Gli Utah Jazz sono una delle trenta squadre di pallacanestro che militano nella NBA (National Basketball Association), il campionato professionistico degli Stati Uniti d'America. La franchigia ha sede a Salt Lake City, nello Stato dello Utah, che attualmente è la più piccola città statunitense ad ospitare una squadra NBA. Gli Utah Jazz giocano le loro partite casalinghe alla Vivint Arena. La squadra non è originaria dello Utah, ma è stata trasferita da New Orleans, da cui il nome "Jazz" come il genere musicale nato nella città della Louisiana. Gli Utah Jazz sono inoltre proprietari di una squadra di NBA G League, i Salt Lake City Stars.

Storia Dal 1974 al 1979: Pete Maravich e i primi anni a New Orleans Nel 1974, fu fondata a New Orleans la franchigia dei Jazz, che divenne la 18ª squadra ad iscriversi alla NBA. I Jazz debuttarono in NBA il 17 ottobre 1974 perdendo in casa dei campioni in carica dei New York Knicks, il Madison Square Garden. La prima grande manovra di mercato fu l'acquisizione del grande Pete Maravich dagli Atlanta Hawks in cambio di due prime scelte, tre seconde scelte ed una terza scelta nei draft dei seguenti tre anni successivi. Sebbene Maravich fosse considerato uno dei giocatori più forti del campionato avendo vinto la classifica marcatori nel 1976-1977 con 31,1 punti a partita, il miglior record per i Jazz fu un deludente 39-43 nel 1977-1978. Da quel momento Maravich ha avuto a che fare con infortuni al ginocchio fino alla fine della carriera.

Questioni logistiche erano un perenne problema per la squadra durante la permanenza a New Orleans. Durante la prima stagione dei Jazz, quando giocavano nello stadio della Loyola University, il campo di gioco era talmente sollevato da terra che l'associazione dei giocatori fece mettere alla squadra una rete intorno al canestro in modo che i giocatori non finissero in tribuna. Successivamente giocarono al Louisiana Superdome ma le cose non migliorarono sia a causa dell'ottima qualità dello stadio che attirava molte associazioni sportive sia a causa contratti di locazione onerosi e i costanti problemi al ginocchio di Maravich. Essi hanno inoltre affrontato la prospettiva di trascorrere un intero mese in trasferta ogni anno a causa dei festeggiamenti per il Martedì Grasso. Anni dopo, il proprietario Sam Battisone ha sostenuto che non esisteva alcun piano di emergenza nel caso in cui i Jazz non avessero fatto i playoff.

Dopo quella che si rivelò essere la loro ultima stagione nella Big Easy, i Jazz subirono una umiliazione finale, quando i Los Angeles Lakers selezionarono Magic Johnson come la prima scelta assoluta nel Draft NBA 1979. La beffa consiste nel fatto che i Jazz avevano ceduto ai Los Angeles la prima scelta assoluta del 1979 in cambio di Gail Goodrich due anni prima. A peggiorare le cose, i Jazz avevano rinunciato ai diritti su Moses Malone, al fine di recuperare una delle tre scelte al primo turno utilizzati per lo scambio per Goodrich. L'efficacia di Johnson e Malone e le pessime prestazioni di Goodrich trasformarono per alcuni anni New Orleans in una delle peggiori squadre in NBA, rendendo lo scambio Johnson per Goodrich in una delle operazioni più sbilenche nella storia della NBA.

Dal 1979 al 1984: il trasferimento nello Utah e l'arrivo di Frank Layden Nonostante la scarsa competitività, i Jazz fecero abbastanza bene durante i loro primi cinque anni grazie anche alla presenza di stelle come Spencer Haywood, Bernard King e Brad Davis. Tuttavia dal 1979 la franchigia stava affondando finanziariamente. Barry Mendelson, vice presidente esecutivo del team per la maggior parte dei primi anni del team, disse che il più importante di problemi finanziari della squadra era l'imposta sui divertimenti, il più alto della nazione in quel momento. La squadra non ha inoltre potuto trarre tanto sostegno dalle imprese locali, un fattore importante anche in quei giorni. Battisone decise dunque che la franchigia non poteva essere più tenuta a New Orleans e decise di trasferirsi altrove. Dopo aver visionato attentamente tutte le proposte, decise di trasferirsi a Salt Lake City, anche se era un mercato più piccolo di New Orleans. Tuttavia Salt Lake City aveva dimostrato di poter accogliere una squadra professionistica di basket, quando ha ospitato la squadra degli Utah Stars della American Basketball Association tra il 1970 al 1976. Gli Stars erano molto popolari in città, ma la situazione finanziaria si deteriorò nelle ultime due stagioni, finendo definitivamente nel dicembre 1975 dopo aver giocato solo 16 partite della stagione finale di ABA, non fornendo le necessarie garanzie finanziarie al nuovo commissioner ABA Dave DeBusschere venne esclusa dalla lega e i suoi migliori giocatori , incluso Moses Malone, furono ceduti agli Spirits of St. Louis. Anche se Salt Lake City non era nota per la sua cultura jazz, il team ha deciso di mantenere il nome, così come i colori originali della squadra di verde, porpora e oro (i colori del Martedì Grasso). Alcuni sono rimasti offesi dal fatto che abbiano mantenuto il nome jazz dopo essersi trasferiti da New Orleans, citando come una metafora il furto del jazz dalle sue radici culturali.

La partecipazione alle partite dei Jazz è in realtà diminuita leggermente dopo il trasferimento della squadra da New Orleans a Utah, a causa di una tardiva approvazione per il passaggio (giugno 1979) nella zona di Salt Lake City. Il team di gestione ha fatto la prima di diverse mosse nel 1979, portando a Salt Lake City Adrian Dantley in cambio di Spencer Haywood. Dantley ebbe una media di 28,0 punti a partita nella stagione 1979-80, permettendo alla squadra di rinunciare a Pete Maravich nei primi mesi dell'anno. La squadra ha giocato la prima partita nello Utah al Salt Palace perdendo contro i Milwaukee Bucks e ha concluso con un record di 24-58, ma è stata premiata con la 2ª scelta assoluta nel Draft NBA 1980, usata per selezionare Darrell Griffith di Louisville, un altro pezzo del puzzle di ricostruzione.

Durante la 1980-81, il club stentò finanziariamente così come sul campo, nonostante la presenza del pluriennale All-Star Dantley. Neanche l'emergente playmaker Rickey Green non riuscì a trasformare i Jazz in una squadra vincente, concludendo la stagione con un record 28-54. Tom Nissalke fu esonerato dopo che i Jazz iniziarono la stagione 1981-82 con un record 8-12 e il General Manager Frank Layden lo rimpiazzò. Sotto Layden i Jazz conclusero 17-45 il resto della stagione per un record finale 25-57.

Il Draft NBA 1982 vide i Jazz selezionare l'ala piccola Dominique Wilkins, che era renitente a giocare per loro. In combinazione con la proprietà a corto di liquidi, questo significò un altro scambio per migliorare il budget. Atlanta cedette John Drew e Freeman Williams più 1 milione di dollari per i diritti su Wilkins, oltre a lui arrivò anche Mark Eaton. Nella stagione 1982-83 Dantley saltò 60 degli 82 match a causa di un infortunio, privando la squadra del suo miglior realizzatore per gran parte della stagione. Anche il nuovo arrivato John Drew perse buona parte della stagione, giocando 44 partite. I Jazz chiusero venendo guidati da Darrell Griffith, Rickey Green, Mark Eaton e Danny Schayes. La squadra concluse con un record 30-52, ancora fuori dai playoff, ma in miglioramento rispetto agli anni passati. Il Draft NBA 1983 regalò ai Jazz Thurl Bailey, della North Carolina State University e Bob Hansen della University of Iowa.

Il 1983-84 iniziò con incertezza. La squadra perdeva soldi e la dirigenza cercava di attirare dei finanziatori in grado di rendere la squadra commercialmente più appetibile. Si parlò anche di trasferimento ad un'altra città, a causa del piccolo mercato che lo Utah procurava. Comunque le sorti della squadra erano destinate a cambiare grazie ad un finalmente sano Adrian Dantley, Jeff Wilkins, Thurl Bailey, Mark Eaton, Rich Kelley, Rickey Green, Darrell Griffith, John Drew. La squadra concluse la stagione con un record 45-37 vincendo la Midwest Division, primo titolo della storia della franchigia. Nei playoff sconfissero i Denver Nuggets 3-2 nel primo turno, perdendo in seguito per 4 a 2 contro i Suns.

Dal 1984 al 1988: la nascita del "Stockton to Malone" Il 1984-1985 vide la grande crescita di Mark Eaton come difensore, registrando 5,56 stoppate a partita assieme a 9,7 punti e 11,3 rimbalzi vincendo il premio NBA Defensive Player of the Year Award. D'altra parte John Drew giocò solo 19 partite, privando la squadra del suo uomo di fiducia. Ciò nonostante i Jazz ritornarono ai playoff, affrontando gli Houston Rockets di Hakeem Olajuwon e Ralph Sampson. I Jazz vinsero la serie 3-2, avanzando al secondo turno pronti ad affrontare i Denver Nuggets. Utah si arrese a Denver per 4-1.

Le perenni difficoltà economiche ebbero fine nell'aprile 1985, quando Larry H. Miller acquistò il 50% della franchigia diventando presidente assieme a Sam Battistone. Nel Draft NBA 1985 i Jazz selezionarono Karl Malone da Louisiana Tech. Malone ebbe un immediato impatto, registrando 14,9 punti e 8,9 rimbalzi a partita, guidando i Jazz ad una nuova qualificazione ai play-off. I Jazz furono eliminati al primo turno dai Dallas Mavericks per 3-1.

Dal 1988 al 1990: l'inizio dell'era Jerry Sloan Durante la stagione 1988-89, Frank Layden si dimesso dall'incarico di allenatore dei Jazz dopo le prime 17 partite e fu sostituito da Jerry Sloan. I Jazz vinsero 51 partite e il titolo della Midwest Division con Malone, Stockton e Mark Eaton convocati per l'NBA All-Star Game. Eaton vinse inoltre il titolo di Defensive Player of the Year per la seconda volta. Tuttavia ai playoff i Golden State Warriors sconfissero i Jazz al primo turno, chiudendo anzitempo e bruscamente la stagione dei mormoni.

L'anno seguente i Jazz apportarono alcune modifiche, inserendo Bob Hansen al posto di Darrell Griffith nel ruolo di guardia tiratrice accanto a Stockton. La squadra vinse 55 partite perdendone solamente 27, superati solamente dai San Antonio Spurs (56-26). Nei play-off i Phoenix Suns guidati da Tom Chambers e Kevin Johnson eliminarono i Jazz 3-2 al primo turno.

Dal 1990 al 1996: la creazione di una contender

Nella stagione 1990-1991 i Jazz cercarono di migliorare ulteriormente la squadra, effettuando numerosi scambi nelle finestre di mercato. La più importante fu quella che portò Jeff Malone da Utah ai Washington Bullets, Eric Leckner e Bob Hansen da Utah ai Sacramento Kings e Pervis Ellison da Sacramento a Washington. I Jazz iniziarono la stagione con un record di 22-15 per concluderla con un ottimo 54-28, nuovamente superati dagli Spurs. Nei play-off hanno incontrato i Phoenix Suns per il secondo anno di fila ma questa volta i Jazz li superarono avanzando al secondo turno contro i Portland Trail Blazers, perdendo però la serie 4-1 contro dei Blazers più profondi e più esperti.

La stagione 1991-92 si rivelò molto proficua per i Jazz. Si trasferirono al Delta Center e scambiarono Thurl Bailey con Tyrone Corbin, proveniente da Minnesota e conosciuto per la sua intensità difensiva.

I Jazz chiusero 55-27 vincendo il titolo della Midwest Division per la prima volta dal 1989. Nei play-off, i Jazz sconfissero i Los Angeles Clippers 3-2 nel primo turno, poi i Seattle SuperSonics al secondo turno 4-1, avanzando alla finale della Western Conference per la prima volta, dove affrontarono i Portland Trail Blazers. Ancora una volta, Portland dimostrò di essere una squadra superiore, battendo i Jazz 4-2 nella serie e negando loro l'approdo alle finali NBA.

La stagione 1992-93 fu una mezza delusione se paragonata agli anni precedenti (47-35). Il progressivo calo fisico di Mark Eaton indebolì il pitturato di Utah, che non riuscì a trovare un degno sostituto al due volte Difensore dell'anno, neanche dopo l'ingaggio di James Donaldson. Nei playoff questo significò l'eliminazione al primo turno per mano dei Seattle SuperSonics.