Partecipò alla Resistenza italiana durante la Seconda guerra mondiale, aderendo al movimento antifascista dopo l'armistizio del 1943. Fu catturato e ucciso dalle forze fasciste durante i combattimenti presso l'Università. Scaravilli è ricordato come simbolo della gioventù italiana, e una piazza centrale dell'Università di Bologna porta il suo nome.

Biografia Nasce a Cesarò, in Sicilia, da Vito e Maria Scaravilli. Dopo aver conseguito la maturità classica, nel 1942 si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Bologna. È il più giovane di una famiglia numerosa. Richiamato alle armi durante la Seconda guerra mondiale, diserta e aderisce alla Resistenza.

È riconosciuto partigiano dal 1º ottobre 1943 al 20 ottobre 1944.

Battaglia dell'Università

Nell’autunno del 1944, mentre Bologna attendeva la liberazione, Antonino Scaravilli partecipò all’organizzazione delle basi partigiane nel centro cittadino. Fece parte dell'8ª Brigata GL "Masia" (già 5ª Brigata GL dell'Emilia-Romagna) che aveva allestito la propria base principale presso l'Istituto di geografia dell'Università. Lì erano installate radio clandestine per comunicare con il comando e con le missioni alleate, e vi erano predisposti depositi di armi, viveri e materiale per documenti falsi.

Il 20 ottobre 1944, un grande dispiegamento di circa duecento militi fascisti circondarono la sede universitaria. Ne seguì un violento scontro, durante il quale molti partigiani riuscirono a fuggire, mentre Antonino e alcuni compagni rimasero intrappolati all’interno. Dopo una lunga battaglia furono catturati e fucilati insieme: Antonino con Mario Bastia, Ezio Giaccone, i fratelli Leo e Luciano Pizzigotti e Stelio Ronzani.

Poco tempo dopo, tutta Bologna insorse con coraggio nella battaglia di Porta Lame, proseguendo quella stessa lotta alla quale Scaravilli e i suoi compagni avevano sacrificato la vita.

Riconoscimenti Il suo nome è stato dato alla piazza di Bologna di fronte palazzo Poggi, sede centrale dell'Università.Piazza Antonino Scaravilli, Delibera consiliare del 18 luglio 1955, Bologna.

All’interno del Rettorato, in Via Zamboni 33, percorrendo il corridoio che conduce all’uscita su via S. Giacomo, è presente una lapide commemorativa.

Il 7 dicembre 1946 gli fu conferita a titolo postumo la laurea honoris causa in Giurisprudenza.

È sepolto nel Monumento Ossario ai caduti partigiani del Cimitero monumentale della Certosa di Bologna ed è commemorato nel Sacrario dei partigiani in Piazza Nettuno.

Note

Bibliografia

Altri progetti

Collegamenti esterni