Malalai di Maiwand è un'eroina del folclore afgano e pashtun, ricordata per il suo ruolo nella vittoria della battaglia di Maiwand contro gli invasori britannici.
Biografia
Malalai sarebbe nata nel 1861 nel villaggio di Khig (nella regione di Kandahar), figlia di un pastore. Secondo la leggenda, il 27 luglio 1880, durante la battaglia di Maiwand – cruciale punto di svolta nella seconda guerra anglo-afgana – , si lanciò in battaglia intonando prima una poesia, poi un canto (landai) per incitare i soldati locali guidati da Ayub Khan, facendo leva sui valori e sull'orgoglio pashtun e sventolando la bandiera afghana, o il proprio velo come bandiera, dopo l'uccisione del portabandiera afghano. Secondo la maggior parte dei resoconti sarebbe stata subito uccisa dalle forze inglesi, mentre secondo altre versioni avrebbe partecipato attivamente alla battaglia prima di perire sul campo. La sua morte avrebbe aizzato le truppe afghane, portandole alla vittoria. Il giorno della sua morte sarebbe stato anche il giorno in cui avrebbe dovuto sposarsi.
Storicità Nelle fonti storiografiche coeve, in particolare britanniche, non c'è traccia di una Malalai coinvolta nella battaglia di Maiwand. Ciò viene interpretato diversamente o come una censura culturale coloniale contro una figura femminile nazionalista o come una conferma della sua mancata storicità, con la creazione della sua leggenda decenni dopo, nel ventesimo secolo, in particolare da parte dello storico Abdul Hai Habibi, per catalizzare il nazionalismo pashtun.
Impatto culturale
A prescindere dalla storicità del personaggio e della vicenda, Malalai è un'icona della cultura afgana e in particolare pashtun, simbolo dell'orgoglio nazionale e dell'anticolonialismo, la cui storia viene tramandata in ambito domestico e scolastico ispirando la lotta anche contro invasioni successive. Rappresenta anche un simbolo di unità per le tribù pashtun, sconfinando anche nei pashtun pakistani. Il suo nome è riportato anche in canti talebani (tarana). Dai commentatori occidentali è derubricata come la Giovanna d'Arco o la Molly Pitcher dell'Afghanistan. La sua supposta tomba è meta di pellegrinaggio. A lei sono intitolate una medaglia, scuole e ospedali dell'Afghanistan, e il suo nome (o la variante Malala) è stato dato a numerose donne, come il premio Nobel per la pace Malala Yousafzai che ha contribuito a diffonderne la storia.
Note
Categoria:Eroi nazionali afghani Categoria:Eroi nazionali pakistani Categoria:Folclore Categoria:Cultura pashtun Categoria:Seconda guerra anglo-afghana