La tempesta tiroidea, o crisi tireotossica, è una rara complicanza multisistemica acuta e potenzialmente letale dell’ipertiroidismo.
Epidemiologia e storia La crisi tireotossica è una condizione rara ma grave, associata a un’elevata morbilità e persino mortalità. Nonostante i progressi nel trattamento e nelle misure di supporto, la mortalità associata alla crisi tireotossica è stimata tra l’8% e il 25%. La crisi tireotossica rappresenta circa l’1–2% dei ricoveri per ipertiroidismo. L’età media delle persone colpite da crisi tireotossica era compresa tra i 42 e i 43 anni, simile a quella dei pazienti con tireotossicosi non complicata da crisi. Il rapporto tra uomini e donne nei casi di crisi tireotossica era di circa 1:3, in linea con quello osservato nei gruppi con tireotossicosi senza crisi.
Eziologia Questa condizione è più frequente nelle persone con malattia di Basedow-Graves, ma può comparire anche in altri tipi di ipertiroidismo, come il gozzo tossico multinodulare o l’adenoma tiroideo tossico. Spesso è scatenata da fattori esterni, come:
operazioni chirurgiche (alla tiroide e non) traumi interruzione improvvisa della terapia antitiroidea malattie acute come: infezioni (incluso COVID-19), chetoacidosi diabetica, infarto miocardico acuto, ictus, scompenso cardiaco parto uso recente di mezzi di contrasto iodati terapia con radioiodio (rara) ustioni trauma cranico effetti collaterali di farmaci come amiodarone, anestetici, salicilati iperemesi gravidica
Patogenesi
Complicanze Se non trattata, la crisi tireotossica può causare le seguenti complicanze:
aritmie scompenso cardiaco ad alta gittata convulsioni delirio coma alterazione degli enzimi epatici ittero crampi addominali vomito diarrea fibrillazione atriale tromboembolia
Anatomia patologica L’istopatologia varia in base alla causa della crisi tireotossica. La causa più comune, la malattia di Basedow-Graves, è caratterizzata da iperplasia follicolare diffusa, accompagnata da un aumento degli anticorpi contro i recettori tiroidei e da una maggiore vascolarizzazione del tessuto tiroideo. Se la crisi è di origine tumorale, le cellule maligne infiltrano e distruggono il tessuto tiroideo, provocando la rottura dei follicoli.
Clinica
Segni e sintomi I sintomi più comuni includono febbre, alterazioni cardiovascolari (es. tachicardia, scompenso cardiaco, aritmie), disturbi del sistema nervoso centrale e sintomi gastrointestinali. Un segno chiave è la febbre elevata (tra 40 °C e 41 °C) accompagnata da sudorazione intensa.
Le manifestazioni cardiovascolari comprendono:
tachicardia superiore a 140 battiti al minuto scompenso cardiaco con edema polmonare e periferico ipotensione aritmie arresto cardiaco
Il coinvolgimento del SNC può includere:
agitazione delirio ansia psicosi coma
I sintomi gastrointestinali includono:
nausea vomito diarrea dolori addominali occlusione intestinale insufficienza epatica acuta
Esami di laboratorio e strumentali Gli esami della funzionalità tiroidea generalmente mostrano valori elevati di FT4/FT3 e TSH basso. Possono inoltre essere presenti: ipercalcemia, iperglicemia, alterazioni degli enzimi epatici e conta leucocitaria alta o bassa.
Diagnosi differenziale La crisi tireotossica deve essere distinta da altre patologie che presentano sintomi e segni simili. La febbre è uno dei sintomi più comuni in molte condizioni, e per questo può portare a diagnosi errate. Le diagnosi differenziali per questa condizione devono includere:
sepsi infezioni gravi psicosi uso di cocaina feocromocitoma sindrome neurolettica maligna ipertermia overdose da simpaticomimetici disturbi da uso di sostanze astinenza da alcol dissezione aortica sindrome serotoninergica
Trattamento Il trattamento della crisi tireotossica prevede misure di supporto come la somministrazione di liquidi per via endovenosa (IV), ossigeno, coperte refrigeranti, paracetamolo e interventi specifici per gestire l’ipertiroidismo. Eventuali fattori scatenanti, come un’infezione, devono essere identificati e trattati. I pazienti colpiti da crisi tireotossica devono essere ricoverati in terapia intensiva, con monitoraggio cardiaco continuo e supporto respiratorio, se necessario.
Trattamento chirurgico Se la malattia è causata da un adenoma tossico o da un gozzo multinodulare, i trattamenti principali sono la rimozione chirurgica e l’ablazione con iodio radioattivo. La tiroidectomia è preferibile nei pazienti che presentano sintomi da compressione. I pazienti che rifiutano l’ablazione o che hanno controindicazioni all’intervento chirurgico possono essere trattati con farmaci antitiroidei a lungo termine. Nel caso della malattia di Basedow-Graves con massa intratoracica, che provoca sintomi compressivi severi, la tiroidectomia è generalmente indicata.
Prognosi Uno studio giapponese ha rilevato che il coinvolgimento del sistema nervoso centrale è associato a una prognosi sfavorevole e a un aumento della mortalità.
Note
Collegamenti esterni
Categoria:Malattie tiroidee