Biografia Nacque a Bergamo il 12 febbraio 1862, figlio di Cesare Ruggeri e della contessa Rina Laderchi.. Arruolatosi nel Regio Esercito frequentò la Regia Accademia Militare di Artiglieria e Genio di Torino, uscendone nel 1880 con il grado di sottotenente, assegnato all'arma di artiglieria. Dopo aver frequentato la Scuola di guerra entrò nel Corpo di Stato maggiore.. Nel 1896 fu nominato addetto militare a Costantinopoli, e a causa della rivolta di Creta del 1897-1898 dovette trascorrere un certo periodo a La Canea, capitale dell'isola. Per il suo comportamento durante la crisi, fu insignito della medaglia d'argento al valor militare e con motu proprio re Umberto I lo insignì del titolo di conte. Al suo ritorno in Italia diede alle stampe il libro L'Europa attuale e la prossima guerra, che fu tradotto in francese e ottenne recensioni favorevoli su vari giornali italiani e francesi. Fu assegnato dapprima a Torino, e poi alla Divisione militare di Cagliari, allora al comando del generale Francesco Luigi Rogier, in qualità di capo di stato maggiore.Il generale Rogier aveva un brutto carattere e su di lui girava un aneddoto significante: Dio in cielo, Rogier in terra, se Dio non sbaglia, nemmeno Rogier.
Nel 1901 sostituì il colonnello Saverio Nasalli Rocca in qualità di addetto militare italiano a San Pietroburgo, rimanendovi fino al 1907. Nel 1909 assunse il comando del 5º Reggimento fanteria "Aosta", di stanza ad Ascoli Piceno nelle Marche.. Si distinse subito al comando del reggimento durante le manovre, creando un primo reparto mobile che utilizzava biciclette temporaneamente requisite ai civili, e quando conobbe il giovane sergente Giovanni Messe, intuendone le potenzialità, lo spronò a studiare ed a entrare, come allievo ufficiale, nella Regia Accademia Militare di Fanteria e cavalleria di Modena. Nel 1910 fu trasferito a Firenze in qualità di capo di stato maggiore del locale Corpo d'armata, allora al comando del generale Giuseppe Della Noce.
Durante il corso della guerra italo-turca (1911-1912), fu addetto agli ufficiali stranieri presenti in Libia come osservatori. Promosso maggior generale nel 1912, comandò la Brigata Basilicata di stanza a Torino. Il 23 maggio 1915, giorno precedente all'entrata in guerra del Regno d'Italia, assunse l'incarico di capo di stato maggiore della 1ª Armata, allora al comando del generale Roberto Brusati, mantenendolo fino all'11 agosto dello stesso anno.. Promosso tenente generale nel 1915, assunse il comando della 12ª Divisione che occupava le colline a ovest di Gorizia, tra cui quella del Podgora, e aveva quartier generale al castello di Spessa, non lontano da Cormons. Nell'estate del 1916 gli austriaci lanciarono una grande offensiva in Trentino con l'obiettivo della pianura padana e del mare, tagliando fuori l'esercito italiano schierato dalla Carnia, all'Isonzo e al Carso. Il 30 giugno 1916, su decisione del generale Luigi Cadorna, sostituì il generale Ottavio Briccola alla testa dell'VIII Corpo d'armata. Nell'agosto 1916 partecipò alla sesta battaglia dell'Isonzo, che portò alla conquista della città di Gorizia, e fu il primo generale italiano a mettervi piede.. Dopo la fine dei combattimenti ebbe occasione di conoscere Gabriele D'Annunzio e Vittorio Locchi, autore della Sagra di Santa Gorizia. Rimase al comando dell'VIII Corpo d'armata sino al 10 dicembre dello stesso anno, quando fu avvicendato dal generale Evaristo Mossolin. Promosso generale di corpo d'armata, fu insignito della Croce di Ufficiale dell'Ordine militare di Savoia.
Alla fine del mese di dicembre fu incaricato di rappresentare il generale Cadorna nella Missione politico-militare che, con il ministro Antonio Scialoja, partì per San Pietroburgo, Russia, per partecipare ad una conferenza interalleata. In rappresentanza della Francia]] vi erano l'ex Presidente Gaston Doumergue e il generale Édouard de Castelnau, dell'Inghilterra, Lord Milner e il generale Henry Hughes Wilson, della Russia, il Ministro degli esteri Nikolaj Nikolaevič Pokrovskij e il generale Vasilij Iosifovič Gurko. Durante il viaggio di ritorno a Londra fu insignito dell'Ordine del Bagno, con l'appellativo di Sir.
Il 20 febbraio 1917 fu nominato comandante del IX Corpo d'armata in sostituzione del generale Adolfo Marchetti. Nel novembre dello steso anno, dopo la disfatta di Caporetto, venuto a sapere delle fucilazioni sommarie ordinate con leggerezza dal generale Andrea Graziani, mandò una nota intestata “Maggior Generale Graziano”, inviata al Comando della 4ª Armata il 22 novembre 1917, nella quale scrisse: …mi risulta che il generale Graziani vada facendo ingiustificate imposizioni agli abitanti, faccia affiggere manifesti, a sua firma, pubblicando i nomi di persone da lui fatte fucilare e che egli consegni agli Ufficiali che incontra il foglietto, che qui unisco in copia (con l'elenco delle persone fatte fucilare sommariamente) firmato da lui quale Ispettore generale degli sgomberi e che per se stesso appare un documento assai grave, dicendo: Ecco la mia carta da visita.. Il 2 marzo 1918, in disaccordo per la nomina a comandante della 4ª Armata del generale di divisione Giuseppe Pennella, lasciò il comando del IX Corpo d'armata al generale Donato Etna, che gli subentrò il 7 dello stesso mese. Per punizione fu messo in congedo forzato, ricevendo una nota di biasimo. Ritiratosi a vita privata si stabilì a Sanremo, presso Villa Bel Respiro, con la moglie..
Nel 1932 fu nominato presidente del Rotary Club di Sanremo, e poi di governatore del Rotary Club Italiano tra il 1937 e il 1938, poco prima che l'ente fosse soppresso. Si spese a Sanremo il 7 gennaio 1940, e fu sepolto nel cimitero]] della Foce. Al suo funerale presenziarono molti noti generali, Giovanni Messe in rappresentanza del Ministero della guerra, ed i generali d’armata Gastone Gambara, Mario Berti, Luigi Cicconetti, Annibale Bergonzoli, Alessandro Pirzio Biroli, ecc.
Onorificenze
Onorificenze estere
Note Annotazioni
Fonti
Bibliografia
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