Biografia
Nata fuori dal matrimonio, Lilli Pedersen venne cresciuta dai nonni e, all'età di quattordici anni, lasciò la scuola per lavorare come operaia in una fabbrica di radio e televisori a Copenaghen. Le condizioni lavorative, che prevedevano l'esposizione a solventi tossici, le procurarono una grave malattia della pelle, costringendola a lasciare l'impiego a ventisette anni e a percepire una pensione di invalidità.
Si sposò tre volte, nel 1958, nel 1963 e nel 1968, divenendo madre di tre figli e assumendo il cognome Gyldenkilde dal terzo marito.
Negli anni sessanta, Lilli Gyldenkilde entrò in politica con i Socialdemocratici e nel 1971 aderì al Partito Popolare Socialista. Nel 1977 si candidò al Folketing in sostituzione di un candidato ritiratosi per malattia e venne eletta. Restò in carica come deputata per i successivi diciassette anni, facendo parte della commissione per il lavoro e gli affari sociali e divenendo una delle principali sostenitrici dell'indennità di disoccupazione e dei sussidi per le donne sole. Dal 1982 al 1994 rivestì inoltre la carica di vicepresidente dell'assemblea.
Nel 1984, Lilli Gyldenkilde venne nominata membro del Consiglio nordico, dove rimase fino al 1991. Inizialmente critica nei confronti dell'Unione europea, cambiò posizione dopo la caduta del muro di Berlino e, in occasione delle elezioni del 1994, si candidò al Parlamento europeo.
Raccolse un totale di oltre 119.000 voti e ottenne un seggio come unica rappresentante del Partito Popolare Socialista; in seno all'assemblea aderì al gruppo GUE/NGL, di cui fu vicepresidente a partire dal 20 gennaio 1995. Fu rappresentante presso l'Organizzazione internazionale del lavoro, nonché membro della commissione per gli affari sociali e l'occupazione e della commissione per i diritti della donna.
Nel 1996, Lilli Gyldenkilde lasciò l'incarico da europarlamentare per concentrarsi sulle terapie che stava sostenendo contro il cancro che l'aveva colpita; in precedenza, era guarita da un tumore al seno nel 1982. Dopo il ritiro dalla politica, partecipò a numerose conferenze e trasmissioni televisive e si dedicò alla scrittura di un libro sul sistema sanitario danese.
Morì nel 2003, all'età di sessantasette anni.
Nel 2019 le venne intitolata una strada nel comune di Horsens.
Opere
Note
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Collegamenti esterni
Categoria:Politici del Partito Popolare Socialista (Danimarca)