Soliman (, Tunsi: Slimène) è una città costiera dell'omonima municipalità della Tunisia nordorientale sita nel governatorato di Nabeul. Si trova nei pressi della penisola di Capo Bon e a sud-est della capitale Tunisi.
Geografia Sovrastato dalle alture dei monti Djebel Boukornine e Korbous, la piana costiera di Soliman si trova a sud del golfo di Tunisi. Il sito Ramsar di Sebkhet Soliman e la sua laguna fungono da rifugio per specie di uccelli acquatici come l'anatra marmorizzata (Marmaronetta angustirostris ()), la cicogna bianca (Ciconia ciconia ()), il gabbiano corallino (Ichthyaetus melanocephalus ()), il beccapesci (Thalasseus sandvicensis ()) e la pernice di mare (Glareola pratincola ()). È anche sede di una tipica flora delle zone umide.
Storia
All'inizio del XVI secolo, alcuni moriscos emigrarono dalla Spagna e si stabilirono in Tunisia, in particolare a Testour, Zaghouan e Soliman. L'espansione del centro abitato fu su iniziativa delle truppe dell'esercito dell'Impero ottomano che qui vi stabilirono. Si suppone che l'attuale nome della città derivi dal cognome di un proprietario terriero di origine turca che qui possedeva una vasta tenuta agricola. Una seconda espansione si ebbe il secolo successivo quando l'allora re Filippo III ordinò l'espulsione dei moriscos dai territori dell'allora Regno asburgico di Spagna, tra i quali dall'Andalusia nel 1610. I migranti di quei territori decisero di fermarsi a Soliman, iniziando la costruzione di nuovi edifici, tra i quali spicca la caratteristica moschea di origine andalusa, il cui soffitto è sostenuto da colonne provenienti da siti romani.
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Grande moschea: moschea costruita dagli immigrati andalusi nel 1616. Moschea Elblida: torre di guardia aghlabide trasformata in moschea dagli andalusi.
Architetture civili Torre Ejjehmi: torre costiera aghlabide risalente al IX secolo.
Note
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