La basilica di San Severo è un edificio di culto scomparso della città di Classe, il centro abitato dove nacque la Chiesa Ravennate. Fu edificata nel VI secolo ed intitolata all'omonimo santo ravennate († 344 o 346), undicesimo successore di Sant’Apollinare. Concepita come basilica «gemella» di Sant'Apollinare in Classe, fu edificata dentro la cinta muraria, a ridosso della sua parte meridionale, mentre Sant'Apollinare sorse fuori delle mura, poco a sud dell'abitato.

Storia

Severo morì nel 344 o 346 in concetto di santità. Dopo la sua morte fu sepolto nella necropoli del vicus salutaris, un agglomerato abitativo ai confini meridionali di Classe. Nella prima metà del V secolo le spoglie del presule furono traslate in un piccolo sacello. Circa un secolo dopo, quando il suo culto era ormai consolidato, si decise di erigere una basilica alla sua memoria. La chiesa fu costruita tra il 570 e il 582 su iniziativa del vescovo Pietro III (570-578) e venne consacrata dal successore Giovanni II Romano (578-595), il quale trasferì le reliquie del santo dal sacello (denominato successivamente “di San Ruffillo”) alla basilica, collocandole nel centro della navata maggioreAndrea Agnello, Liber Pontificalis Ecclesiae Ravennatae.. L'impianto della basilica era pressoché lo stesso di Sant'Apollinare: un grande edificio a tre navate, divise da dodici colonne per parte con abside unica centrale.

La storia successiva della basilica di San Severo è costellata da ricostruzioni e spoliazioni. Nell'836 un monaco franco di nome Felix trafugò le reliquie di San Severo, che finirono in Germania ad Erfurt, dove sono tuttora conservate. Dopo l’asportazione delle reliquie del santo, la basilica perse prestigio; iniziò a divenire un luogo di memoria e cadde lentamente nell’oblio.. A questo si aggiunse il declino irreversibile del centro abitato di Classe. Nel X secolo Classe era ormai una località disabitata. Gli abitanti l'avevano abbandonata. Le due basiliche gemelle sopravvissero grazie ai monaci. Come per Sant'Apollinare, un monastero (prima benedettedino e poi cistercense) preservò la chiesa di San Severo dal declino. Il primo documento che si riferisce al monastero è datato 955, ma si ritiene che la sua fondazione possa essere avvenuta qualche decennio addietro..

Nel 967 l'imperatore Ottone I scese in Italia per l'incoronazione. Durante il viaggio sostò a Ravenna, dove visitò le due basiliche gemelle entrando in San Severo e sostando presso il luogo di sepoltura del santo, la cui memoria doveva ancora essere viva nella popolazione locale. Questi fatti dimostrano che all'epoca la chiesa doveva essere ancora in buono stato..

L'ordine cistercense si avvicendò ai monaci benedettini attorno alla metà del XIII secolo. L'evento forse fu segno sia del declino di Ravenna, città che aveva perso i favori imperiali, sia dell'avvenuto spopolamento dell'abitato di Classe. I cistercensi, infatti, preferivano zone deserte o luoghi isolati. Si resero necessari grossi lavori di restauro, che vennero effettuati nel 1285.

La presenza cistercense a San Severo terminò alla metà del Quattrocento, due secoli dopo il suo inizio. Papa Callisto III ordinò nel 1455 l'unione dei monasteri delle due basiliche classensi. A San Severo furono necessari nuovi interventi di restauro poiché la chiesa versava in pessimo stato di conservazione. L'intervento, che durò diversi anni e terminò nel 1475, fu pesante e comportò la demolizione delle navate laterali e di una parte della navata centrale. Praticamente fu costruita una nuova chiesa, più piccola, in luogo di quella preesistente. L'orientamento della chiesa fu invertito: l'ingresso fu posto ad ovest..

Nel 1512, dopo la Battaglia di Ravenna, un sanguinoso scontro armato che provocò migliaia di morti, i monaci di San Severo si trasferirono dentro le mura della città. Nel 1754-55 fu effettuata una nuova ristrutturazione ad opera dei monaci camaldolesi. Ma il declino divenne irreversibile. L'edificio, già fatiscente, fu definitivamente abbandonato fra il 1820 e il 1822. L'unico elemento architettonico che rimase visibile fu il troncone del campanile. Negli anni seguenti i mosaici pavimentali furono scavati a più riprese, asportati dal sito e ricollocati nelle case nobiliari di Ravenna.

Negli anni 1960 la basilica di San Severo fu riportata alla luce grazie agli scavi diretti da Giovanna Bermond Montanari. Nel corso della campagna di scavi, nel 1967 furono recuperate le murature e buona parte dei pregevoli pavimenti a mosaico che decoravano l’edificio.

L'ultima campagna di scavi si è svolta dal 2006 al 2016 a cura della Soprintendenza e dell'Università di Bologna (campus di Ravenna). Il sito ora attende nuove indagini archeologiche.

Note

Bibliografia Maria Angela Malagola, La basilica di S. Severo ed il Monasterium di Sancti Ruphilli nel territorio ravennate di Classe (tesi di laurea), Università di Bologna, a.a. 1974/75; (versione digitalizzata)

Voci correlate Chiesa di San Severo (Erfurt) Basilica di Sant'Agnese (Ravenna) Basilica petriana (Ravenna)

Collegamenti esterni

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