La notte ( ed ) è un dipinto realizzato dal pittore svizzero Ferdinand Hodler tra il 1889 e il 1890. È conservato nel museo di Belle Arti di Berna.

Storia Il quadro venne completato nel 1890, in tempo per essere esposto all'esposizione municipale di Ginevra di quell'anno, ma venne ritirato dalla mostra "per ordine amministrativo", in quanto ritenuto "indecente".Pugliatti 2015, p. 405.

Allora il quadro (dopo essere stato esposto privatamente a Ginevra) venne inviato a Parigi, dove venne esposto al Salon de Champ-de-Mars del 1891, dove si guadagnò una medaglia d'argento. L'opera venne notata da vari artisti francesi dell'epoca, in particolare il pittore Pierre Puvis de Chavannes e lo scultore Auguste Rodin, che presiedevano il Salone di quell'anno. Questo quadro permise a Hodler di farsi conoscere in Francia, e in seguito egli avrebbe inviato a Parigi delle opere simboliste, dove ebbero molto più successo che in patria.

Descrizione La scena ritrae varie figure, sia donne che uomini, che dormono distese per terra, in mezzo a un paesaggio roccioso. Quasi tutte le figure sono avvolte soltanto da drappi neri, che possono essere interpretati come dei simboli di tristezza, di mistero o di lutto. Nei volti di due donne che dormono si possono riconoscere i tratti di due figure della vita sentimentale dell'artista: Augustine Dupin, sua modella per alcuni anni e madre di suo figlio Hector (a sinistra, in primo piano), e Bertha Stucki, che l'artista sposò nel 1889, per poi divorziare due anni dopo (a destra, in primo piano).

Tutti i personaggi stanno dormendo, eccetto per un uomo turbato al centro della composizione (un autoritratto dello stesso artista), sopra il quale si trova una figura avvolta in un velo nero.Le Pichon 1986, p. 176. Questa figura, secondo un'interpretazione dello stesso Hodler, sarebbe un "fantasma della morte". Va anche detto che, quando l'opera venne esposta a Parigi, un'etichetta apposta al quadro recitava: "Più di una persona che si è coricata tranquillamente la sera non si sveglierà l'indomani mattina".

Il dipinto si presta a varie interpretazioni e a vari significati: l'evento raffigurato potrebbe essere una strage, oppure un ritrovo amoroso collettivo (una partouze secondo Yann Le Pichon), oppure ancora una semplice allegoria del sonno, che renderebbe la figura incappucciata la personificazione di un incubo.Pugliatti 2015, p. 406.

Note

Bibliografia Yann Le Pichon, Eros in Accademia, Napoli, Guida, 1986. Teresa Pugliatti, Il Simbolismo nella pittura europea. Dai Preraffaelliti all’Art Nouveau, Messina, Magika Editrice, 2015.

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