Lo Yura fu un incrociatore leggero della Marina imperiale giapponese, entrato in servizio nel marzo 1923 come parte della classe Nagara.
Dopo le prime operazioni nel corso della seconda guerra sino-giapponese negli anni 1930, l'incrociatore fu intensamente impegnato negli scontri del teatro bellico del Pacifico della seconda guerra mondiale: in questo contesto, operò nel Sud-est asiatico prendendo parte alla campagna della Malesia, alla campagna delle Indie orientali olandesi e all'incursione giapponese nell'Oceano Indiano.
Impegnato negli scontri della campagna di Guadalcanal, il 25 ottobre 1942 lo Yura venne gravemente danneggiato nelle acque delle isole Salomone da attacchi di velivoli statunitensi; lo scafo fu quindi autoaffondato dagli stessi nipponici.
Storia Entrata in servizio e prime operazioni Impostata il 21 maggio 1920 nei cantieri dell'arsenale navale di Sasebo, la nave venne varata il 15 febbraio 1922 con il nome di Yura in onore dell'omonimo fiume del Giappone; l'unità entrò quindi in servizio il 20 marzo 1923.
Il primo impiego bellico dell'incrociatore si ebbe nel 1932, nel corso del breve conflitto tra Giappone e Repubblica di Cina noto come "guerra di Shanghai": il 4 febbraio e il successivo 13 febbraio lo Yura bombardò con il suoi cannoni le batterie d'artiglieria cinesi del forte di Wusong e supportò i reparti giapponesi a terra negli scontri attorno a Shanghai, subendo alcuni danni leggeri a causa del rinculo dei propri pezzi. Dopo lo scoppio della seconda guerra sino-giapponese nel 1937, lo Yura divenne nave di bandiera dell'allora contrammiraglio Chūichi Nagumo, comandante dell'8ª Divisione incrociatori, e in questa veste prese parte alle operazioni navali giapponesi nelle acque del sud della Cina coprendo gli sbarchi anfibi dei reparti nipponici e svolgendo missioni di blocco navale dei porti cinesi.
Operazioni nel Sud-est asiatico
All'inizio del settembre 1941 lo Yura divenne nave di bandiera del contrammiraglio Tadashige Daigō, comandante della 5ª Squadriglia sommergibili dipendente dalla 6ª Flotta; il 26 novembre dello stesso anno, in previsione dell'imminente entrata del Giappone nella seconda guerra mondiale, l'incrociatore salpò da Sasebo per raggiungere la base avanzata giapponese di Palau, ma ancora in rotta il 3 dicembre fu dirottato all'isola di Hainan nella Cina occupata e aggregato alle forze nipponiche ammassate in vista dell'invasione anfibia della Malesia britannica. Dopo l'attacco di Pearl Harbor e l'ingresso in guerra del Giappone, l'8 dicembre lo Yura fu dislocato a sud di Capo Cà Mau in Indocina per dirigere le operazioni dei battelli subacquei 5ª Squadriglia sommergibili, incaricati di pattugliare le acque a nord della delle Isole Anambas. Dopo la pesante sconfitta inflitta dall'aviazione giapponese alle forze navali britanniche della Malesia, l'11 dicembre lo Yura fu riassegnato alle forze navali nipponiche incaricate di invadere il Borneo: salpato dalla Baia di Cam Ranh, tra il 16 e il 24 dicembre l'incrociatore protesse gli sbarchi incontrastati delle truppe giapponesi lungo la costa del Sarawak e del Brunei.
Dopo rapidi lavori di manutenzione a Cam Ranh, il 26 gennaio 1942 lo Yura protesse a distanza gli sbarchi giapponesi a Endau lungo la costa orientale della Malesia, per poi essere riassegnato alle forze navali impegnate nella campagna delle Indie orientali olandesi. Salpato il 10 febbraio da Cam Ranh, l'incrociatore partecipò all'invasione di Sumatra proteggendo il 15 febbraio gli sbarchi delle truppe giapponesi nella zona di Palembang e pattugliando lo Stretto di Bangka alla ricerca di navi nemiche in fuga dall'isola. Il 29 febbraio lo Yura fu riassegnato alla vasta forza navale giapponese incaricata di invadere la parte occidentale di Giava, azione iniziata il 28 febbraio seguente; il 1º marzo la nave sfuggì a un attacco con siluri del sommergibile olandese K XIV nelle acque dello Stretto della Sonda..
Trasferito nella nuova base giapponese di Singapore, tra l'8 e il 12 marzo 1942 lo Yura scortò la forza di invasione anfibia inviata a occupare senza colpo ferire la parte nord di Sumatra. Il 23 marzo seguente l'incrociatore partecipò all'occupazione giapponese delle isole Andamane proteggendo lo sbarco incontrastato dei reparti nipponici a Port Blair, per poi prendere parte in aprile all'incursione giapponese nell'Oceano Indiano conducendo con altre unità nipponiche pattugliamenti del Golfo del Bengala alla ricerca di mercantili nemici: il 6 aprile, in coppia con il cacciatorpediniere Yugiri, lo Yura affondò i mercantili olandesi Batavia e Banjoewangi e il piroscafo britannico Taksang, rientrando poi a Singapore l'11 aprile. Il 20 aprile l'incrociatore raggiunse i cantieri di Sasebo per sottoporsi a lavori di manutenzione, proseguiti fino al 19 maggio seguente. Al rientro in servizio lo Yura divenne nave di bandiera del contrammiraglio Shōji Nishimura, comandante della 4ª Squadriglia cacciatorpediniere.
Operazioni nell'oceano Pacifico
Trasferito ad Hashirajima, il 27 maggio 1942 lo Yura salpò come parte della vasta flotta giapponese inviata a invadere l'Atollo di Midway nell'oceano Pacifico; l'azione fallì tra il 4 e il 7 giugno seguenti a causa della sconfitta giapponese nella battaglia delle Midway, nella quale lo Yura non venne direttamente coinvolto. Rientrato in patria, il 20 giugno l'incrociatore divenne nave di bandiera del contrammiraglio Tamotsu Takama, il sostituto di Nishimura alla guida della 4ª Squadriglia cacciatorpediniere.
Il 17 agosto 1942 lo Yura si trasferì nella base avanzata di Truk per prendere parte agli scontri della campagna di Guadalcanal, da poco iniziata. Da Truk l'incrociatore salpò il 20 agosto di scorta a un convoglio di rifornimenti per la guarnigione giapponese di Guadalcanal; l'azione portò tra il 24 e il 25 agosto seguenti alla battaglia delle Salomone Orientali contro la flotta statunitense, nel corso della quale lo Yura non subì danni. Dopo la battaglia, l'idrovolante dell'incrociatore portò a temine un bombardamento delle postazioni statunitensi a Guadalcanal nella notte tra il 25 e il 26 agosto.. Nel corso di settembre l'incrociatore si spostò tra le basi giapponesi di Truk e Rabaul, anche se il 25 settembre subì danni leggeri dopo essere stato colpito da un ordigno sganciato da un bombardiere statunitense mentre era in navigazione al largo delle Isole Shortland; il sommergibile statunitense rivendicò di aver colpito lo Yura con un siluro l'11 ottobre sempre nella zona delle Shortland, ma non risulta che l'incrociatore abbia subito danni quel giorno.
Assegnato alle missioni di rifornimento notturno della guarnigione giapponese di Guadalcanal (il cosiddetto "Tokyo Express"), lo Yura sbarcò truppe e rifornimenti sull'isola il 14 ottobre; il 18 ottobre seguente, mentre era in rotta per una seconda missione di rifornimento, l'incrociatore venne attaccato al largo dell'Isola Choiseul dal sommergibile statunitense : la nave giapponese fu raggiunta da un siluro il quale tuttavia non esplose, e se la cavò con solo un'ammaccatura nello scafo. Il 24 ottobre lo Yura lasciò le Shortland per condurre una missione di bombardamento navale a Guadalcanal; alle 13:00 del 25 ottobre, a settentrione dell'entrata dello Stretto Indispensable vicino Guadalcanal, l'incrociatore venne attaccato da cinque bombardieri Douglas SBD Dauntless statunitensi i quali lo centrarono con due bombe. In preda a incendi e allagamenti lo Yura cercò di allontanarsi, inseguito da altri aerei statunitensi che lo attaccarono alle 14:15 e alle 15:30 senza tuttavia riuscire a infliggergli altri danni. Alle 17:00, mentre il comandante dello Yura capitano Shiro Sato cercava di dirigere all'incaglio presso la costa dell'isola di Fara per prevenire un affondamento, l'unità fu nuovamente attaccata da undici cacciabombardieri statunitensi decollati da Guadalcanal, seguiti poco dopo da sue bombardieri Boeing B-17 Flying Fortress levatisi in volo dalla base di Espiritu Santo.
Centrato più volte da atre bombe e in preda a incendi indomabili, alle 18:30 del 25 ottobre lo Yura fu evacuato dall'equipaggio; lo scafo martoriato fu quindi colato a picco da siluri e colpi di cannone sparati dai cacciatorpediniere giapponesi Harusame e Yudachi, scomparendo nella posizione 08° 15' S, 159° 57' E. Tra l'equipaggio si contarono 135 tra morti e dispersi in azione..
Note
Bibliografia
Altri progetti
Categoria:Incrociatori della Marina imperiale giapponese Categoria:Navi costruite a Sasebo Categoria:Naviglio militare della seconda guerra mondiale