La Chiesa dei Santi Bernardo e Brigida è un luogo di culto cattolico nella città di Torino, progettato da Amedeo di Castellamonte e poi da Giovanni Battista Ferrante. Si trova nel quartiere Lucento e rientra nell’Arcidiocesi di Torino.
Storia Nel 1435 ebbe inizio, sopra le rovine di una cappella quattrocentesca distrutta, la costruzione dell’edificio. Nel 1462 se ne avrà la consacrazione.
Eventi bellici nel Cinquecento e primo Seicento ne provocarono la quasi totale rovina, sicché nel 1654 si incaricò l’architetto Amedeo di Castellamonte per volontà risanatoria di Cristina di Borbone-Francia (la quale era proprietaria del giuspatronato). Nel 1658 la chiesa passò nel possesso della famiglia Tana.
Nell’assedio di Torino (1706), in cui la presente area si ritrovò centrale tra gli schieramenti, la chiesa e la casa parrocchiale vennero considerevolmente danneggiate.
Nel 1883 si decise per l’ampliamento dell’edificio con progetto di Giovanni Battista Ferrante, realizzato l’anno seguente: navata centrale prolungata, due cappelle costruite e demolizione dell’instabile campanile (quest’ultimo non rifatto nell’immediato, ma nel 1928).
Altri danneggiamenti, nel 1942, li causarono i bombardamenti di Torino.
Negli anni 1990 ha avuto luogo l’adeguamento liturgico.
Descrizione Situata dinanzi l’area del Castello di Lucento (ove nel 1578 venne ospitata, sotto richiesta di Emanuele Filiberto di Savoia, la Sacra Sindone trasferita da Chambéry per volontà di Carlo Borromeo), la chiesa presenta una facciata bianca, di ordine gigante con sopra l’attico, porticata a 3 archi tra semicolonne e trabeazioni. Il portone ad arco si fregia di cornice.
La pianta, a croce latina, vede l’unica navata avere volta a botte e 6 campate, con volta a lunetta soltanto dinanzi le cappelle, ed un cornicione con modanatura. L’abside è a semicerchio con catino, mentre le ali ai lati sono rettangoli. Il soffitto è piano, con cassettoni in suddette ali. Il pavimento consiste in lastre di pietra bianca e rosa.
Archivolti, lesene e cornicioni hanno tinta rosa antico. L’altare al lato sinistro si orna a stucco scolpito per mano di Alessandro Casella a forma di cherubini, fregi e nastri incornicianti gli affreschi aventi come argomento Sant’Antonio.
Note
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