La morte è il mio mestiere (Fair Warning) è un romanzo thriller del 2020 dello scrittore statunitense Michael Connelly. È il terzo e ultimo romanzo con Jack McEvoy. In realtà Jack ritornerà nel romanzo di Connelly The Proving Ground, uscito nell'ottobre 2025, a fianco all'avvocato della Lincoln, Mickey Haller. e l'ex agente dell'FBI Rachel Walling. Jack è un reporter investigativo trapiantato a Los Angeles che lavora per il servizio di informazione Fair Warning, un'agenzia di controllo dei consumatori, Rachel, licenziata dall'FBI a due anni dalla pensione, dirige ora con successo un'agenzia investigativa. Il romanzo è un seguito degli eventi narrati nel romanzo di Connelly del 2009, L’uomo di paglia. I temi esplorati nel libro includono il declino del giornalismo investigativo e della carta stampata, la diffusione crescente delle fake news, il movimento misogino degli incel e i pericoli del traffico di dati sulle sequenze del DNA da parte di un'industria priva di supervisione o regolamentazione governativa.
La storia è raccontata in prima persona dal punto di vista di McEvoy, tuttavia, occasionalmente passa alla terza persona quando segue gli antagonisti Marshall Hammond e il serial killer che si fa chiamare L’Averla. Due capitoli sono strutturati come articoli di giornale.
L'agenzia per cui lavora McEvoy e il suo editor-direttore, Myron Levin, si rifanno entrambi all'omonimo servizio di informazione a difesa dei consumatori realmente esistito FairWarning, con Myron Levin come direttore. FairWarning si è sciolta nel febbraio 2021.
Trama
Jack McEvoy si ritrova coinvolto nell’assassinio di una donna, con la quale aveva trascorso una notte un anno e mezzo prima, dopo averla conosciuta occasionalmente in un bar. Suo malgrado, Jack finisce per essere sospettato come autore di quel crimine efferato e brutale. La donna infatti è stata uccisa torcendole il collo, provocando così una dislocazione atlanto-occipitale, detta decapitazione interna, che l'assassino ha tentato di mascherare come suicidio. L’istinto del giornalista di cronaca nera, suo mestiere della vita, torna a farsi sentire dentro di lui, la morte che l’accompagna esercita il suo fascino oscuro e cupo, richiamo che per sua natura Jack non può ignorare. Comincia quindi a indagare, nonostante le diffide della polizia e le perplessità del suo editore.
Mettendo insieme i pezzi di un puzzle intricato, arriva a fiutare una realtà inquietante: scopre che quell’omicidio si collega ad altre morti misteriose in tutto il Paese. Un misterioso assassino dà la caccia alle donne in base ai loro dati genetici rubati, e le uccide torcendo loro il collo come fa l’averla, da cui ha preso il nome, un uccelletto passeriforme predatore, che attacca le sue prede alle spalle, le afferra per il collo con il becco e glielo spezza.
Jack capisce di dover fronteggiare una mente criminale particolarmente sofisticata, qualcuno che, servendosi del loro DNA, conosce le sue vittime meglio di quanto esse conoscono se stesse. Tutte queste donne hanno qualcosa in comune: hanno tutte richiesto un esame del DNA a un laboratorio denominato GT23, che pratica prezzi stracciati. Poi, per rientrare nelle spese, la GT23 rivende i dati anonimi ad altre società che a loro volta possono rivenderli a vari laboratori di ricerca. Jack scopre che uno di questi laboratori acquista solo DNA di donne e ha trovato il modo di violare la riservatezza dei dati acquistati e di metterli in commercio nel dark web, non più anonimi, attraverso un sito chiamato Dirty4. Questo è anche il nome in gergo per indicare un gene, il DRD4, che tutte quelle donne hanno in comune, un gene che indica una tendenza a comportamenti a rischio, come dipendenza da droghe, alcool e sesso. Insomma si tratta di "donne facili", da abbordare e poi punire, torturandole e uccidendole, per la loro tendenza alla promiscuità. Un atto di giustizia per la mentalità dei misogini incel.
Tutto questo commercio di dati sensibili si svolge senza che vi sia ancora una regolamentazione da parte della Food and Drug Administration, che tarda a varare una normativa in materia. Il caso diventa quindi anche una questione di tutela dei consumatori ed è per questo che Myron Levin, editore e fondatore di Fair Warning, accetta di coprire l'indagine di Jack, affiancandogli anche la collega Emily Atwater.
La faccenda è comunque talmente intricata e complessa che Jack aveva ripreso contatto con la sua ex-compagna ed ex-agente dell’FBI, Rachel Walling, pur nel rimpianto della loro storia d'amore finita e dei progetti comuni naufragati. Inizialmente restia, anche Rachel finisce per subisce il richiamo del suo vecchio mestiere di profiler per l'FBI e sarà lei stessa a chiedere di entrare in squadra. Jack, Rachel e Emily si impegnano insieme in un'indagine estenuante a tutto campo, che prevede anche un'immersione nel dark web, alla ricerca delle vie segrete del traffico dei dati genetici. L'indagine li porterà a una lotta senza quartiere con un assassino che sembra aver messo anche loro nel mirino.
Questo thriller costituisce il ritorno, dopo undici anni, di Jack McEvoy, già protagonista dei due best-sellers Il poeta (1999) e L’uomo di paglia (2009), entrambi con Rachel Walling come coprotagonista.
Edizioni in italiano
Note
Collegamenti esterni
(EN) La morte è il mio mestiere su Goodreads