L'ex Palazzo Terni è un edificio storico di Crema. Storia L'area su cui sorge l'edificio era occupata un tempo dal castello di Porta Ombriano costruito nel 1351 per volontà di Bernabò Visconti., probabilmente più nella forma di un palazzo fortificato piuttosto che di una struttura militare..

Alla conclusione dell'assedio del 1449 vi alloggiò il provveditore veneto Andrea Dandolo, dopo che il 16 settembre era entrato trionfalmente da Porta Ombriano assieme al comandante Sigismondo Malatesta.. Quattro giorni dopo Dandolo accolse i rappresentanti della città per accettare i patti di dedizione successivamente ratificati con lievi modifiche dal Doge.

Due anni dopo, nel 1451, il Senato veneto ne decretò l'abbattimento e nel 1454 il Dandolo, in quel periodo provveditore in sostituzione della carica di podestà, vendette una parte dell'area a Giovanni Benzoni. per raccogliere denaro destinato alla sistemazione dei rivellini; il Benzoni, a sua volta, alienò una porzione a favore delle suore di Santa Monica affinché provvedessero a far costruire il proprio convento.

Il resto dell'area, rimasta di proprietà del demanio comunale, fu donata al condottiero Bartolino Terni affinché vi potesse erigere la propria dimora; la decisione fu presa nella riunione del Gran consiglio cittadino del 18 luglio 1500 quale premio per i servigi resi..

Il Terni moriva nel 1518, è verosimile che il palazzo venne eretto in questo lasso di tempo.

Palazzo Terni è citato nelle cronache del 1636 per essere stato sede di una rappresentazione teatrale, una tragicommedia denominata L'Arnalda organizzata da giovani nobili, che richiamò parecchio pubblico tanto da dover essere impiegati alabardieri e moschettieri per tenere a bada la folla che voleva assistervi.

Il palazzo è confermato di proprietà Terni nellEstimo del 1685 (vi risiedeva Giovan Battista).

Nel 1796 ospitò le ceneri di Bartolino, qui condotte dai familiari dalla chiesa della Santissima Trinità per ordine di un decreto della Repubblica Cisalpina, poi ricondotte nella chiesa con l'arrivo degli austro-russi nel 1799..

Questo ramo dei Terni si estinse con il decesso di Mario, avvenuto nel 1955.

Personalità legate al palazzo

Bartolino Terni (1431-1518), fu condottiero al servizio della Repubblica di Venezia, per la città divenne famoso per averla difesa dalla bande sforzesche che scorrazzavano anche per i domini veneti, giungendo nel 1484 fin sotto le mura di Crema.. Fu persona generosa e fedele: alla vigilia della battaglia di Agnadello offrì 400 ducati per la difesa della città; durante l'assedio del 1514 donò 3 mila ducati a Renzo da Ceri senza pretenderne la restituzione. È sepolto in un sepolcro all'interno della chiesa della Santissima Trinità.

Bartolino Terni il Giovane (1531-1571 ), nipote di Bartolino, fu egli stesso condottiero al soldo della Repubblica di Venezia, indi sotto Carlo IX di Francia che lo insignì del collare dell'Ordine di San Michele. Morì in combattimento..

Giovan Battista Terni (1736-1787), celebre per aver compilato dall'anno 1754 fino alla sua scomparsa una cronaca cittadina la quale, pur in stile a tratti incerto e colorito, narrò tanto vicende importanti quanto fatti di secondaria importanza, comunque espressione della vita e del costume del periodo.

Caratteristiche L'aspetto attuale è dovuto ad alterazioni intervenute nel corso del XIX secolo.

Si sviluppa su due ordini, divisi da marcapiano, con semplici aperture prive di incorniciature e decorazioni. All'angolo destro è stata messa in luce una finestra antica tamponata.

L'angolo sinistro, verso Piazza Giovanni XXIII è stato alterato nel corso del XX secolo con un'apertura rettangolare che permette di accedere ad un esercizio commerciale.

Il lato verso la piazza è stato spesso documentato nelle illustrazioni e nelle cartoline di questo spazio urbano: in un dipinto di Francesco Morandi del 1838 vi si ravvisano al primo piano due finestre incorniciate, due portefinestre al secondo piano affacciate su balconcini con ringhiera di ferro battuto e quattro finestre circolari a dar luce al sottotetto.

Nelle cartoline di inizio XX secolo le finestre del sottotetto sono scomparse e i balconi hanno la forma attuale con elementi angolari e corrimano in pietra. Inoltre, il lato cortilizio è diviso dalla piazza da un muro di cinta..

Una foto del 1941 mostra il cortile già parzialmente occupato da una struttura ad un piano – ancora esistente – eretta ad uso commerciale..

Un'immagine del 1950 mostra l'apertura delle due vetrine rettangolari, in luogo delle precedenti finestre del primo piano.

Note

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