Biografia Secondo la DIA, dal 2010 in poi nelle zone del centro-sud di Messina, si affermò il clan Lo Duca a Provinciale. Di Giovanni Lo Duca (classe 1970https://messina.gazzettadelsud.it/articoli/cronaca/2019/11/05/movida-a-messina-imponevano-il-servizio-di-sicurezza-nei-locali-blitz-con-10-arresti-a3bdb86a-adcb-4d60-bbc7-99cf041ca775/) si conosce poco precedentemente a quegli anni, e il suo clan non è altro che l'evoluzione di una realtà criminale già presente da decenni nella zona centro-sud.
Nel 2012, mentre si trovava nel regime di carcere duro, vennero sequestrati beni a lui e alla sua famiglia per un valore di circa un milione e mezzo di Euro.
Lo Duca è ritenuto un profilo criminale di spicco, non soltanto nel panorama messinese. Gli investigatori lo hanno visto incontrarsi con esponenti della 'Ndrangheta calabrese, come Giovanni Morabito (il nipote del numero uno della 'Ndrangheta Giuseppe Morabito detto "u Tiradrittu") di Africo e i Favasuli di San Luca. Nel 2017 viene intercettato a incaricare la sorella a spedire gli auguri di Natale ai boss detenuti Sandro Lo Piccolo di Palermo e Giuseppe De Stefano di Reggio Calabria. A Messina le principali collaborazioni risultavano essere con: Salvatore Sparacio (nipote del pentito Luigi Sparacio), considerato vertice della criminalità organizzata della zona di Fondo Pugliatti, e Giovanni De Luca che invece è considerato al "comando" nella zona di Maregrosso. Venne arrestato nuovamente nel 2021 con l'accusa di essere tornato ad esercitare controllo sulla zona centro-sud di Messina.
Note