Il Trionfo di Bacco è un dipinto a olio su tela realizzato tra il 1650 e il 1656 dalla pittrice fiamminga Michaelina Wautier. Attualmente è conservato al Kunsthistorisches Museum di Vienna ed è considerato una delle opere più celebri dell'artista, nonché la più grande per dimensioni.
Basata sui testi classici, la scena mostra il corteo trionfale del dio romano Bacco, raffigurato ebbro al centro della stessa e circondato da altre figure umane, satiri e animali. È significativa la presenza di numerosi uomini nudi, piuttosto insolita per un'opera eseguita, nel XVII secolo, da una donna.
Storia Wautier aveva un'età vicina ai cinquanta anni quando dipinse il Trionfo di Bacco, e viveva a Bruxelles. È possibile che vi si fosse trasferita da Mons in seguito alla morte di sua madre, seguendo tre dei suoi fratelli che già si trovavano a Bruxelles. Visse con suo fratello Charles Wautier, anch'egli artista di corte, finché non morì nel 1689.
Come suo fratello Charles, anche Michaelina era ben nota a Bruxelles, alla corte del governatore dei Paesi Bassi Leopoldo Guglielmo d'Austria. Proprio quest'ultimo potrebbe aver commissionato l'opera per inserirla all'interno della sua ampia collezione; ad ogni modo, dal 1659 essa risulta nell'inventario della stessa.
La collezione dell'arciduca Leopoldo Guglielmo La collezione dell'arciduca era composta in gran parte, ma non esclusivamente, da opere dal soggetto profano. Il Trionfo di Bacco di Wautier non era l'unico dipinto raffigurante tale soggetto presente nella collezione: al suo interno, infatti, si trovavano anche il Trionfo di Bacco di Maarten van Heemskerck, il Baccanale di Frans Wouters e il Trionfo di Bacco di Jan Thomas van Ieperen, quest'ultimo portato a termine proprio negli stessi anni della tela di Wautier. Della stessa Wautier, invece, vi facevano parte altre tele: precisamente San Gioacchino che legge, San Giuseppe e un altro San Gioacchino.
Attribuzione Nel tempo vi fu una certa confusione intorno al nome di Michaelina Wautier e alle opere a cui la pittrice è associata. Nei registri di battesimo del 2 settembre 1604 è possibile rilevare la nascita non di Michaelina, bensì di una "Maria Magdalena Watier". Nell'inventario della collezione di Leopoldo Guglielmo, risalente al 1659, il Trionfo di Bacco fu invece attribuito a tale "von N. Woutiers". Gli altri tre dipinti di Wautier presenti della collezione furono ricondotti alla pittrice "Magdalena Woutiers", sebbene nel San Gioacchino vi sia la firma sul retro di "Michelline Wovteers". Ciò suggerisce che, nel 1659, in qualche modo i nomi Michelline/Michaelina e Magdalena erano quantomeno considerati interscambiabili.
Nel XIX secolo, lo studioso Félix Victor Goethals sostenne che tali "Madeline" e "Michelle" - come le denominava Goethals - fossero due donne diverse, presumibilmente sorelle; tuttavia, un'attenta ricerca sulle fonti di questi dipinti ha in seguito dimostrato che essi devono essere attribuiti soltanto a una sola persona, indipendentemente dal fatto che si chiamasse Magdalena o Michaelina. Nel 1967 Günther Heinz, curatore presso il Kunsthistorisches Museum, analizzò la calligrafia della firma e confermò l'attribuzione a Michaelina Wautier del Trionfo di Bacco, realizzato senza alcun dubbio dalla stessa mano degli altri tre dipinti già ricondotti a Wautier e presenti nella collezione viennese.
Descrizione La tela raffigura Bacco ebbro mentre si trova circondato dai festanti. Il dio è semidisteso su una sorta di carriola, spinta da un vecchio satiro, mentre un'altra figura maschile spreme un grappolo d'uva per versarne il succo direttamente nella bocca aperta di Bacco. L'aspetto, la posa in cui viene raffigurato e la presenza dell'asino alle sue spalle permettono di identificare il personaggio con Sileno, amico e precettore di Bacco - sebbene l'opinione non sia unanime. Nella donna a destra, l'unica a incrociare direttamente lo sguardo dello spettatore, si può riconoscere un autoritratto della pittrice: a differenza degli altri personaggi, sembra quasi distaccata dall'atmosfera generale di euforia e non presta alcuna attenzione all'uomo che tenta di avvicinarla. Ai suoi piedi, alcuni bambini giocano con una capra.
Le scene di baccanali di norma vedevano Bacco attorniato dalle sue seguaci, ovverosia le Baccanti; in questo caso, invece, l'originalità della composizione di Wautier lascia intendere che, se Leopoldo Guglielmo le commissionò effettivamente il dipinto, lo fece con istruzioni minime.
Nudità L'opera si discosta in maniera significativa dalle altre rappresentazioni dello stesso soggetto. Bacco era in genere raffigurato in un carro trainato da grandi felini, come nel caso del Trionfo di Bacco di Cornelis de Vos. Differentemente, Wautier rinunciò completamente a questa iconografia, eccezion fatta per la pelle di leopardo drappeggiata, visibile sul corpo del dio. Bacco è solitamente circondato dalle sue seguaci - le Baccanti (le Menadi per il greco Dioniso) - eppure la pittrice scelse, al contrario, di enfatizzare nella scena proprio il nudo maschile. All'epoca si riteneva che le donne non fossero in grado di dipingere il corpo maschile accuratamente, visto che non potevano studiarlo. La scelta compositiva sarebbe stata quindi un commento diretto di Wautier sulla vicenda. L'incessante dibattito sulla possibilità o meno per le donne di dipingere la nudità era irrilevante per Wautier: l'artista era cresciuta con otto fratelli, ed essendo per la maggior parte più giovani di lei aveva una sufficiente familiarità da non mostrare quasi alcun impedimento nella resa del corpo maschile.
Al centro del dipinto è posizionato il pube coperto di Bacco e tale posizione conferisce alla scena una sfumatura più sensuale. Anche la capra dovrebbe rappresentare un tipico simbolo di lussuria e perdita di innocenza.
Note
Altri progetti
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