 e intitolato «Occhi sulla sabbia» e le cinque copertine degli album scritti con Pasquale Panella. Un dipinto riportante la firma di Battisti è stato inquadrato per pochi secondi nel documentario Pensieri e parole trasmesso nel 2004 da Rete 4, nel momento in cui viene citata questa sua passione.
Diversi dipinti, con titoli presi dalle canzoni, sono esposti alla casa natale di Poggio Bustone; alcuni sono stati venduti all'asta.
Altri interessi Tra le attività secondarie di Battisti si ricorda soprattutto il windsurf (interesse descritto nel brano Windsurf windsurf contenuto nell'album E già), praticato insieme all'amico e collega Adriano Pappalardo. Oltre a essere amante dei viaggi, era un appassionato lettore, prediligendo dapprima volumi di fantascienza e successivamente testi di scienza, fisica e matematica, per poi passare ai gialli e ai fumetti. Era anche un abile giardiniere, un provetto idraulico ed un esperto elettrotecnico (campo nel quale aveva compiuto gli studi secondari, diplomandosi perito nel 1962) dilettandosi nella riparazione di vecchie radio.
Era inoltre un appassionato dei film di Totò e Franco e Ciccio e del cinema in generale;«Lucio in studio non voleva nessuno, nemmeno Mogol. Battisti era strano e curiosissimo, nonché fanatico di Totò. Un giorno, mentre stavamo registrando, mi fece chiudere lo studio, lasciammo una registrazione a metà e disse: "Hai la macchina?" Gli risposi di sì e mi pregò di portarlo in un cinema dove davano una rassegna dei primi film di Totò». Gaetano Ria, ingegnere del suono. agli inizi della carriera rifiutò molte richieste per dei ruoli in film musicali - come dichiarato da lui stesso nel 1979 - ma se si fosse presentata occasione avrebbe optato per assumere il ruolo di regista anziché di attore, per via della «poca soddisfazione creativa» di quest'ultimo.
Calcio Lucio Battisti giocò una sola partita con la nazionale italiana cantanti, la prima in assoluto, disputata contro la nazionale attori il 2 ottobre 1975. L'iniziativa della squadra non venne istituzionalizzata fino al 1981, tuttavia Battisti non vi partecipò più.
Si ritiene spesso, inoltre, che Battisti fosse tifoso della ; secondo il nipote Andrea Barbacane «il Battisti laziale nasce dalla fantasia dei tifosi», mentre Mogol affermò che, pur non essendo appassionato di calcio, il musicista provava effettivamente simpatia per la squadra biancoceleste, trasmessagli dal padre Alfiero.
Note
Bibliografia
Voci correlate Brani musicali di Lucio Battisti Discografia di Lucio Battisti Stile, tecnica e tematiche di Lucio Battisti Lucio Battisti nella cultura di massa
Categoria:Lucio Battisti