Biografia I dettagli sulla giovinezza di Wharton non sono ben documentati. Durante la sua carriera pugilistica, Wharton dichiarò di essere nato a Tangeri (Marocco), il 3 marzo 1813, da madre contadina e padre marinaio. Tuttavia, nel censimento del 1851 Wharton indicò Londra come suo luogo di nascita. Disse di aver iniziato a lavorare come mozzo su una nave chiamata Hopewell all'età di dodici anni, lì che iniziò a praticare il pugilato.
Il 25 aprile 1856 morì per complicazioni legate alla tubercolosi, a Liverpool, dove fu sepolto nel cimitero di St John's, ora noto come St John's Gardens.
Carriera Negli anni Trenta dell'Ottocento, Wharton affrontò diversi avversari mentre lavorava sulla Hopewell. Una delle sue prime vittorie fu contro il cuoco della nave, che lo aveva accusato di aver rubato del cibo. Successivamente si trasferì a Londra per allenarsi sotto la guida del pugile in pensione Jem Burn. Wharton vinse i suoi primi tre incontri contro Tom McKeevor nel 1833, "The Herefordshire Pippin" Evans nel 1834 e Jack "The Hammersmith Cowboy" Wilsden nel 1835. Dopo la cancellazione di un incontro del 1835 contro Nick Ward, Wharton fece una serie di combattimenti itineranti con Deaf Burke. Più avanti, nello stesso anno, vinse un incontro contro Bill Fisher.
Nel 1836, dopo quattro ore e duecento round, l'incontro tra Tom Britton e Jem Wharton si concluse con un pareggio, l'unico della carriera di quest'ultimo. Durante l'incontro, i tifosi di Britton gli lanciarono oggetti e lo minacciarono. Dopo l’incontro, Wharton fece un'altra serie di combattimenti in varie città, accompagnato dall’allenatore di Deaf Burke, Tommy Roundhead.
Nel 1837 Wharton si recò a Liverpool per affrontare Harry Preston, vincendo l’incontro dopo che Preston ebbe perso conoscenza a seguito di una presa. Nel corso dello stesso anno sconfisse anche Sandy MacNeish in Scozia e William Renwick in Inghilterra. Nel 1839 vinse la rivincita contro Renwick. Nel 1840 affrontò John Lane: dopo aver rischiato di soccombere a una presa di strangolamento, Wharton riuscì a trionfare, segnando l’ultimo incontro della sua carriera.
Il pugile britannico era noto con diversi soprannomi che riflettevano la sua origine, la carriera e l’eredità pugilistica. Il più celebre era "Giovane Molineaux" (Young Molineaux), in onore del afroamericano Tom Molineaux; il ritratto di Wharton del 1839, conservato alla National Portrait Gallery, porta ancora questa etichetta. Altri soprannomi includevano Jemmy the Black, Jem Molineaux e "Il principe marocchino" (The Moroccan Prince).
Dopo l’ultimo incontro del 1840, Wharton si ritirò imbattuto e continuò a lavorare come allenatore, gestendo anche un pub a Liverpool. Nel 2012 fu inserito postumo nella International Boxing Hall of Fame.
Eredità e commemorazioni Nel 2012, in occasione del bicentenario della sua nascita, è stata allestita una mostra commemorativa intitolata Coming Home: Jem Wharton presso il Museum of Liverpool. L'esposizione, realizzata in collaborazione con la National Portrait Gallery, ha presentato un ritratto di Wharton dipinto da William Daniels nel 1839. Il dipinto lo ritrae durante una sessione di allenamento, indossando i guantoni, una delle prime rappresentazioni di un pugile con i guanti, all'epoca utilizzati principalmente per l'allenamento.
Note
Bibliografia Fryer, Peter (2018), Staying Power: The History of Black People in Britain, pag. 456–457 The fight between Paddock and Paulson – Commital to the Assize of the principals and four others, Nottinghamshire Guardian, 25 dicembre 1851, p. 2 The late prize-fight in Derbyshire, Nottingham Review, 26 dicembre 1851, p. 3 The late fight and riot at the Cross-O'-Th'-Hands, Turnditch, Derbyshire Courier, 27 dicembre 1851 Pugilistic riot at Turnditch: Derbyshire Lent Assizes, The Era, 21 marzo 1852, p. 5
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