Lincidente di Magenta, noto nell'ambiente ufologico italiano come lUFO di Mussolini o lUFO fascista, è il fulcro di teorie non ufficiali su alieni extraterrestri secondo cui il 13 giugno 1933 un oggetto volante non identificato (UFO) si sarebbe schiantato al suolo in Italia, tra i comuni di Magenta e Vergiate, in Lombardia.

La vicenda divenne nota al grande pubblico solo a partire dalla fine degli anni 90, quando il giornalista italiano Roberto Pinotti rese pubblici alcuni presunti documenti dell'epoca fascista, che testimonierebbero lo schianto di un velivolo sconosciuto, a cui sarebbe seguita poi la creazione da parte di Benito Mussolini, allora al governo, di un gruppo di ricerca segreto, chiamato Gabinetto RS/33, con il compito di recuperare, studiare e occultare il relitto. A differenza del successivo caso Roswell americano, che ebbe un'eco mediatica immediata (seppur breve), il caso italiano sarebbe rimasto totalmente segreto per oltre sessant'anni.

Dopo la divulgazione di questi documenti, il caso ha generato un dibattito che vede, da un lato, i sostenitori dell'ipotesi ufologica (primo fra tutti lo stesso Pinotti), secondo cui i documenti sono autentici e proverebbero che le autorità italiane recuperarono effettivamente un velivolo extraterrestre decenni prima dell'incidente di Roswell.

Dall'altro lato, inchieste e analisi come quelle condotte da storici e da membri del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze), hanno concluso che i documenti alla base della storia siano con ogni probabilità dei falsi moderni e che le analisi avrebbero evidenziato numerose incongruenze.

La teoria La diffusione della storia è attribuita principalmente all'ufologo italiano Roberto Pinotti, presidente del Centro Ufologico Nazionale (CUN), che ha dichiarato di aver ricevuto i presunti documenti nel 1996 da un anonimo "erede" di un membro del Gabinetto RS/33.

Il presunto schianto

La cronologia del mito inizia la mattina del 13 giugno 1933. Un "velivolo non ben identificato" viene avvistato nei cieli della Lombardia. Le fonti dei proponenti della storia mostrano una certa discordanza geografica sulla posizione esatta, che si pensa essere in territorio magentino, e comunque nell'odierno Parco lombardo del Ticino. Le descrizioni dell'oggetto variano significativamente.

Si parla di un oggetto metallico di colore grigiastro di circa 15 metri di diametro (50 piedi), simile a un grosso sigaro con una "enorme struttura emisferica" alta circa 10 metri, a forma di campana, come "due dischi volanti uniti insieme":

Le autorità locali avrebbero immediatamente isolato l'area. L'OVRA, la polizia segreta fascista, avrebbe recuperato i rottami, imponendo il silenzio totale. La stampa sarebbe stata istruita, tramite un presunto telegramma dell'Agenzia Stefani, a descrivere l'accaduto come la caduta di una meteora o un fenomeno meteorologico.

La reazione del regime fascista e il recupero dei piloti La reazione del regime fascista sarebbe stata immediata e improntata alla massima segretezza. Mussolini, informato dei fatti, avrebbe ordinato il silenzio stampa e l'immediato recupero. Egli infatti temeva che si trattasse di un'arma segreta di potenze nemiche, forse guidata da piloti dello stesso regime nazista da poco insediatosi, con cui non aveva ancora stretto rapporti.

I proponenti della storia citano, a riprova di ciò, un presunto "dispaccio dell'agenzia Stefani di carattere riservatissimo" che avrebbe dovuto censurare la notizia. Ad oggi, tale dispaccio non è mai stato rinvenuto in alcun archivio ufficiale. L'elemento più drammatico della leggenda è il ritrovamento dei piloti. Diverse fonti ufologiche parlano del recupero di "due corpi non umani" all'interno del relitto.

Altre versioni spesso più dettagliate forniscono tuttavia particolari divergenti e specifici. Un resoconto descrive i piloti come aventi "aspetto apparentemente umano", con "caratteri somatici nordici", "lunghi capelli biondi" e "occhi azzurri", e così simili da sembrare identici.

Questo dettaglio dei piloti "nordici, dunque, a differenza del folklore americano degli anni 50 che associa l'incidente di Roswell all'iconografia degli "alieni grigi", collega invece la storia al filone esoterico-teosofico del nordicismo polare, richiamando miti come quello della Vril Gesellschaft e degli Ufo nazisti.

Trasferimento a Vergiate

Seguendo l'ordine di Mussolini, i resti del velivolo sarebbero stati trasportati precipitosamente lontano dal luogo dello schianto. La destinazione scelta, secondo la narrazione, fu Vergiate, sul Lago Maggiore.

Il relitto sarebbe stato occultato in uno dei luoghi tecnologicamente più avanzati e strategicamente protetti della zona: gli hangar della Siai-Marchetti (Società Idrovolanti Alta Italia), all'epoca all'avanguardia nella produzione di aeromobili e idrovolanti.

Creazione del Gabinetto RS/33 Per studiare l'inusuale reperto, Mussolini avrebbe istituito una commissione segreta. Questo gruppo di studio, il primo presunto insabbiamento governativo sugli UFO della storia (o cover-up secondo il gergo ufologico anglosassone), sarebbe stato battezzato "Gabinetto RS/33".

Il nome "RS" starebbe per "Ricerche Speciali" e "33" per l'anno di fondazione, appunto il 1933. La presunta sede operativa era stata identificata negli edifici dell'Università La Sapienza di Roma. Gli stessi promotori della vicenda definiscono il Gabinetto RS/33 come "la versione fascista del Majestic 12", l'analogo comitato segreto statunitense che sarebbe stato creato nel 1947 per indagare sull'incidente di Roswell.

Alla sua guida sarebbe stato posto il fisico Guglielmo Marconi. L'obiettivo del Gabinetto RS/33 avrebbe avuto non solo natura di retroingegneria, cioè di studio della tecnologia aliena per sviluppare armi avanzate, ma anche risvolti di natura esobiologica riguardanti l'esame dei cadaveri estratti dall'astronave.

La pista nazista e sviluppi successivi A partire dal 1939, con il consolidarsi dell'Asse Roma-Berlino, "gli studi segreti del Gabinetto RS33 furono girati all'alleato germanico", sebbene il relitto sia rimasto in Italia per il rifiuto di Mussolini di consegnarlo completamente nelle mani di Hitler. Questo presunto trasferimento di tecnologia, in ogni caso, collegherebbe lo schianto italiano direttamente allo sviluppo delle "armi meraviglia" (Wunderwaffen) del Terzo Reich, come i mitologici dischi volanti V-7 o Hauneburg-Gërate.

Secondo i sostenitori della teoria, gli studi del Gabinetto RS/33 sarebbero proseguiti fino alla caduta del fascismo. Pare che sia stato Papa Pio XII a informare i servizi segreti americani del contenuto delle casse. Questa comunicazione riservata, proveniente dallo stesso Pontefice, avrebbe indotto i servizi segreti alleati, in particolare l'Office of Strategic Services (OSS) americano, a mettersi sulle tracce della tecnologia recuperata da Mussolini. Con l'avanzata degli Alleati in Italia tra il 1944 e il 1945, l'OSS avrebbe agito sulla base delle informazioni vaticane.

La leggenda sostiene che gli americani, una volta raggiunto il nord Italia, rubarono tutto: relitto, corpi e documenti. Il materiale, che i fascisti e i nazisti non erano riusciti a sfruttare appieno, venne "portato poi negli Stati Uniti".

Prove Il fulcro della teoria risiede in un pacco di documenti che Pinotti sostiene essere originali dell'epoca. Questi includerebbero:

Un telegramma (Stenografico 2419) con l'intestazione "Il Duce" e "Per ordine Superiore" che ordina il recupero e la censura. Una "Disposizione 15" che vieta la divulgazione di notizie su "velivoli non convenzionali". Una lettera del senatore Felice E. B., presunto membro di una commissione, che descrive l'oggetto. Vari appunti manoscritti su carta intestata della Regia Aeronautica.

Questi documenti descriverebbero l'istituzione, il 24 agosto 1933, di una commissione segreta presieduta da Guglielmo Marconi (il Gabinetto RS/33). Altri presunti membri includerebbero figure di spicco della scienza italiana dell'epoca, come Luigi Broglio (sebbene anagraficamente improbabile) e l'astronomo Gino Cecchini.

Per spiegare la totale assenza di testimoni o documenti pubblici relativi a questo incredibile trasferimento, la leggenda incorpora un classico elemento cospirativo: "Delle tre persone che avrebbero potuto testimoniare di questo trasporto, due sono morte in incidenti in mare, la terza si è suicidata".

Analisi forense Sin dalla loro apparizione, queste "prove" sono state oggetto di un'imponente analisi critica. L'analisi forense e storica, condotta anche da ricercatori e ufologi scettici (come quelli del CISU, Centro Italiano Studi Ufologici), ha demolito l'autenticità dei documenti affermando che "l'errore fatale dei falsari è stato sottovalutare la burocrazia". Come notato dagli analisti, i documenti "non hanno numeri di protocolli, non hanno timbri né alcuna indicazione verificabile". L'amministrazione fascista, come ogni apparato statale totalitario, era ossessionata dalla protocollazione, dall'archiviazione e dalla gerarchia. L'Archivio Centrale dello Stato a Roma conserva milioni di fascicoli che documentano ogni aspetto del regime. L'idea che una commissione segreta di tale portata, istituita da Mussolini e presieduta da una figura pubblica e potente come Marconi, non abbia lasciato alcuna traccia (nessuna lettera di nomina, nessun fondo di spesa, nessun rapporto di avanzamento, nessuna menzione in diari privati o corrispondenza) in nessun archivio è storicamente inverosimile. L'assenza di timbri e protocolli sui documenti trapelati ha portato a ritenere che si tratti di falsi.

La resurrezione del mito

Dichiarazione Grush ed il Vaticano

Nel luglio 2023, David Grusch, un ex funzionario dell'intelligence dell'USAF e della National Geospatial-Intelligence Agency (NGA), ha testimoniato sotto giuramento davanti a una commissione della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti. Le sue affermazioni hanno avuto eco mondiale. Grusch ha dichiarato che gli Stati Uniti possiedono veicoli "non umani" e che parte di questo programma segreto deriva dal recupero di un velivolo dall'Italia del governo di Benito Mussolini nel 1933". Grusch, nella sua testimonianza e nelle interviste successive, ha ripetuto l'intera narrazione emersa nel 1996: ha affermato che il velivolo fu "procurato dagli Stati Uniti nel 1944 o 1945" con l'assistenza del Vaticano".

L'eco delle affermazioni di Grusch, che tiravano in ballo Papa Pio XII, ha costretto l'Archivio apostolico vaticano a una smentita ufficiale nel giugno 2024. Marco Grilli, segretario del prefetto dell'archivio, ha negato categoricamente. La sua smentita è stata netta e ironica: "Non so da dove (Grusch) abbia preso questa informazione". Grilli ha aggiunto di ricevere richieste simili, paragonandole a quelle di chi vorrebbe leggere "le lettere personali di Ponzio Pilato o della Vergine".

La pista Marconi L'ultimo colpo di scena mediatico è avvenuto nella primavera del 2024, con un'intervista alla rivista Oggi di Elettra Marconi, figlia 94enne dell'inventore, e del nipote Guglielmo. Secondo i resoconti ampiamente diffusi, i due hanno affermato che Marconi ha lavorato al programma di recupero degli UFO di Mussolini, noto come Cabinet RS/33.

Note

Bibliografia

Voci correlate Alieni nordici Incidente di Roswell Wunderwaffen

Collegamenti esterni

Categoria:Fascismo Categoria:Magenta Categoria:Presunti schianti di UFO Categoria:Ufologia Categoria:Teorie del complotto relative alla seconda guerra mondiale Categoria:Teoria del complotto UFO Categoria:Avvistamenti di UFO in Italia